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Il play basso in Serie B: identikit del regista della cadetteria moderna

play basso Serie B

Il play basso è uno dei ruoli più malintesi della Serie B. Lo si racconta come un retaggio del calcio italiano, mentre nella cadetteria del 2025/26 è stato esattamente il contrario: il giocatore davanti alla difesa che orienta la costruzione, accorcia la squadra e detta i tempi è il punto in cui le idee di gioco di mezza categoria si misurano davvero. Senza un vero vertice basso, gli allenatori che vogliono palleggiare in cadetteria si arrangiano, e si vede. Quelli che lo hanno avuto a disposizione sono andati lontano.

Le funzioni del play basso in Serie B

In Serie B il play basso vive una contraddizione strutturale. Lo si vuole moderno, capace di scalare in pressione e di uscire palla al piede sotto pressione avversaria, ma il contesto è quello di un campionato fisico, ad alta intensità, in cui il centrocampo si schiaccia presto e gli spazi tra le linee si chiudono in pochi metri.

Il regista cadetto, di conseguenza, è un giocatore quasi sempre più completo del corrispettivo di Serie A. Nei sistemi a tre dietro più diffusi, dal 3-4-2-1 al 3-5-2, gli si chiede di formare la prima costruzione con i centrali, di girarsi sotto pressione, di servire la verticalizzazione sulle mezzali o sui trequartisti e, contemporaneamente, di scalare a copertura quando la squadra perde palla in zona alta. Quattro compiti su un solo metro quadrato, gestiti con tempi che in cadetteria valgono il doppio rispetto alla A.

Tre profili che hanno scritto la stagione 2025/26

Michele Castagnetti al Cesena è la versione classica del ruolo. Pulizia tecnica, gestione del primo possesso, ritmo lento per natura ma calibrato sui momenti della partita. Il Cesena di Mignani e poi di Cole lo ha usato come schermo davanti alla difesa a tre, con Berti e Bisoli a coprire le corsie di mezzo. Quando si è infortunato, a fine 2025, la squadra ha perso la chiave della propria circolazione del pallone in modo evidente.

Simone Pontisso al Catanzaro ha incarnato la versione più moderna. Nel 3-4-2-1 di Aquilani forma la coppia di mediani con Petriccione, ma è lui a dare l’impronta nella prima costruzione, soprattutto quando Brighenti e Antonini decidono di alzare la linea per provocare la pressione avversaria.

Giacomo Calò al Frosinone, infine, è il regista più premium della cadetteria. Tiratore di calci da fermo, dettatore di tempi, alla 34ª giornata era leader della classifica assist e ha continuato a inserirsi tra i marcatori per tutto il girone di ritorno. Il salto in Serie A del club deve molto al suo metronomo.

Giacomo Calò, play basso Serie B

L’eccezione di sistema: chi alza l’asticella

Discorso a parte per due profili che la cadetteria si è ritrovata in casa per ragioni diverse. Matteo Pessina al Monza è un capitano da Serie A applicato alla B. Non è un play basso puro, perché il suo raggio d’azione è più ampio e copre tutta la mezzala, ma quando Bianco lo ha arretrato sulla linea dei due in costruzione, il Monza ha cambiato faccia.

La sua promozione tramite playoff parla di leadership tecnica, non solo di carisma. Gianluca Busio al Venezia ha rappresentato un’altra eccezione: nato come regista di scuola internazionale, ha guidato la squadra di Stroppa con una qualità di passaggio che si vede raramente in B. Sono due eccezioni che confermano la regola: dove c’è un play basso con esperienza superiore, la differenza in classifica si vede.

Cosa cambia nel 2026/27

La prossima stagione si annuncia particolare perché diverse coppie tecniche storiche saranno smantellate. Calò e Pessina hanno seguito le proprie squadre in Serie A. Pontisso resta al Catanzaro di Aquilani, anche se molto dipenderà dal mercato. Castagnetti al Cesena è il punto fermo dei romagnoli, ma ha 36 anni e diversi rientri dovrà gestire diversamente.

Le piazze ambiziose della prossima B, in particolare Sampdoria, Cremonese e Verona, hanno già nel mirino registi capaci di reggere il peso del ruolo. È probabilmente il reparto che vedrà più movimento nei prossimi due mesi, perché tutte le squadre che vogliono palleggiare in cadetteria sanno una cosa: senza un play basso credibile, l’identità di gioco non si costruisce.

20 Giugno 2026

Jacopo Giuccioli

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