L’Ascoli ha trovato il suo primo acquisto dell’estate. Giacomo De Pieri, esterno offensivo classe 2006 di proprietà dell’Inter, è a un passo dalla firma con il club bianconero. La formula è quella del prestito fino al 30 giugno 2027 con diritto di riscatto e controriscatto, e l’ufficialità è attesa nelle prossime ore.

Un profilo già rodato in Serie B
De Pieri arriva all’Ascoli con un bagaglio di esperienze già significativo per un ragazzo di 19 anni. Nell’ultima stagione si è diviso tra due piazze di cadetteria: da agosto a dicembre con la Juve Stabia, sei presenze, una rete al Padova e un gettone in Coppa Italia, poi, da gennaio, al Bari, dove ha collezionato undici apparizioni tra regular season e playout, partendo titolare in quattro occasioni.
Il percorso di De Pieri
La storia di De Pieri è quella di un talento riconosciuto in anticipo. Cresciuto nei campi dell’oratorio di Casale sul Sile, viene notato a dodici anni dalla Liventina Opitergina, società satellite dell’Inter e a quattordici si trasferisce al centro sportivo di Appiano Gentile.
Il percorso nelle giovanili nerazzurre è stato lineare e costante: miglior marcatore tra gli Under 16, 14 reti e 9 assist con l’Under 17, poi la Primavera dove nell’ultima stagione ha vinto il Campionato Primavera 1 firmando 9 gol e 5 assist in 45 partite.
Il momento più alto è datato 29 gennaio 2025, quando Simone Inzaghi lo manda in campo al posto di Lautaro Martinez a San Siro nella Champions League contro il Monaco, vinta per 3-0, regalandogli un esordio che a 18 anni in pochi possono vantare. In UEFA Youth League ha aggiunto 2 reti e 4 assist in 9 gare, mentre in Under 17 e Under 18 ha realizzato complessivamente 32 gol.
Le caratteristiche
De Pieri è un mancino puro di 174 centimetri, abilissimo nel dribbling nello stretto. Ama partire dalla corsia destra a piede invertito per accentrarsi e calciare verso la porta con il sinistro, uno stile che, non a caso, gli ha valso paragoni con Alessandro Del Piero per le origini venete e il modo di occupare il campo. Sa giocare anche da trequartista centrale e da ala sinistra, una duttilità che lo rende difficile da marcare.
