Al Ceravolo di Catanzaro il Mantova di Francesco Modesto ha firmato la quarta vittoria in sei giornate, confermandosi come la grande sorpresa di questo avvio di stagione. Di seguito la nostra analisi tattica sul match Catanzaro-Mantova.

I moduli a confronto
Il Catanzaro di Gorgone ha risposto con il 3-4-2-1 ormai consolidato: Pigliacelli tra i pali, Cassandro, Antonini e Brighenti nel terzetto difensivo, Favasuli e D’Alessandro esterni a tutta fascia, Pontisso e Petriccione a presidiare il centro del campo, Nuamah e Rispoli sulla trequarti a supporto di Iemmello.
Il Mantova ha opposto il proprio 3-4-2-1 di riferimento: Bardi in porta, il terzetto difensivo con Castellini, Tomasevic e Meroni, Wieser e Trimboli a centrocampo, Ilie e Benaissa sulla trequarti, Ruocco e Bragantini in attacco. Dal punto di vista tattico, il confronto opponeva la densità centrale del Catanzaro, costruita sulle due mezzali e i due trequartisti stretti, alla verticalità e alla velocità di transizione del Mantova, squadra abituata a portare i propri gol in pochi tocchi.
Primo tempo: il Mantova segna su palla inattiva e piede di Ruocco, Catanzaro in affanno
Il primo tempo ha raccontato le fragilità difensive del Catanzaro sui calci piazzati. Al 30′ Tomasevic ha sfruttato con il destro un angolo battuto dalla trequarti, infilando alle spalle di Pigliacelli senza che nessun giallorosso riuscisse a contrastarlo nell’area piccola. Il gol evidenzia un problema che il Catanzaro trascina già dalle prime giornate: la marcatura a zona sulle palle inattive lascia spesso liberi i centrali avversari.
Quattro minuti più tardi, al 34′, è arrivato il raddoppio. Ruocco ha ricevuto palla in area, controllato, e scaricato in porta con la freddezza di chi ha già segnato in ogni giornata di questo campionato. Il Mantova ha gestito il doppio vantaggio con ordine, abbassando il baricentro e lasciando volentieri il possesso al Catanzaro, che ha spinto ma senza trovare soluzioni efficaci tra le linee.
Un aspetto tattico rilevante è stato il pressing sistematico del Mantova sui portatori di palla del Catanzaro nella propria metà campo. Wieser e Trimboli hanno mantenuto distanze corte nel centrocampo a due, costringendo Pontisso e Petriccione a giocare spalle alla porta o a cercare soluzioni laterali. I terzini del Catanzaro, Favasuli e D’Alessandro, sono stati poco supportati da Nuamah e Rispoli in fase di riaggressione, lasciando il Mantova libero di risalire il campo con continuità.
Secondo tempo: Bragantini chiude i conti, Antonini accorcia nel finale
La ripresa si è aperta con il Catanzaro proiettato in avanti alla ricerca del gol che riaprisse la partita. Caserta ha alzato il baricentro della squadra, portando D’Alessandro in posizione più avanzata e cercando Iemmello con palloni lunghi. Il Mantova ha risposto con il 3-0 al 55′: Bragantini, entrato probabilmente nella ripresa in sostituzione di uno degli attaccanti, ha finalizzato un’azione ripartenza toccando all’angolino basso.
Con tre gol di vantaggio il Mantova ha gestito con maturità gli ultimi trenta minuti, stringendo i reparti e concedendo al Catanzaro solo la rete di Antonini al 90’+1, arrivata su sviluppi di un calcio d’angolo e che ha fissato il definitivo 1-3. Un gol che non cambia la lettura della gara: il Catanzaro ha sofferto la struttura difensiva del Mantova e non è mai riuscito a trovare il varco giusto nelle zone centrali del campo.
Gli aspetti tattici emersi dalla partita
La gara ha messo in luce in primo luogo l’efficacia del Mantova sui calci piazzati. Due dei tre gol sono maturati su situazioni da palla inattiva o da fase di ripartenza dopo il recupero del pallone: una caratteristica consolidata della squadra di Modesto, che in questo avvio di stagione ha sistematicamente sfruttato le debolezze strutturali dei propri avversari in queste situazioni.
Un secondo elemento riguarda la capacità del Mantova di abbassarsi nel secondo tempo senza perdere pericolosità in transizione. Con il 3-0 acquisito, Modesto ha scelto di lasciare il pallone al Catanzaro senza alzare la linea difensiva, puntando sulla velocità di Ruocco e Bragantini in contropiede per chiudere definitivamente ogni velleità di rimonta.
Sul fronte del Catanzaro emerge invece la difficoltà a creare superiorità numerica nella zona centrale del campo quando gli avversari difendono con due linee strette e compatte. Iemmello è rimasto spesso isolato, privo di riferimenti tra le linee, e Nuamah e Rispoli non hanno saputo accorciare le distanze con la stessa efficacia mostrata nelle settimane precedenti. Il 1-3 finale premia la solidità e la concretezza di un Mantova che, dopo sei giornate, resta imbattuto e secondo in classifica.
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