Ogni partita vista sui canali pirata è un potenziale abbonamento in meno per chi ha comprato i diritti e, di riflesso, toglie valore al prodotto che la Lega mette sul mercato. Lo streaming illegale resta un fenomeno di massa anche in Italia, sebbene i numeri più recenti mostrino i primi segnali di calo. Per la Serie B, che dalla vendita dei diritti audiovisivi ricava una parte importante delle proprie risorse, la questione è economica prima ancora che legale.

I numeri del fenomeno
L’indagine FAPAV-Ipsos Doxa sul 2025, presentata a giugno 2026, stima per l’economia italiana un danno di circa 2,3 miliardi di euro di fatturato perso. A questo si aggiungono 902 milioni di PIL mancato, 408 milioni di minori entrate fiscali e circa 11.100 posti di lavoro persi o mai creati.
La pirateria ha coinvolto il 37% della popolazione, circa 20 milioni di persone, con un calo del 4% sul 2024 e del 7% sul 2023. In due anni più di un milione di italiani ha smesso. Tra gli adulti lo sport in diretta pesa per il 14% dei contenuti piratati, dietro film, serie e programmi televisivi. È il primo calo registrato dal 2021.
Perché il danno tocca anche la Serie B
Una stima specifica sulla Serie B non è mai stata pubblicata. Il meccanismo, però, è chiaro. Il valore di un pacchetto di diritti dipende dal pubblico pagante che un broadcaster può raggiungere. Ogni spettatore che segue la partita su un flusso illegale riduce quella base e indebolisce la posizione del campionato al momento della gara successiva.
Il danno ricade poi sui club attraverso la ripartizione dei diritti TV, che per molte società cadette è una delle voci di ricavo più stabili. Meno vale il prodotto, meno resta da distribuire.
Piracy Shield e la legge del 2023
Lo strumento principale è la legge 93 del luglio 2023, la cosiddetta legge antipirateria. Prevede che i siti segnalati vengano oscurati entro 30 minuti, attraverso una piattaforma gestita dall’Agcom: Piracy Shield, operativa dal febbraio 2024. Tra maggio 2024 e aprile 2025 ha portato al blocco di 28.041 domini e 6.104 indirizzi IP che trasmettevano sport in diretta. Secondo i dati diffusi a giugno 2026, i siti oscurati hanno superato quota 100mila.
La legge colpisce anche chi guarda. La sanzione amministrativa per l’utente parte da 154 euro e può salire fino a 5.000 euro nei casi di recidiva o di particolare gravità. Le multe sono già arrivate. Nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Lecce, la Guardia di Finanza ha identificato 2.282 utenti di un servizio IPTV illegale in 80 province. I verbali sono stati notificati nella primavera del 2025. L’indagine FAPAV conferma che il rischio sanzioni funziona come deterrente: chi era informato sulle multe ha smesso più spesso degli altri.
Le mosse della Lega B
La Lega B si è mossa prima ancora della legge. Nel settembre 2021 un suo ricorso d’urgenza ha ottenuto dal Tribunale di Milano il blocco di 16 indirizzi che trasmettevano le partite del campionato. Era un ordine dinamico, valido anche per i nuovi indirizzi collegati agli stessi network, e il primo con questo esito per la cadetteria.
Con l’entrata in vigore della legge 93, il presidente Mauro Balata ha parlato di un lavoro sinergico di straordinaria importanza. Ha sottolineato soprattutto la possibilità di oscurare le trasmissioni pirata nel giro di 30 minuti. Quando il TAR del Lazio ha respinto il ricorso di Assoprovider contro i poteri dell’Agcom, Balata ha aggiunto che non bisogna abbassare la guardia.
Il passaggio più recente è del luglio 2026. Con la sentenza n. 13201, il TAR del Lazio ha respinto i ricorsi di Cloudflare. Ha confermato così la sanzione di oltre 14,2 milioni di euro inflitta dall’Agcom per il mancato rispetto degli ordini di blocco. La Lega B ha espresso grande soddisfazione per una decisione che rafforza gli strumenti di tutela dei contenuti sportivi.
La partita, dunque, è aperta. I numeri indicano che repressione e sanzioni stanno riducendo la platea dello streaming illegale, ma il fenomeno resta ampio. Per un campionato che vive anche della vendita delle immagini, ogni punto percentuale di pubblico riportato nella legalità ha un valore economico diretto.
FAQ
Cosa rischia chi guarda la Serie B in streaming illegale?
Una sanzione amministrativa a partire da 154 euro, che può arrivare a 5.000 euro in caso di recidiva o di violazioni gravi. Nel 2025 sono stati multati oltre duemila utenti identificati dalla Guardia di Finanza.
Che cos’è Piracy Shield?
È la piattaforma dell’Agcom che consente ai titolari dei diritti di segnalare i siti pirata e di farli oscurare entro 30 minuti. È operativa dal febbraio 2024.
