E’ emerso un retroscena relativo alla situazione della Sampdoria. Nell’aprile scorso, nel pieno del conflitto tra Matteo Manfredi e il socio di maggioranza Joseph Tey, l’ex presidente blucerchiato Edoardo Garrone era stato contattato da Manfredi, tramite i rispettivi legali, con una proposta precisa sulle quote di Gestio Capital.
Il retroscena Sampdoria sulla proposta di Manfredi
La volontà era quella di rilevare il 42% di Gestio Capital detenuto dallo stesso Manfredi nel club di Cortemaggiore. La proposta non andò in porto, e le ragioni sono abbastanza chiare. Da un lato, Garrone aveva già vissuto un tentativo di rientro alla Sampdoria nel maggio del 2023, indirettamente legato all’ingresso di Alessandro Barnaba, proprietario del Lille, nella compagine societaria.
Dall’altro, e forse ancor più determinante, il presidente della ERG aveva ribadito in più occasioni di aver chiuso definitivamente con la gestione diretta del calcio. Entrare come socio di minoranza di un investitore straniero a lui sconosciuto, Tey, il finanziere singaporiano già al 57% del club, era uno scenario che non si conciliava né con il suo profilo né con le sue dichiarate intenzioni.

L’uscita di Manfredi e la Sampdoria di Tey
Pochi giorni dopo il fallimento di quel tentativo, Manfredi trovò un’intesa con Tey per la propria uscita di scena. Il 24 aprile arrivarono le dimissioni dalla carica di presidente. Da quel momento Joseph Tey è diventato proprietario praticamente unico della Sampdoria, con una quota vicina al 100% del pacchetto azionario.
