Nel calcio italiano il settore giovanile è anche una filiera economica, che parte da un investimento strutturale, passa dalla formazione e dal minutaggio, e può trasformarsi in premi federali, indennità, contributi FIFA e, solo in un secondo momento, in plusvalenze. Scopri con noi come funziona il sistema in italia e quali sono i benefit.
La situazione Under in Italia
Il ReportCalcio 2025 segnala che nel 2023-2024 gli Under 21 italiani in Serie A hanno inciso per appena il 2,3% del minutaggio totale, mentre i giocatori formati nel vivaio del proprio club pesano soltanto per il 6,6%. Non a caso la Lega B, a febbraio, ha modificato il sistema premiante sui giovani, portando la soglia minima dell’impiego degli Under 21 da 900 minuti al doppio e poi oltre il triplo nei due anni successivi.

La filiera economica
Il primo strumento è il premio di formazione tecnica, previsto dall’articolo 99 delle NOIF FIGC. Scatta al primo tesseramento biennale, al primo contratto di apprendistato professionalizzante o al primo contratto di lavoro sportivo e serve a remunerare le società che hanno formato il calciatore dalla stagione in cui ha compiuto 10 anni fino a quella in cui ne ha compiuti 21.
Per la stagione 2025-2026, la FIGC ha fissato il valore base del premio in 123 euro. La categoria della società che acquista il giocatore determina poi il coefficiente da applicare a questa cifra. Per il professionismo maschile, la tabella federale prevede coefficienti pari a 11 per la Serie C, 15 per la Serie B e 18 per la Serie A.
Accanto a questo meccanismo c’è un secondo livello, ancora più diretto per il calcio di base: il premio alla carrieraprevisto dall’articolo 99 bis. In questo caso il destinatario non è il club professionistico, ma le società della LND o di puro Settore Giovanile che hanno partecipato alla formazione del calciatore. Il compenso riconosciuto è pari a 18.000 euro per ogni anno di formazione quando il giocatore disputa effettivamente la sua prima gara in Serie A oppure la sua prima gara ufficiale con la Nazionale A o l’Under 21.
Il meccanismo più noto e il sostegno della FIFA nella filiera economica
C’è poi la voce più conosciuta, l’indennità di preparazione, prevista dall’articolo 99 quater. Si applica quando, entro i 21 anni, il primo contratto da professionista viene firmato con una società diversa da quella che aveva proposto il primo contratto al giocatore. In questo caso, la nuova società è tenuta a corrispondere alle società formatrici un importo calcolato per ogni anno di formazione.
Se una società di Serie B firma il primo contratto del calciatore, la tabella federale riconosce 30.000 euro per ogni anno relativo alle stagioni dei 14 e 15 anni. A questa cifra si aggiungono poi 100.000 euro per ogni anno a partire dalla stagione in cui il calciatore ha compiuto 16 anni.
Infine c’è il livello internazionale, regolato dalla FIFA. Le norme sullo status e sul trasferimento dei calciatori distinguono tra training compensation e solidarity mechanism. La training compensation è dovuta quando un giocatore si registra per la prima volta da professionista e, più in generale, nei trasferimenti internazionali fino alla fine dell’anno solare del suo 23° compleanno.
Il solidarity mechanism, invece, segue una logica diversa. Quando un calciatore professionista viene trasferito mentre è ancora sotto contratto, il 5% del corrispettivo di trasferimento deve essere redistribuito ai club che lo hanno formato tra i 12 e i 23 anni. La ripartizione avviene in modo progressivo per fasce d’età e oggi passa attraverso la FIFA Clearing House, che gestisce l’identificazione dei diritti, il passaporto elettronico del giocatore e il pagamento dei compensi.
