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La Cremonese di Marco Giampaolo: come giocheranno i grigiorossi in Serie B

La Cremonese riparte dalla Serie B dopo una stagione in massima serie che si è rivelata più complicata del previsto. La retrocessione, ufficializzata il 24 maggio, ha chiuso un ciclo, ma non ha interrotto il rapporto con Marco Giampaolo, che la dirigenza ha scelto di confermare nonostante l’epilogo amaro.

Per Giampaolo si tratta in realtà di un ritorno a Cremona in Serie B, dove aveva già guidato la squadra nella stagione 2014/15 conquistando la salvezza in Lega Pro. Tra quell’esperienza e questa, il tecnico abruzzese ha allenato Empoli, Sampdoria, Milan, Torino e Lecce, dove nella seconda parte della stagione 2024/25 aveva salvato i pugliesi dalla retrocessione subentrando a Gotti. Una carriera costruita su principi chiari e mai rinnegati: difesa a quattro, possesso palla, valorizzazione della qualità tecnica individuale all’interno di un sistema collettivo ben codificato.

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Come potrebbe difendere la Cremonese di Giampaolo

La difesa a quattro è un punto fermo nel calcio di Giampaolo, elemento identitario, non variabile tattica. In tutta la sua carriera, dal Sassuolo alla Sampdoria passando per il Milan, ha sempre rifiutato la linea a tre, considerandola meno funzionale ai principi di compattezza e copertura zonale che vuole trasmettere alle sue squadre.

In fase di non possesso la Cremonese opererà prevalentemente a zona, con una struttura che privilegia la compattezza e la distanza tra i reparti. I terzini si stringono in fase difensiva per impedire i passaggi filtranti tra le linee, elemento su cui Giampaolo lavora fin dai primi giorni di ritiro. Il pressing non è sistematico ma selettivo: la squadra tende a riaggressione immediata al momento della perdita del pallone, attraverso il giocatore più vicino all’avversario, mentre il resto del gruppo si riorganizza rapidamente nella propria zona di competenza.

L’equilibrio tra i reparti è la chiave del sistema difensivo grigiorosso: non si tratta di difendere basso e compatto, ma di mantenere una struttura che non lasci mai spazi eccessivi tra difesa, centrocampo e attacco.

I principi offensivi della Cremonese

In fase offensiva il calcio di Giampaolo si fonda su tre concetti che nel corso degli anni sono diventati il suo marchio di fabbrica: possesso palla, catene laterali e principio del terzo uomo.

Il possesso, per Giampaolo è uno strumento di costruzione e non di gestione. La Cremonese vuole tenere il pallone per spostare l’avversario, aprire spazi e attaccare con superiorità numerica. La costruzione parte dal basso con i difensori attivi nella prima fase di impostazione. I terzini salgono con continuità per creare ampiezza, liberando gli spazi centrali per le mezzali e il trequartista.

Il principio del terzo uomo è uno dei meccanismi più caratteristici del gioco di Giampaolo: due giocatori attirano la marcatura attraverso uno scambio rapido, creando lo spazio necessario affinché un terzo compagno riceva in posizione favorevole. È un meccanismo che richiede automatismi codificati, tempi precisi e grande intelligenza tattica da parte di tutti gli interpreti — qualità che la rosa grigiorossa possiede in abbondanza.

Sul piano del modulo, tra 4-3-3, 4-2-3-1 e 4-3-1-2 la direzione più probabile è quella con il trequartista — figura che Giampaolo ha sempre valorizzato come connettore tra le linee — o con due mezzali di inserimento che supportino un centravanti di riferimento. La rosa è ancora in costruzione e il mercato definirà l’assetto definitivo, ma la struttura di gioco è già chiara nella testa del tecnico.

I tre giocatori chiave del sistema Giampaolo

Tommaso Berti è il colpo più esaltante dell’estate grigiorossa e il profilo che meglio si adatta alla filosofia del tecnico. Centrocampista classe 2002, arrivato dal Cesena dove era stato tra i protagonisti della stagione e aveva ricevuto la prima convocazione in Nazionale maggiore con Baldini, Berti è un giocatore capace di adattarsi a ogni posizione del centrocampo senza perdere qualità.

Nella prima amichevole contro la Giana ha già dimostrato la capacità di inserirsi pericolosamente sulla trequarti e di controllare il pallone con naturalezza. Nel sistema di Giampaolo, che richiede mezzali tecniche e intelligenti, è destinato a diventare un punto di riferimento dell’intera struttura di gioco.

Il faro della Cremonese sarà Jari Vandeputte, a meno di clamorose offerte. Il belga ha vissuto il campionato cadetto dalla Serie C al top della classifica, con la Cremonese in prestito nella stagione 2024/25 e con il Catanzaro nei tre anni precedenti, dove ha contribuito alla promozione in Serie B e alle due successive salvezze.

Giocatore di 174 centimetri che vive di movimenti nello stretto, è il profilo ideale per interpretare la mezzala nel sistema giampaoliano, in quanto sa ricevere tra le linee, sa smistare, sa inserirsi.

Infine uno dei leader di questa squadra, Federico Bonazzoli. Una prima punta atipica, essendo un giocatore capace di dialogare, di smistare, di muoversi tra le linee in supporto alla punta centrale o di fare lui stesso la punta quando serve.

Nella stagione 2025/26 ha chiuso con 9 gol in 33 presenze in Serie A, numeri importanti in una squadra che ha faticato per tutta la stagione. In Serie B, con un sistema costruito per valorizzare i giocatori tecnici, Bonazzoli potrebbe trovare il contesto ideale per rendere con la continuità che in massima serie gli è mancata, non soltanto per causa sua.

9 Agosto 2026

Marco Della Pietra

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