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Settori giovanili in Serie B: chi forma davvero giocatori per la prima squadra

Tommaso Berti, Cesena, Convocazioni Italia

In Serie B il settore giovanile non è più solo una voce di bilancio o un dovere statutario: è diventato una leva economica concreta. La riforma approvata all’unanimità dall’Assemblea di Lega nel febbraio 2026 ha modificato in profondità il sistema premiante, raddoppiando il minutaggio minimo degli Under 21 e portando il bonus vivaio dal 10 al 30 per cento. Una scelta che riscrive le priorità dei club cadetti e costringe a guardare con più attenzione a quelle società che hanno costruito nel tempo un vivaio capace di produrre giocatori utili alla prima squadra.

Come funziona il sistema premiante per i settori giovanili Serie B

La logica è semplice nella forma, complessa nell’applicazione. La Lega riconosce ai club un contributo economico per ogni minuto giocato in campionato da calciatori italiani Under 21. Il valore di riferimento, secondo le indiscrezioni di stampa, si aggira sui 200 euro al minuto per i giocatori di proprietà, mentre per quelli arrivati in prestito il contributo scende al 75 per cento, intorno ai 140 euro al minuto. Il tetto massimo è fissato a 9.000 minuti per stagione, una soglia che pochi club riescono a saturare.

Nella stagione 2024/2025 erano poche le società oltre quota: Reggiana, Juve Stabia e Mantova vengono spesso citate come esempi virtuosi nell’utilizzo della linea verde. La nuova norma approvata nel 2026 alza il livello della sfida: la soglia minima degli Under 21, ferma a 900 minuti dal 2012, è stata raddoppiata e dovrà essere più che triplicata entro la stagione 2027/2028. Sempre dal 2027/2028 le liste si allineeranno alla nuova soglia, passando da Under 23 a Under 21.

Dove la formazione funziona davvero

Misurare la qualità di un settore giovanile è meno banale di quanto sembri. Il numero dei giocatori formati non basta; serve incrociare il dato con la qualità del campionato in cui giocano e con i minuti effettivamente disputati. È il metodo che applica l’Osservatorio CIES nella sua classifica annuale, dove nel 2025 le uniche italiane in top 100 sono Juventus, Inter e Atalanta. Tutti club di Serie A, ma con percorsi formativi che attraversano sistematicamente la cadetteria.

Il caso delle retrocesse dalla A

Le società che scendono dalla Serie A portano in cadetteria settori giovanili strutturati e Primavera che militano nel campionato di vertice. Empoli, Venezia e Monza, retrocesse nell’estate 2025, hanno mantenuto programmi tecnici e infrastrutture sviluppati negli anni precedenti. Per club di questo profilo, la Serie B diventa una fase di consolidamento del modello: si fa giocare un Under 21 in prima squadra senza eccessivi rischi competitivi, si accumula valore di mercato e si genera contributo Lega.

Diverso il caso delle realtà storicamente più piccole, dove il salto dal Primavera alla prima squadra è ancora oggi un gradino alto. Per molte società di B il vivaio resta soprattutto un fornitore di profili per prestiti in Serie C, più che un canale diretto verso la prima squadra. La nuova riforma punta a ridurre questo gap, costringendo i club a dare spazio reale ai propri ragazzi nelle gare di campionato.

Cosa cambierà nei prossimi due anni per i settori giovanili Serie B

La direzione tracciata dalla Lega è chiara: trasformare la Serie B in un campionato formativo strutturale. L’aumento del bonus vivaio al 30 per cento e l’introduzione di un premio specifico per la firma del primo contratto da professionista incentivano un investimento di lungo periodo. La presidenza della Lega ha sottolineato pubblicamente come queste norme rispondano alla doppia esigenza di valorizzazione tecnica e contenimento dei costi, due piani che in cadetteria sono inscindibili.

Resterà da capire quanto questa spinta normativa riuscirà a modificare i comportamenti reali dei club. Alcune società hanno già anticipato la logica e ne stanno raccogliendo benefici economici e sportivi. Altre dovranno ripensare l’intero approccio alle scelte di rosa, soprattutto nelle posizioni dove la tentazione di affidarsi a giocatori esperti resta forte. La fotografia dei prossimi due anni dirà se la Serie B saprà davvero diventare il campionato dei giovani.

settori giovanili Serie B
Db Milano 30/06/2022 – assemblea ordinaria Lega Calcio Serie A / foto Daniele Buffa/Image nella foto: logo serie B PUBLICATIONxNOTxINxITA

23 Maggio 2026

Jacopo Giuccioli

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