Nella terza giornata di campionato di Serie B si affrontano Cesena e Mantova. Addentriamoci nell’analisi tattica di Cesena-Mantova.
Alessandro Diamanti schiera il suo Cesena con un 4-3-3: Siano in porta, protetto da Ciofi, Ilić, Gelli e David in difesa, con Bisoli, Pagano e Dalla Vecchia a completare il centrocampo e Druiventak, Shpendi e Fiori a comporre il tridente offensivo.
Francesco Modesto risponde con un sistema a tre in difesa: il Mantova si dispone con il 3-4-2-1, Bardi tra i pali, il terzetto difensivo Tomašević-Cella-Castellini, la linea a quattro di centrocampo con Silva, Kouda, Ignacchiti e Benaïssa, e Ilie e Ruocco a supporto dell’unica punta Vlahović.
Due filosofie diverse: il Cesena più verticale e orientato al possesso nella metà campo avversaria, il Mantova pronto a colpire in ripartenza sfruttando l’ampiezza offerta dai quinti di centrocampo.
Il primo tempo: Il pressing del Mantova e le difficoltà del Cesena
La partita si apre su ritmi alti, con il Cesena aggressivo nel tentativo di prendere subito in mano l’inerzia del gioco. Tra il 15’ e il 20’ i bianconeri si rendono pericolosi con Bisoli e con una conclusione di Shpendi, mentre nei minuti iniziali c’era già stato un botta e risposta tra Druiventak e Vlahović.
Sul piano tattico, in questa fase emerge con chiarezza un concetto: il Mantova riesce a reggere l’urto mantenendo un baricentro alto, con Benaïssa impegnato a coprire le spalle e a garantire equilibrio nella fase di non possesso, così da concedere ai propri trequartisti maggiore libertà di agire tra le linee.
Proprio da una situazione confusa in area, con Shpendi rientrato a tentare un disimpegno difensivo, nasce il vantaggio ospite. Ruocco si avventa sulla sfera vagante con una splendida coordinazione acrobatica e punisce un Cesena che, in quel momento, abbassa la propria attenzione nella transizione difensiva.
Il gol scombussola i padroni di casa, che nella parte finale della frazione concedono campo e subiscono il pressing alto dei virgiliani fino all’intervallo.
Il secondo tempo: Ampiezza e pressione: così il Cesena trova il pareggio
Nella ripresa il copione tattico cambia radicalmente. Diamanti rimescola le carte inserendo forze fresche: prima Frabotta al posto di David, poi D’Andrea al posto di Druiventak. L’obiettivo è aumentare ampiezza e profondità della manovra offensiva, alzando il baricentro complessivo della squadra e intensificando il possesso nella trequarti avversaria.
Il Mantova, dal canto suo, modifica l’atteggiamento rispetto al primo tempo. Da squadra propositiva diventa un blocco più compatto e basso, rinunciando al pressing alto per difendersi con ordine, lottare su ogni pallone e cercare di pungere in contropiede sfruttando gli spazi lasciati alle spalle dei terzini avanzati del Cesena.
Questo cambio di atteggiamento permette ai lombardi di limitare per lungo tratto le occasioni più pericolose, salvo poi andare in difficoltà sui duelli aerei. Il gol del pareggio nasce infatti da un cross perfetto di D’Andrea, con Shpendi che sfrutta il ritardo della retroguardia ospite e trova il tempo giusto per inserirsi in area e colpire di testa.
Dopo il pareggio, il Mantova si abbassa ulteriormente e si compatta per arginare la pressione del centrocampo bianconero, mentre il Cesena continua a spingere alla ricerca del gol del sorpasso. I padroni di casa collezionano cross e calci d’angolo, ma non riescono a trovare il guizzo decisivo.
Conclusioni: L’adattamento tattico premia entrambe le squadre
La partita del Manuzzi restituisce l’immagine di due squadre capaci di adattarsi tatticamente ai diversi momenti della gara.
Il Mantova mostra nel primo tempo la capacità di mantenere un baricentro alto e aggressivo, per poi cambiare pelle nella ripresa, abbassando le linee e difendendo con ordine e compattezza. Una gestione della gara che permette ai virgiliani di resistere alla pressione del Cesena e portare a casa un punto importante.
Il Cesena, dall’altra parte, paga nel primo tempo un momento di calo di attenzione nella transizione difensiva, ma reagisce nella ripresa grazie anche ai cambi di Diamanti, capaci di dare maggiore ampiezza e qualità alla manovra offensiva.
Il risultato finale premia sostanzialmente l’equilibrio complessivo mostrato in campo: solidità e cinismo per gli ospiti nel primo tempo, reazione e capacità di adattamento per i padroni di casa nella ripresa. Un 1-1 che fotografa bene l’andamento di una gara combattuta e tatticamente interessante.

