Il 16 giugno 2025 Guido Pagliuca era stato scelto come nuovo allenatore dell’Empoli, appena retrocesso in Serie B, firmando un contratto biennale. La sua prima esperienza in azzurro, però, si è conclusa rapidamente: dopo appena sette giornate di campionato la società ha optato per un cambio in panchina, affidando la squadra prima ad Alessio Dionisi e poi a Fabio Caserta, fino al 15° posto finale.
Nell’estate del 2026, dopo settimane di riflessioni e un mercato degli allenatori rimasto a lungo in stand-by, l’Empoli ha deciso di puntare nuovamente su Pagliuca. Per i tifosi è già iniziata l’era del “Pagliuca-bis”.
Originario di Cecina ed ex terzino destro, il tecnico toscano ha costruito la propria carriera partendo dai dilettanti, fino all’affermazione con la Juve Stabia. Con i campani ha conquistato la promozione in Serie B nell’aprile 2024
Il suo è un calcio moderno e pragmatico, fondato sull’organizzazione, sulle transizioni e sulla compattezza della squadra. Andiamo a vedere come giocherà la squadra di Pagliuca.

Fase difensiva: si riparte dalla difesa a tre
Il primo punto fermo del nuovo corso sarà la difesa a tre, già utilizzata nelle sette partite della sua precedente esperienza sulla panchina azzurra.
Il sistema di riferimento sarà il 3-4-2-1, ma durante la gara potrà facilmente trasformarsi in un 3-5-2. Più che al modulo in sé, Pagliuca dà infatti importanza al modo in cui la squadra occupa gli spazi e interpreta le diverse fasi di gioco.
In fase di non possesso l’Empoli cercherà di accorciare rapidamente le distanze tra i reparti. Gli esterni saranno chiamati ad abbassarsi sulla linea difensiva per formare, quando necessario, una retroguardia a cinque uomini.
Il ruolo degli esterni sarà determinante: dovranno garantire continuità, intensità e grande resistenza atletica per coprire l’intera fascia per tutti i novanta minuti.
Tra i principi fondamentali del gioco di Pagliuca c’è anche la riaggressione immediata dopo la perdita del pallone. L’obiettivo è limitare le transizioni avversarie e recuperare il possesso nel minor tempo possibile, un aspetto che ha sempre caratterizzato le sue squadre.
Fase offensiva: costruzione dal basso e verticalità
In possesso palla, l’Empoli proverà a costruire dal basso per attirare la pressione avversaria e liberare spazi tra le linee. Una volta creato il varco, la ricerca della verticalità diventerà il principio guida dello sviluppo offensivo.
Nel 3-4-2-1 il cuore della manovra sarà rappresentato dai due trequartisti alle spalle della punta. Non saranno semplici esterni offensivi o mezzali avanzate, ma giocatori capaci di muoversi tra le linee, rifinire l’azione e attaccare gli spazi con i tempi giusti.
Un contributo fondamentale arriverà anche dagli esterni di centrocampo, chiamati ad allargare il gioco e a garantire ampiezza costante. La loro presenza servirà a creare corridoi centrali da sfruttare con gli inserimenti dei trequartisti e della punta.
Le squadre allenate da Pagliuca hanno sempre mostrato un buon equilibrio tra qualità del palleggio e ricerca immediata della profondità. Per questo motivo è lecito aspettarsi un Empoli propositivo, ma senza un possesso palla fine a sé stesso: quando si aprirà lo spazio, la priorità sarà attaccarlo rapidamente.
I giocatori ideali per il modello Pagliuca
Anche il mercato estivo sta seguendo una linea coerente con le idee del nuovo allenatore. L’Empoli riparte infatti da una rosa di 26 giocatori con un’età media di poco superiore ai 23 anni, una delle più basse dell’intera Serie B.
L’innesto più significativo è quello di Filippo Distefano, acquistato a titolo definitivo dalla Fiorentina con un contratto fino al 2029. Si tratta di un profilo estremamente versatile, in grado di giocare sia come riferimento offensivo sia alle spalle della punta, caratteristiche perfettamente compatibili con il sistema di Pagliuca.
Al centro dell’attacco resta invece Stiven Shpendi, capocannoniere dell’ultima Serie B con 15 reti, destinato a essere il principale terminale offensivo del 3-4-2-1.
Per completare il reparto arretrato serviranno difensori capaci di impostare l’azione e accompagnare la manovra palla al piede, mentre sulle corsie saranno indispensabili esterni con grande corsa, intensità e capacità di interpretare entrambe le fasi di gioco.
Le partenze di Konate, Anjorin e Lovato hanno lasciato alcune lacune soprattutto in difesa e a centrocampo. Per questo motivo il mercato dovrà ancora intervenire per consegnare a Pagliuca una rosa pienamente adatta alle sue idee di gioco.
