Otto giornate, zero vittorie e appena 6 punti raccolti. A ottobre il Catanzaro era quartultimo in classifica e Alberto Aquilani sembrava già vicino all’esonero.
Oggi, sette mesi dopo, i giallorossi sono in finale playoff e continuano a inseguire quella Serie A che manca dal 1983.
È probabilmente questa la fotografia migliore della stagione del Catanzaro: una squadra partita tra dubbi e difficoltà, ma cresciuta settimana dopo settimana fino a diventare una delle realtà più solide del campionato. Nonostante l’avvio complicato, il club ha scelto di difendere Aquilani e di proseguire nel progetto tecnico iniziato in estate. Una scelta che oggi, comunque vada, sta pagando.
La crescita del Catanzaro
Con il passare delle settimane, il Catanzaro ha trovato identità e continuità. Aquilani ha cambiato sistema di gioco passando al 3-4-2-1, costruendo una squadra riconoscibile e capace di alzare progressivamente il livello delle prestazioni.
Nei playoff, poi, è arrivata la definitiva consacrazione. Dopo il netto 3-0 contro l’Avellino nel turno preliminare, il Catanzaro ha eliminato anche il favorito Palermo in semifinale, vincendo 3-0 all’andata e resistendo al ritorno in un Barbera gremito.
Un percorso che ha trasformato il Ceravolo in uno dei simboli di questa stagione. L’entusiasmo della città è cresciuto partita dopo partita e adesso il sogno Serie A sembra molto più concreto rispetto a qualche mese fa.
