Il responsabile del settore giovanile del Frosinone ha raccontato il suo approccio a margine dell’evento organizzato dalla Lega Serie B a Coverciano. Leggi con noi le parole di Frara.

Le parole dell’ad Frara
La famiglia Frosinone.
“L’importanza del capitale umano nel calcio: il ruolo del vivaio come leva di sviluppo e sostenibilità. Noi siamo una realtà molto territoriale e molto familiare. Il Frosinone è stata la squadra che ha fatto giocare più giovani nell’ultimo campionato di Serie B ed è per noi un grande motivo d’orgoglio. Quest’anno hanno giocato Bracaglia e Palmisani, che sono cresciuti nel nostro settore giovanile. Palmisani, tra l’altro, è il portiere titolare dell’Under 21 e ha fatto tutto il percorso con noi”.
Il parallelismo con il Cesena.
“Mi rivedo molto nelle parole di Succi del Cesena. Anche noi abbiamo un forte legame con il territorio. Avere Roma vicino per noi rappresenta un vantaggio, possiamo attingere a un bacino molto grande. La crescita del Frosinone negli anni ha permesso ai bambini di appassionarsi alla squadra della propria città. Oggi un bambino di Frosinone sogna di giocare nel Frosinone e questo per noi è un grande vantaggio”.
L’esperienza in A con i giovani
“Il primo approdo in Serie A del club arrivò anche grazie a due ragazzi del settore giovanile come Gori e Paganini. All’epoca quei giovani vennero lanciati soprattutto per motivi economici dopo la retrocessione dalla Serie B, ma diedero energia e forza alla squadra contribuendo a vincere due campionati e a raggiungere per la prima volta la Serie A.
Con Angelozzi è cambiata totalmente la filosofia del club. L’attenzione si è spostata sui giovani, sia del settore giovanile sia provenienti da altre realtà importanti. L’obiettivo era farli giocare, maturare e possibilmente valorizzarli anche sul mercato. Castagnini sta proseguendo su questa strada. Al di là dei risultati sportivi, quello che ci rende orgogliosi è aver trovato cinque ragazzi provenienti dal nostro settore giovanile che quest’anno hanno vinto il campionato Primavera 2”.
Il futuro del Frosinone.
“Dobbiamo anche essere fortunati e avere direttori e allenatori predisposti a far giocare questi ragazzi. Il nostro lavoro arriva fino a un certo punto, poi servono coraggio e volontà per inserirli nel contesto della prima squadra”.
