Vicenza, Arezzo, Benevento e Ascoli sono le quattro neopromosse Serie B 2026/27. Tre arrivano dalle vittorie dirette dei gironi A, B e C della Lega Pro 2025/26, una dai playoff. Quattro piazze con tradizione cadetta alle spalle, ma con assetti societari, infrastrutture e bilanci molto diversi. La cadetteria che si aprirà ad agosto le rimetterà sullo stesso piano competitivo, pur partendo da posizioni di partenza diverse.
Vicenza, la spinta dell’Otb Group
Il Lanerossi torna in B con la copertura economica più solida del gruppo. Otb, la holding della moda di Renzo Rosso, detiene oltre il 73% delle quote del club e secondo i dati pubblici disponibili ha investito circa 50 milioni di euro complessivi dal salvataggio del 2018.
Forbes 2026 stima il patrimonio della famiglia Rosso in 4,5 miliardi di dollari, collocandola al sesto posto tra i proprietari di squadre italiane più ricchi. Le perdite di esercizio, secondo i dati 2024, si erano attestate nell’ordine dei 9 milioni l’anno, sistematicamente ripianati attraverso aumenti di capitale. Lo stadio Romeo Menti, comunale, conta circa 12.000 posti omologati.
Arezzo e il cantiere del nuovo stadio
La proprietà fa capo a Guglielmo Manzo, imprenditore attivo nel settore della fornitura di gas ed energia elettrica, attraverso la New Energy S.r.l. L’investimento più rilevante non è in rosa ma sull’infrastruttura. Il 1° giugno 2026 è partito ufficialmente il cantiere del nuovo “Città di Arezzo”, il primo impianto in Italia realizzato secondo le procedure introdotte dal nuovo decreto stadi.
L’opera è interamente privata, vale 48 milioni di euro, sostenuti dalla famiglia Manzo senza oneri per l’amministrazione comunale, con completamento entro il 2030 e capienza finale prevista intorno ai 13.000 posti. Il club ha ottenuto il diritto di superficie sullo stadio per 90 anni. La promozione è arrivata con la vittoria del Girone B chiusa a 80 punti.

Benevento, una piazza già pronta alla cadetteria
La gestione è quella consolidata di Oreste Vigorito, presidente del club. Il Sannio torna in B dopo aver vinto il Girone C, su un modello societario stabile e un perimetro economico noto. Lo stadio Ciro Vigorito, comunale, ha una capienza limitata a 16.867 posti per ragioni di sicurezza a fronte di una capacità strutturale di 25.000: tra le neopromosse è quello con il più alto potenziale teorico di affluenza.
Benevento è anche l’unica delle quattro ad avere già giocato in Serie A, esperienza che ha lasciato in dote competenze organizzative tuttora utilizzabili per affrontare la cadetteria.
Ascoli, prima stagione del nuovo corso Passeri
Il Picchio sale al primo anno della nuova proprietà. Dal 1° luglio 2025 il pacchetto azionario è equamente diviso tra Passeri Impresa S.r.l. e Alo & Partners S.r.l., subentrate alla Ferinvest Italia di Massimo Pulcinelli. Bernardino Passeri è amministratore unico.
Negli ultimi quattro esercizi della gestione precedente il club aveva accumulato perdite rilevanti: 4,6 milioni al 30 giugno 2021, 2,8 al 30 giugno 2022, 6,6 al 30 giugno 2023, 4,8 al 30 giugno 2024. Lo stadio Del Duca, comunale, ha concessione fino al 2033 e si trova al termine di lavori di ampliamento che ne hanno ridotto temporaneamente la capienza a circa 12.000 posti, con riapertura prevista per l’inizio della stagione 2026-2027.
Il salto di categoria sotto il profilo economico
La Serie B garantisce mutualità e diritti audiovisivi sensibilmente superiori rispetto alla Lega Pro, ed è il vero gradino di sostenibilità per i club che ambiscono al professionismo strutturato. Per Vicenza e Benevento si tratta di una rotta nota. Per Arezzo, il cantiere infrastrutturale rappresenta la leva strategica di medio periodo. Per Ascoli, il primo bilancio della nuova proprietà servirà a misurare la solidità del passaggio di consegne. La griglia di partenza, in cadetteria, sarà la stessa per tutte. Il margine per costruirla, no.
