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Dentro i giovani della Serie B: Riccardo Pagano

Per questa puntata della nostra rubrica “Dentro i giovani della Serie B” il focus è su Riccardo Pagano. Centrocampista del Cesena, classe 2004, è alla sua terza stagione consecutiva in Serie B, questa volta da protagonista assoluto, in una squadra che dopo cinque giornate è l’unica imbattuta del campionato.

Cresciuto nel vivaio della Roma, già convocato da Mourinho in prima squadra, ha percorso la trafila dei prestiti tra Catanzaro e Bari prima di arrivare al Cesena a titolo definitivo.

Pagano

Il percorso di Riccardo Pagano

Pagano entra nel settore giovanile della Roma da bambino e percorre l’intera filiera giallorossa: dall’Under 15 alla Primavera, dove in tre stagioni accumula circa 95 presenze e numeri importanti in termini di gol e assist, diventando uno dei profili più seguiti della Primavera 1.

Nell’agosto 2023 arriva il debutto in prima squadra. Mourinho lo aggrega alla rosa della Roma e Pagano colleziona 7 presenze totali, 4 in Serie A, tra cui l’esordio il 20 agosto nella vittoria sulla Salernitana (2-2), e 3 in Europa League.

Nel luglio 2024 la Roma lo manda in prestito al Catanzaro per la stagione 2024/25: primo campionato cadetto, 20 presenze in Serie B con i calabresi, 2 assist. Un anno di adattamento, con alti e bassi, che però consolida la certezza che la categoria è alla sua portata. L’estate successiva, luglio 2025, lo spostamento al Bari: ancora Serie B, questa volta 22 presenze in campionato più 3 in Coppa Italia, 1 assist. Anche coi galletti attraversa la salvezza ai playout contro il SudTirol, un’esperienza di pressione che pochi ventenni hanno affrontato.

Il 29 luglio 2026 il Cesena lo acquista a titolo definitivo dalla Roma e gli fa firmare un contratto fino al 30 giugno 2029. In cinque giornate di Serie B ha già trovato spazio, inserendosi nel meccanismo di Diamanti in una squadra che dopo cinque giornate guida la classifica degli imbattuti.

Le qualità tecniche

Pagano è un centrocampista di 175 centimetri, destro naturale, capace di giocare da mezzala, da mediano davanti alla difesa o da trequartista. La sua duttilità è una delle caratteristiche più apprezzate da chi lo ha allenato, al Catanzaro e al Bari è stato impiegato in più posizioni senza mai perdere la propria identità tecnica.

La qualità principale è la verticalizzazione. Pagano ha una lettura rapida della posizione dei compagni e la capacità di servire l’attacco superando la pressione avversaria con passaggi precisi nello spazio. Non è un costruttore lento che fa girare il pallone orizzontalmente, preferisce il rischio controllato, cercare l’imbucata, dare profondità alla manovra. In una squadra come il Cesena di Diamanti, che costruisce dal basso e cerca la verticalità, questo aspetto ha un peso specifico alto.

A questo aggiunge buona tecnica individuale nei piccoli spazi, visione periferica e la capacità di associarsi in uno-due con i compagni. Il percorso alla Roma gli ha lasciato in eredità un bagaglio tattico superiore alla media per la sua età, sa leggere il pressing avversario, sa quando alzare il baricentro e quando abbassarsi a prendere palla dai difensori.

Pagano ha giocato in Serie B per tre stagioni consecutive, accumulando quasi 50 presenze nel campionato cadetto prima dei 22 anni. È un dato che dice qualcosa sulla sua consistenza, non è uno che sparisce dopo poche gare, non è un giocatore di annuncio.

I punti su cui deve lavorare

Il primo aspetto è la produzione offensiva. In due stagioni di Serie B tra Catanzaro e Bari, Pagano non ha segnato un gol in campionato. Con l’assist che rimane il suo contributo principale, dovrà imparare ad arrivare con più continuità in zona di conclusione e a trovare la via del gol nei momenti in cui la squadra ha bisogno di un inserimento dalla seconda linea.

Il secondo punto riguarda la fase difensiva nei duelli. La polivalenza tattica è una risorsa, ma ogni ruolo in cui viene impiegato richiede un livello diverso di aggressività nei contrasti. Da mezzala in una squadra che tende a difendersi con il baricentro basso, Pagano ha mostrato a volte troppa passività nel pressing, perdendo le marcature nei corridoi centrali.

C’è infine la gestione dell’intensità nelle fasi ad alta pressione. Il Bari lo ha impiegato anche nei playout, partite con un carico emotivo e fisico superiore alla norma: la sua risposta in quelle circostanze non è stata sempre all’altezza delle aspettative. La Serie B regala momenti del genere spesso, e Pagano dovrà crescere nella capacità di mantenere il livello anche quando il contesto si fa scomodo.

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14 Ottobre 2026

Marco Della Pietra

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