Nei campionati di Serie B e Serie C, spesso ci sono casi di inadempienze, che possono portare a multe, punti di penalizzazione o retrocessione diretta del club. Ma come funzionano e quali sono i passaggi da fare per ottenere le Licenza Serie B, avendo il via libera all’iscrizione del campionato?

Il manuale della Federazione
Il punto di partenza è il manuale FIGC per le Licenze Nazionali 2026/27. Per partecipare ai campionati professionistici, le società devono ottenere la licenza rispettando criteri legali ed economico-finanziari, infrastrutturali e sportivo-organizzativi. Per la Serie B, il passaggio chiave è fissato al 16 giugno 2026.
Entro quella data vanno presentate la domanda di ammissione, le garanzie e la documentazione richiesta. Poi toccherà alla Lega B certificare tutto entro il 22 giugno. Se anche solo uno degli adempimenti previsti non viene rispettato nei termini stabiliti, la conseguenza è la mancata concessione della Licenza Nazionale e quindi l’esclusione dal prossimo campionato.
Dentro questo quadro, il caso Juve Stabia aiuta a capire quanto il tema possa diventare concreto già prima dell’estate. In questi giorni gli amministratori giudiziari del club hanno lanciato un allarme sulla situazione economico-finanziaria della società. La necessità è quella di trovare risorse per far fronte agli impegni immediati e per evitare conseguenze anche sul piano sportivo.
Più che anticipare un verdetto già scritto, il caso della Juve Stabia mostra come, per alcuni club, prima ancora del mercato la priorità sia mettere in sicurezza i requisiti necessari ad arrivare senza scosse all’iscrizione della prossima stagione.
I criteri infrastrutturali
Un altro elemento chiave per ottenere la licenza riguarda gli aspetti infrastrutturali. La capienza minima richiesta è di 5.500 posti, tutti con sedute individuali; l’impianto di illuminazione deve garantire almeno 1200 Lux in direzione delle telecamere fisse e 800 Lux nelle altre direzioni, con una sorgente di alimentazione secondaria indipendente; la tribuna stampa deve essere coperta e dotata di almeno 30 postazioni attrezzate. Su questo fronte esiste comunque un margine di adeguamento. I club potranno segnalare eventuali criticità entro il 1° ottobre 2026, con termine successivo per la messa a norma fissato a febbraio 2027.
In merito al tema infrastrutture, il quadro italiano resta fragile anche in una dimensione più ampia. Nella relazione FIGC sullo stato di salute del sistema, pubblicata ad aprile, si legge che l’Italia non rientra tra le prime dieci nazioni europee per numero di stadi costruiti o ammodernati tra il 2007 e il 2024. Nello stesso percorso di avvicinamento a Euro 2032, la Federazione ha riconosciuto il ritardo accumulato dal Paese sul tema impianti rispetto al resto d’Europa.
