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Dentro i giovani della Serie B: Luca Di Maggio

Per questa puntata della nostra rubrica “Dentro i giovani della Serie B” il focus è su Luca Di Maggio. Centrocampista del Padova, arrivato in prestito dall’Inter nell’estate 2025, ha chiuso il suo primo campionato pieno in Serie B con minuti ancora da consolidare ma con indicazioni tecniche già abbastanza chiare sul tipo di giocatore che può diventare. 

Luca di Maggio

l percorso di Luca Di Maggio

Nato il 31 marzo 2005 a Segrate, Di Maggio è cresciuto nel settore giovanile dell’Inter fino ad arrivare alla Primavera. Il Padova lo ha preso in prestito con opzione di riscatto e contro-riscatto a favore del club nerazzurro, una formula che di fatto conferma come il suo percorso sia ancora pienamente dentro una logica di sviluppo. Anche con le nazionali giovanili il suo nome si è già affacciato con continuità. Nel 2024 è entrato nel Team of the Tournament dell’Europeo Under 19, mentre nel marzo 2026 è stato convocato con l’Italia Under 20. 

Con il Padova ha giocato 28 partite su 38, di cui 9 da titolare, per 1.144 minuti, segnando 3 gol. Non è ancora un minutaggio da centrocampista strutturalmente centrale, ma è già abbastanza per leggere un profilo che è riuscito a incidere pur partendo spesso dalla panchina.

In questo senso pesa anche il finale di stagione: la doppietta contro il Cesena gli ha portato il premio di Player of the Week della 38ª giornata, con tre tiri nello specchio e il 100% di passaggi riusciti nella trequarti avversaria in quella partita.

Le qualità di Di Maggio

Dal punto di vista tecnico, Di Maggio è un centrocampista che sembra rendere meglio da mezzala, con una tendenza ad alzare la propria influenza quando può giocare più vicino alla porta. È lo stesso giocatore, nella presentazione ufficiale con il Padova, a spiegare di avere sempre fatto la mezzala e di sentirsi anche a suo agio in una posizione più offensiva.

Le 11 occasioni create, 11 dribbling riusciti, 13 tiri e 8 conclusioni nello specchio confermano un interno che prova ad accompagnare l’azione, a ricevere orientato in avanti e a trasformare il possesso in sviluppo più che in semplice gestione. 

La sua stagione suggerisce infatti un giocatore utile soprattutto nella zona intermedia del campo, quella in cui bisogna collegare costruzione e rifinitura. Non è un play di governo del ritmo, anche perché i suoi numeri di passaggio restano quelli di un calciatore usato a intermittenza: 341 passaggi tentati258 riusciti545 tocchi complessivi. Però è già un centrocampista che dà una linea di passaggio pulita, che può condurre qualche metro per uscire da una pressione e che, soprattutto, sembra avere una buona naturalezza quando c’è da entrare negli ultimi trenta metri. Anche la distribuzione dei gol lo racconta bene: uno da fuori area, due di destro e uno di testa, segnale di una presenza offensiva che non dipende da una sola soluzione. 

Più in generale, Di Maggio dà l’idea di essere un interno che può diventare molto utile quando la squadra riesce a stabilirsi nella metà campo avversaria. Può legare i reparti, scegliere una giocata semplice per dare continuità, oppure accompagnare l’azione fino al tiro.

I punti su cui deve lavorare

Il primo aspetto riguarda la continuità dentro la partita, le 28 presenze sono un buon punto di partenza, ma le sole 9 gare iniziate da titolare spiegano che il prossimo salto deve essere soprattutto di tenuta. Di Maggio ha già mostrato qualità negli spezzoni e nelle gare in cui il contesto si apre, ma adesso deve dimostrare di poter reggere più minuti con la stessa lucidità, senza abbassare troppo il peso della sua presenza quando la gara si sporca o chiede più ordine che iniziativa. 

Il secondo punto riguarda la fase senza palla. I numeri difensivi non sono negativi, ma raccontano un centrocampista ancora più portato a leggere l’azione offensiva che a governare con continuità le correzioni difensive: 113 duelli totali, 53 vinti, 4 tackle vinti e 8 intercetti.

Sono dati che suggeriscono margine nella riaggressione, nella protezione dello spazio e nell’impatto sui contatti, tutti aspetti che in Serie B fanno la differenza soprattutto per una mezzala chiamata a stare dentro entrambe le fasi. 

17 Giugno 2026

Marco Della Pietra

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