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Il Mantova di Francesco Modesto: come giocheranno i biancorossi in Serie B

Il Mantova affronta la prossima stagione di Serie B con una continuità tecnica che non è solo un atto di fiducia verso Modesto, ma una dichiarazione programmatica. Il presidente Filippo Piccoli ha ampliato i poteri del tecnico calabrese affidandogli anche un ruolo simile a quello di direttore tecnico, sul modello di colui che considera il suo allenatore faro, Gian Piero Gasperini, con potere decisionale aumentato sulla rosa e sulla struttura del club.

Francesco Modesto, nato a Vibo Valentia nel 1982, ha costruito la propria filosofia calcistica nel laboratorio di Zingonia, dove ha lavorato per anni con l’Atalanta U23 prima di cominciare il percorso da primo allenatore. Arrivato al Mantova a dicembre 2025 con la squadra terzultima, ha totalizzato 32 punti in 21 partite, la miglior media tra i subentrati dell’intera Serie B, portando i virgiliani fino al nono posto finale. Un’impresa costruita sulla follia tattica, come lui stesso l’ha definita, e su principi di gioco che portano chiaramente l’impronta gasperiniana.

Modena, Mantova, Modesto, Bragantini

Come potrebbe difendere il Mantova di Modesto

Il sistema difensivo di Modesto si fonda sul 3-4-2-1, modulo che il tecnico considera il più funzionale ai propri principi. La difesa a tre non è una scelta tattica occasionale ma una struttura identitaria: i tre centrali lavorano in marcatura a zona, con i braccetti chiamati a uscire con decisione sugli avversari quando il pallone arriva in zona di rifinitura, mentre il centrale copre lo spazio alle spalle.

I due esterni di centrocampo svolgono un doppio lavoro cruciale: in fase di non possesso abbassano il baricentro per formare una linea a cinque, proteggendo i corridoi laterali dove in Serie B si gioca molta della battaglia; in fase di possesso si alzano a tutta fascia, allargando il fronte di gioco e creando superiorità numerica sulle corsie. La pressione è alta e asfissiante, caratteristica tipica delle squadre di Modesto, con l’obiettivo dichiarato di recuperare palla rapidamente nella metà campo avversaria e ripartire in verticale prima che l’avversario possa riorganizzarsi.

Modesto in conferenza stampa ha già indicato cosa vuole migliorare rispetto alla passata stagione: «Siamo stati bravi con la pressione, ma dobbiamo migliorare nell’ultimo passaggio e leggere meglio le situazioni quando ci bucano».

Come potrebbe attaccare il Mantova di Modesto

In fase offensiva la firma di Modesto è riconoscibile: verticalità, intensità e valorizzazione dei giovani. Il cambio di passo registrato nella seconda parte della scorsa stagione è arrivato soprattutto dalla costruzione di un sistema offensivo più dinamico, capace di sfruttare le corsie laterali con continuità e di inserire i centrocampisti negli spazi tra le linee avversarie.

I due trequartisti che operano alle spalle della punta unica nel 3-4-2-1 sono il cuore creativo della manovra: non profili statici che aspettano il pallone, ma giocatori chiamati a muoversi in verticale e in orizzontale, creare sovrapposizioni con gli esterni e trovare la porta o l’ultimo passaggio nello stretto. La punta centrale è il riferimento fisso: deve tenere palla sotto pressione, fare a sponde e aspettare i compagni che si inseriscono. Non un terminale puro, ma un giocatore intelligente tatticamente prima ancora che fisicamente dotato.

Le transizioni offensive sono veloci per definizione nel calcio di Modesto: non appena la squadra conquista il pallone, l’obiettivo è attaccare la profondità prima che l’avversario si organizzi. Un principio che nella seconda parte della scorsa stagione ha reso il Mantova una delle squadre più scomode da affrontare in tutta la cadetteria.

I tre giocatori chiave del sistema Modesto

Il primo giocatore chiave sarà Simone Trimboli, il centrocampista attorno a cui ruota l’intera architettura del gioco mantovano. Classe 2002, ha chiuso la scorsa stagione con 1 gol e 8 assist, numeri da mezzala di qualità in un sistema che chiede inserimenti, copertura e capacità di smistare. Il club ha già trovato l’accordo per il rinnovo contrattuale, respingendo le avances di SudTirol e Palermo: un segnale chiaro su quanto Modesto e la società lo considerino imprescindibile.

Il secondo giocatore è l’attaccante più conteso d’Italia nelle ultime settimane, Davide Bragantini, con Palermo e Hellas Verona che hanno bussato alla porta del Mantova senza ricevere risposta. Classe 2003, ha chiuso la stagione come uno degli attaccanti più pericolosi della cadetteria nonostante i mesi difficili iniziali sotto la precedente guida tecnica.

Nel sistema di Modesto ha trovato la libertà di muoversi tra le linee, attaccare la profondità e finalizzare: un attaccante moderno, capace di fare la seconda punta quanto il centravanti. Il Mantova ha tenuto fermo il prezzo a 4 milioni, segnale che Bragantini è considerato pilastro del progetto.

La novità più interessante della rosa è Rares Ilie, il profilo che potrebbe fare la differenza nella trequarti. Trequartista rumeno classe 2003 arrivato dal Nizza a titolo definitivo con un contratto triennale, porta a Mantova un curriculum internazionale già ricco.

Dall’esordio tra i professionisti in Romania al passaggio in Ligue 1, fino alle esperienze in Svizzera con il Losanna e in Italia con Catanzaro ed Empoli. Nel 3-4-2-1 di Modesto opererà come uno dei due trequartisti alle spalle della punta, ruolo in cui le sue qualità di dribbling nello stretto, lettura del gioco tra le linee e capacità nell’ultimo passaggio emergono con più naturalezza. È il giocatore che dà qualità tecnica a un sistema già solido fisicamente e mentalmente.

6 Agosto 2026

Marco Della Pietra

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