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L’Ascoli di Francesco Tomei: come giocheranno i bianconeri in Serie B

L’Ascoli torna in Serie B dopo due stagioni di assenza, e lo fa con lo stesso allenatore che ha costruito il percorso della risalita. Francesco Tomei, pescarese classe 1972, è stato confermato sulla panchina bianconera con un rinnovo fino al 30 giugno 2029, una dichiarazione d’intenti da parte della società, non solo un premio per i risultati ottenuti. I marchigiani centrano la promozione sconfiggendo l’Union Brescia nella finalissima dei playoff con un calcio propositivo ed efficace, e il progetto tecnico non si interrompe lì.

Per Tomei è la prima esperienza da allenatore in Serie B. La sua carriera è stata costruita prima come vice di Eusebio Di Francesco, da cui ha assorbito idee di gioco e principi tattici, poi come capo allenatore tra Monopoli, Picerno e infine Ascoli. Una crescita progressiva, mai accelerata, che in poco più di una stagione nelle Marche ha prodotto la miglior difesa del girone e un attacco prolifico, senza mai tradire l’identità del gioco.

Come potrebbe difendere l’Ascoli di Tomei

Il sistema difensivo di Tomei si fonda su un principio che il tecnico ha dichiarato esplicitamente: “Se hai un’identità di gioco la mantieni in tutte le categorie”. L’Ascoli non cambierà radicalmente il proprio impianto, ma dovrà adattarlo alla fisicità e all’intensità di una categoria superiore.

Il 4-2-3-1 è il modulo di riferimento, ma Tomei non è un allenatore di dogmi. Nel corso della scorsa stagione ha dimostrato di saperlo modificare in corsa senza snaturare i meccanismi collettivi, passaggio alla difesa a tre in alcune partite chiave, variazioni nel centrocampo a seconda dell’avversario, sempre mantenendo intatta la struttura del possesso palla come strumento difensivo prima ancora che offensivo.

Il principio cardine è la densità, tenendo la squadra corta, accorciando i tempi di reazione avversaria, recuperando palla in fretta attraverso una pressione organizzata e collettiva. Difesa e attacco partecipano entrambi a questo sforzo, non è un lavoro che appartiene solo ai reparti bassi.

I due mediani in particolare hanno un peso enorme nell’equilibrio difensivo, coprendo le linee di passaggio centrali e fungendo da filtro davanti alla difesa.

Come potrebbe attaccare l’Ascoli

Il possesso palla è l’arma tattica per eccellenza nell’Ascoli di Tomei, non si tratta di un possesso fine a sé stesso, ma uno strumento per prendere il controllo della partita e creare le condizioni per attaccare con superiorità numerica. La costruzione parte dal basso, il portiere è il primo costruttore, i difensori si allargano per aprire le linee di passaggio.

Il trequartista, figura chiave nel 4-2-3-1, è l’elemento che connette i due reparti. Deve muoversi negli spazi stretti, associarsi con la punta e con le mezzali, essere pericoloso tanto nella rifinitura quanto nell’inserimento. Il lavoro senza palla è altrettanto richiesto: pressing alto, recupero immediato sulla perdita, contributo alla fase di non possesso.

Sulle corsie l’Ascoli predilige esterni capaci di partecipare attivamente alla manovra sia in uscita che in avanzamento. Non ali statiche che occupano soltanto l’ampiezza, ma profili che sanno dialogare, tagliare dentro e aprire spazi per le mezzali.

La punta centrale, infine, deve essere intelligente quanto fisicamente strutturata, ma nel sistema di Tomei la prima punta lavora tanto per la squadra quanto per sé stessa.

I tre giocatori chiave del sistema Tomei

Gennaro Acampora è il profilo che il sistema di Tomei richiedeva con più urgenza, con oltre 200 presenze in Serie B con Spezia, Benevento e Pescara, e un passato anche in Serie A. Il centrocampista classe 1994 arriva a parametro zero e porta esattamente quello che mancava alla rosa della promozione, conoscenza della categoria, leadership in mezzo al campo, la capacità di fare da filtro davanti alla difesa e di distribuire il gioco con la qualità che la cadetteria impone. È il perno attorno a cui ruoteranno i meccanismi del 4-2-3-1.

Un altro giocatore centrale nel progetto di Tomei sarà Simone D’Uffizi, vera rivelazione della stagione in Serie C, con 13 reti segnate, tutte su azione. Giocatore abile nel saltare l’uomo, creare superiorità numerica e trovare la via del gol con una continuità rara per un giocatore giovane. Sulla corsia offensiva è il profilo che Tomei ha costruito con più attenzione, quello che meglio incarna l’idea di un esterno moderno, tecnico, verticale, pericoloso, ma anche disposto a rientrare in fase difensiva.

Infine la scommessa Giacomo De Pieri, Classe 2006, mancino naturale che gioca a destra per accentrarsi verso il tiro, porta all’Ascoli un curriculum già straordinario per la sua età. Lo Scudetto Primavera con l’Inter, il debutto in Champions League contro il Monaco, e una stagione divisa tra Juve Stabia e Bari in cui ha dimostrato di reggere la categoria senza paura.

Tomei lo ha voluto con convinzione e il direttore sportivo Patti lo ha dichiarato esplicitamente. In un sistema che chiede agli esterni di essere imprevedibili e di prendere iniziative, De Pieri ha tutte le caratteristiche per diventare l’arma più pericolosa dei bianconeri.

Tomei

2 Agosto 2026

Marco Della Pietra

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