DentrolaB non racconta la Serie B. La analizza. La interpreta. La contestualizza. Dentro il campo. Oltre i 90 minuti

Il modello Como tre anni dopo: cosa le squadre di Serie B possono apprendere dal salto biancoblu

modello Como Serie B

Due stagioni dopo il salto in Serie A, il Como 1907 è diventato il caso di studio più discusso del calcio italiano. Promosso al termine del campionato 2023/24, salvo agevolmente al primo anno, qualificato per la Champions al secondo, la squadra di Cesc Fàbregas apre il terzo esercizio in massima serie con un profilo internazionale e una traiettoria che la cadetteria osserva con interesse. Il modello Como Serie B è una lettura utile per capire quali ingredienti del progetto biancoblù sono accessibili anche fuori dai grandi capitali e quali no.

La cronologia del salto

Il punto di partenza è importante per non distorcere il quadro. Il Como è stato acquistato il 4 aprile 2019 da SENT Entertainment Ltd, società di diritto britannico riconducibile alla holding indonesiana Djarum della famiglia Hartono, quando il club militava in Serie D.

Sette stagioni dopo è in Serie A, dopo aver superato Serie D, C e B. La promozione in cadetteria arriva nella stagione 2020/21 con la vittoria del girone A. La promozione in A è del maggio 2024, con 73 punti e secondo posto alle spalle del Parma. Nell’arco complessivo, secondo i dati richiamati da Calcio e Finanza, la proprietà ha investito poco meno di 300 milioni di euro.

US Cremonese v Como 1907 - Serie A Como 1907

Il fattore proprietà

Il primo nodo è quello delle risorse. Robert Budi e Michael Bambang Hartono (scomparso nel marzo 2026) avevano un patrimonio complessivo stimato intorno ai 48 miliardi di dollari, derivante dal gruppo Djarum, attivo nel tabacco, nelle banche e nell’elettronica.

Nessun club di Serie B oggi può contare su una capitalizzazione paragonabile, ma il punto editoriale non è il patrimonio in sé. È la struttura: presidente Mirwan Suwarso, amministratore delegato Francesco Terrazzani, direttore sportivo Carlalberto Ludi, Thierry Henry nel consiglio come investitore. Una squadra di figure stabili che hanno presidiato il progetto senza turbolenze. È la continuità manageriale, non l’estratto conto, a poter essere replicata.

L’allenatore costruito in casa

Il secondo asse del modello è la promozione interna del tecnico. Cesc Fàbregas è entrato a Como come giocatore, è poi passato a guidare la Primavera, è diventato allenatore ad interim della prima squadra nel novembre 2022 dopo l’esonero di Moreno Longo, ha completato la promozione in Serie A nello staff di Osian Roberts e ha ottenuto la guida tecnica effettiva il 19 luglio 2024, dopo aver preso il patentino.

È un percorso paziente, lungo quasi due stagioni, in cui il club ha scommesso sulla costruzione progressiva di un profilo tecnico, anziché ricorrere a un nome esterno di consumo. La Serie B, terreno classico per il primo lavoro di tanti tecnici, è la categoria perfetta per provare questo schema.

Lo stadio come piattaforma

Il terzo elemento è l’infrastruttura. Il Sinigaglia, comunale, è stato portato a 12.039 spettatori in vista della stagione 2025/26 e sarà oggetto di un restyling integrale firmato dallo studio Populous, con capienza finale di circa 15.200 posti, hotel a quattro piani, parcheggio multipiano, energy center, spazi commerciali. Il cantiere è previsto da maggio 2026 ad agosto 2028.

Il modello non è solo “stadio nuovo”, è “stadio come piattaforma multifunzionale”. È un’idea che vale per piazze grandi e medie e che diversi club di Serie B, da Arezzo a Palermo, stanno traducendo nei propri progetti con scale diverse.

Cosa è replicabile e cosa no

Distinguere serve a non trasformare il modello in slogan. Replicabili sono la continuità manageriale, l’identità sportiva costruita attorno a un’idea di gioco, lo sviluppo verticale di un tecnico interno e un’infrastruttura pensata oltre il calcio. Non replicabili sono la capitalizzazione, l’accesso a reti di networking globali che riducono il costo di alcuni profili tecnici, la possibilità di trasformare il club in una vetrina lifestyle internazionale.

FAQ

Da quanto tempo i fratelli Hartono sono proprietari del Como? La famiglia Hartono ha acquistato il Como il 4 aprile 2019, quando il club giocava in Serie D. Il controllo passa attraverso la società londinese SENT Entertainment Ltd, riconducibile alla holding indonesiana Djarum. Michael Bambang Hartono è scomparso nel marzo 2026, il fratello Robert Budi resta il punto di riferimento della proprietà.

Quanto ha investito la proprietà nel Como a oggi? Secondo i dati richiamati da Calcio e Finanza, la proprietà Hartono ha investito poco meno di 300 milioni di euro nel club nel corso di sette stagioni, comprensivi di acquisti, ristrutturazione societaria, settore giovanile e prime fasi del progetto stadio. Si tratta di una cifra molto distante dai parametri della Serie B.

14 Giugno 2026

Jacopo Giuccioli

CLASSIFICA

ANALISI & TATTICA

ESCLUSIVE