Per questa puntata della nostra rubrica “Dentro i giovani della Serie B” il focus è su Bodin Tomasevic. Difensore centrale montenegrino del Mantova, classe 2006, in prestito dal Bologna, è alla sua prima stagione tra i professionisti in Italia ed è già diventato una presenza fissa nella retroguardia della squadra rivelazione del campionato.
Cresciuto nel Buducnost di Podgorica, è arrivato in Italia a 18 anni e ha completato la sua formazione nella Primavera del Bologna prima del salto in Serie B.

Il percorso di Bodin Tomasevic
Tomasevic nasce il 12 maggio 2006 e cresce nel Buducnost, il club più titolato del Montenegro. Il debutto in prima squadra arriva giovanissimo: tra il 2022/23 e il 2023/24 colleziona una decina di presenze nella massima serie montenegrina, mentre nel 2024/25 gioca anche la UEFA Youth League con la formazione Under 19, trovando un gol in quattro partite.
Nel febbraio 2025 il Bologna lo acquista a titolo definitivo e gli fa firmare un contratto di quattro anni e mezzo, inserendolo nella Primavera. Il primo semestre è di adattamento, con 14 presenze. La stagione 2025/26 è quella della consacrazione a livello giovanile, 32 presenze e 2 gol in Primavera 1, con alcune chiamate in prima squadra da parte di Vincenzo Italiano. Nell’estate 2025 partecipa anche all’Europeo Under 19 con il Montenegro.
Il 1° luglio 2026 arriva la cessione temporanea al Mantova, fino al 30 giugno 2027. Con Modesto trova subito spazio nella linea a tre insieme a Castellini e Meroni, contribuendo all’avvio da imbattuti dei biancorossi, durato fino alla sconfitta interna con il Palermo nella settima giornata. Nella sesta, a Catanzaro, ha anche trovato il primo gol in Serie B, sbloccando la gara su calcio d’angolo.
Le qualità tecniche
Tomasevic è un difensore centrale dalla struttura fisica robusta, capace all’occorrenza di adattarsi anche sulla fascia. La prima qualità che salta all’occhio è la forza nei duelli: non concede spazio all’attaccante, accetta il contatto e vince spesso il confronto fisico, soprattutto nel gioco aereo.
Alla fisicità abbina una buona tranquillità con il pallone tra i piedi. Nel 3-4-2-1 di Modesto, che chiede ai centrali di partecipare alla costruzione dal basso, Tomasevic non si limita all’appoggio corto e mostra personalità nella prima impostazione.
C’è poi l’aspetto della lettura difensiva. Il Mantova difende spesso alto e lascia ampi spazi alle spalle della linea: Tomasevic ha dimostrato di trovarsi a proprio agio nel difendere campo aperto, accorciando con tempismo sull’avversario. I suoi modelli dichiarati sono Sergio Ramos e Fabio Cannavaro, e al Bologna ha appreso dall’attuale difensore della Juventus Lucumì.
Il gol di Catanzaro aggiunge infine un elemento in più: la pericolosità sulle palle inattive, un’arma che il Mantova sfrutta con continuità e che in un centrale può valere diversi punti nell’arco della stagione.
I punti su cui deve lavorare
Il primo aspetto è l’esperienza. Prima del Mantova Tomasevic contava poco più di una decina di presenze tra i professionisti, tutte in Montenegro. La Serie B è un campionato lungo, fatto di partite sporche e di attaccanti esperti, abili a sfruttare ogni piccola disattenzione, la continuità di rendimento lungo l’intera stagione sarà il vero banco di prova.
Il secondo punto riguarda la gestione dell’aggressività. Parliamo di un difensore che vive del duello e deve imparare a scegliere quando uscire in anticipo e quando temporeggiare, soprattutto in un sistema che lascia spazio alle spalle.
C’è infine la crescita nella fase di possesso. La tranquillità con il pallone è già evidente, ma per arrivare al livello che il Bologna immagina per lui servirà aggiungere qualità nella giocata lunga e nella conduzione per rompere la prima linea di pressione avversaria.
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