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Monza-Catanzaro: analisi tattica del match

Dentro la 35ª giornata di Serie B, Juve Stabia-Monza

Si chiude il sipario sulla Serie B 2025/26, all’U-Power Stadium, è stata consumata una serata ricca di emozioni, tensione tattica e colpi di scena. Il Monza perde 2-0 contro un ottimo Catanzaro, ma conquista comunque il ritorno in Serie A a un solo anno dalla retrocessione, grazie al successo ottenuto con lo stesso risultato nella gara d’andata e al miglior piazzamento in classifica al termine della stagione regolare. Addentriamoci ora nell’analisi tattica del match.

Monza Catanzaro squadre a specchio

Entrambe le squadre scendono in campo con il 3-4-2-1. Il Monza di Paolo Bianco schiera Thiam tra i pali; Carboni, Delli Carri e Birindelli nel terzetto difensivo; Bakoune, Pessina, Colombo e Azzi a centrocampo; Hernani sulla trequarti alle spalle di Dany Mota e Cutrone.

Il Catanzaro di Alberto Aquilani risponde con Pigliacelli in porta; Fellipe Jack, Antonini e Cassandro in difesa; Favasuli, Pontisso, Petriccione e Di Francesco in mezzo al campo; Liberali e Iemmello a supporto di Pittarello.

La somiglianza dei moduli, tuttavia, nasconde due interpretazioni differenti della gara: il Catanzaro punta sul controllo del pallone e sull’iniziativa offensiva, mentre il Monza preferisce compattezza e gestione degli spazi.

Il primo tempo: Catanzaro in controllo, Monza compatto

Il possesso palla rappresenta uno dei principi cardine del gioco del Catanzaro, squadra che durante la stagione ha mantenuto una media superiore al 60%. I calabresi prendono immediatamente il controllo della partita, alzando il baricentro e sviluppando la manovra soprattutto sulle corsie laterali grazie alle iniziative di Favasuli e Di Francesco.

La squadra di Aquilani non teme la pressione avversaria; al contrario, cerca spesso di attirarla per poi superarla attraverso rapide combinazioni e fraseggi di prima intenzione. Una volta recuperato il pallone, i giallorossi cercano immediatamente la verticalità sfruttando la qualità tecnica dei propri interpreti offensivi.

Il Monza risponde con un blocco medio-basso, concedendo il possesso agli avversari ma mantenendo grande compattezza tra i reparti. Hernani svolge un ruolo fondamentale come raccordo tra centrocampo e attacco, cercando di accelerare le transizioni una volta riconquistata la sfera.

La prima frazione si sblocca al 39′, quando Fellipe Jack svetta più in alto di tutti e porta avanti il Catanzaro con un preciso colpo di testa.

La ripresa: l’assalto del Catanzaro e il raddoppio di Frosinini

Nella ripresa il tema tattico resta invariato ma cresce ulteriormente l’intensità. Aquilani chiede ai suoi di aumentare il ritmo e di sfruttare con maggiore continuità le corsie esterne per creare superiorità numerica e generare occasioni da cross.

Il Monza prova a rendersi pericoloso con Cutrone dalla distanza, senza però trovare lo specchio della porta. Alesi sfiora il palo con una conclusione di destro, mentre Thiam si fa trovare pronto sulle iniziative offensive del Catanzaro. Liberali e Iemmello cercano più volte di incidere negli ultimi metri, ma la difesa brianzola riesce a limitare i danni mantenendo ordine e compattezza.

Al 78′ arriva il raddoppio degli ospiti: Favasuli mette un pallone insidioso in area e Frosinini supera Delli Carri prima di battere Thiam. Il gol ristabilisce la parità nel punteggio aggregato sul 2-2, ma il regolamento premia il miglior piazzamento ottenuto in campionato, favorevole al Monza.

Nel finale il Catanzaro continua a spingere alla ricerca della rete che cambierebbe il destino della promozione. Pompetti serve un pallone invitante in area, ma Iemmello manca l’appuntamento con il gol per pochi centimetri. Nei sei minuti di recupero il Monza gestisce con lucidità il possesso e controlla le ultime offensive avversarie fino al triplice fischio.

Le chiavi tattiche di Monza Catanzaro

Alberto Aquilani ha costruito nel corso della stagione una squadra riconoscibile, coraggiosa e tatticamente organizzata. La scelta di affrontare la gara di ritorno con un pressing alto e un possesso palla dominante si è rivelata efficace, mettendo costantemente sotto pressione la struttura difensiva del Monza.

Le catene laterali hanno rappresentato una delle principali armi offensive dei giallorossi, con Favasuli protagonista nell’azione del raddoppio. Anche la capacità di conquistare seconde palle e occupare l’area con numerosi uomini ha creato notevoli difficoltà alla retroguardia brianzola.

Paolo Bianco, dal canto suo, ha impostato la doppia sfida con grande pragmatismo. La decisione di non sfidare il Catanzaro sul terreno del possesso e del gioco posizionale, accettando una netta inferiorità nel dato del controllo della palla, ha evidenziato una precisa strategia di gestione del vantaggio.

Il blocco difensivo formato da Carboni, Delli Carri e Birindelli ha saputo resistere alla pressione avversaria, limitando i danni nei momenti più delicati della partita. Le sostituzioni mirate e la gestione dei minuti finali hanno consentito al Monza di evitare il gol che avrebbe ribaltato completamente il verdetto della finale, conquistando così il ritorno in Serie A.

1 Giugno 2026

Alessandro De Brasi

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