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Cole: “A Cesena mangio piadine e sogno di vincere un trofeo”

Cesena, Ashley Cole

Arrivato da poche settimane sulla panchina del Cesena, Ashley Cole ha raccontato il suo percorso da allenatore in un’intervista a BBC Sport, spiegando come proprio l’Italia abbia rappresentato la vera svolta della sua carriera in panchina.

Gli inizi da allenatore

Dopo una carriera straordinaria da calciatore – 107 presenze con l’Inghilterra, settimo nella classifica all-time – Cole ha dovuto affrontare un percorso ben più complicato per affermarsi come allenatore.

“Stavo iniziando a scoraggiarmi per la mancanza di opportunità, da parte di alcuni club inglesi con cui avevo parlato,” ha spiegato.
“Tirano fuori sempre la frase ‘non hai esperienza’. E io rispondo: capisco, sono d’accordo… ma come faccio a fare esperienza?”

Dopo aver ottenuto il patentino da allenatore al Derby County con Frank Lampard, Cole ha costruito il suo percorso lavorando come assistente tra Chelsea, Everton, Birmingham e nello staff della nazionale inglese. Quasi sette anni di esperienza che però non sono bastati per ottenere un’opportunità da primo allenatore in Inghilterra.

Questa è la battaglia quando fai il secondo per sei o sette anni: devi fare un salto nel vuoto, ma anche un club deve farlo.

Quel salto è arrivato proprio in Italia, Paese che conosceva già per aver giocato alla Roma nel finale di carriera. Oggi, alla guida del Cesena, Cole vede questa esperienza come un punto di partenza.

Non credo ci siano molti allenatori inglesi neri che lavorano in Italia, quindi sì, è una grande scommessa anche per loro e sono molto orgoglioso di essere qui. È un ottimo posto dove essere e da cui partire.

Ashley Cole - Cesena

L’impatto con Cesena

L’approccio di Cole è stato subito concreto. Al campo si è fatto notare per l’attenzione ai dettagli e per un atteggiamento tutt’altro che distante.

Non mi sento superiore a nessuno in questo club. Certo, devo essere il leader del gruppo, ma posso anche raccogliere un cinesino.

Anche fuori dal campo, l’integrazione è passata da gesti semplici: dalla piadina comprata al chiosco fuori dallo stadio al legame con il territorio, facilitato anche dalla moglie italiana.

Devo entrare in questa mentalità,” ha detto, sottolineando quanto nelle città più piccole il rapporto con la squadra sia ancora più forte.

Idee e cambiamento

Fin dal suo arrivo, Cole ha provato a portare novità anche dal punto di vista metodologico: analisi video, utilizzo di telecamere tattiche e maggiore attenzione all’intensità degli allenamenti.

Sono arrivato qui pensando che qualcosa dovesse cambiare. Non vincevamo in trasferta da tempo, quindi doveva cambiare. Serviva più intensità e uno stile di gioco più adattabile.”

Un approccio che si inserisce anche in una visione più ampia sul calcio italiano, che secondo lui deve evolversi e aprirsi a nuove idee.

Il percorso e gli obiettivi

Cole è consapevole che il suo percorso è stato diverso rispetto ad altri ex compagni.

Frank Lampard era molto avanti rispetto a me quando ha smesso di giocare. Io non ero pronto, è semplice. Ho voluto costruire le basi per essere pronto a questa opportunità.

Oggi, al Cesena, non guarda già al futuro in Inghilterra, ma è concentrato sul presente.

L’obiettivo è crescere, migliorare il nostro modo di giocare e restare competitivi. Arrivare in Serie A è un obiettivo, ma serve tempo.”

E sul piano personale, la visione è chiara:

Non posso essere Mourinho o Ancelotti. Posso prendere qualcosa da ognuno, ma devo essere me stesso. Voglio lavorare e, un giorno, spero di vincere un trofeo.”

17 Aprile 2026

Tancredi Cattone

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