Il Cesena volta pagina e affida la propria panchina ad Alessandro “Alino” Diamanti, ex fantasista di Livorno, Bologna, West Ham e Fiorentina. Per lui si tratta della prima esperienza da allenatore di una prima squadra in Italia, dopo il percorso nel settore giovanile del Melbourne City.
Il tecnico ha conseguito il patentino UEFA Pro proprio nei giorni della trattativa e firmerà un contratto pluriennale con il club romagnolo, chiamato a rilanciare una squadra reduce da una stagione complessa. Ma quale sarà il volto del nuovo Cesena? Analizziamo le prime indicazioni tattiche che emergono dalla filosofia di gioco del nuovo allenatore.
Fase difensiva: coraggio e occupazione degli spazi
Diamanti non è un allenatore legato agli schemi rigidi o ai numeri di partenza. La sua idea di calcio si basa principalmente sui principi di gioco, tanto da sostenere che sia sufficiente avanzare un terzino di quindici metri per cambiare completamente il volto di una squadra.
È quindi lecito aspettarsi un Cesena con un baricentro medio-alto, intenzionato a pressare gli avversari fin dalla prima costruzione e a mantenere reparti corti per limitare gli spazi centrali. La fase difensiva dovrebbe fondarsi più sull’aggressività, sull’anticipo e sulla capacità dei singoli di leggere le situazioni che su un blocco basso e attendista.
L’idea potrebbe essere quella di una linea difensiva a quattro, con terzini propositivi e centrali chiamati ad accompagnare le uscite della squadra, supportati da un centrocampo aggressivo nelle riaggressioni e nei raddoppi.
Come ogni sistema orientato a mantenere la squadra alta, anche questo comporta alcuni rischi. Gli spazi lasciati alle spalle dei terzini richiederanno infatti un difensore centrale rapido nelle letture in campo aperto e un mediano capace di garantire equilibrio davanti alla difesa.
Fase offensiva: qualità, libertà e costruzione dal basso
Se nella fase di non possesso Diamanti chiederà intensità e coraggio, sarà soprattutto nella costruzione offensiva che emergerà la sua identità calcistica.
L’ex fantasista ha più volte ribadito di voler allenare calciatori dotati di qualità tecnica e personalità, capaci di interpretare il gioco e non semplici esecutori. Una filosofia che lascia immaginare un Cesena intenzionato a costruire l’azione dal basso, coinvolgendo il portiere nell’impostazione e sfruttando l’ampiezza garantita dai difensori centrali per liberare linee di passaggio verso il centrocampo.
Nella metà campo offensiva sarà fondamentale la presenza di giocatori capaci di muoversi tra le linee, di creare superiorità numerica e di dialogare nello stretto. Esterni offensivi a piede invertito, un trequartista libero di svariare e una punta capace di legare il gioco sembrano essere perfettamente coerenti con la filosofia del nuovo tecnico.
Non è un caso che Diamanti abbia indicato esplicitamente Pep Guardiola come uno dei principali riferimenti calcistici studiati durante l’esperienza vissuta all’interno del City Football Group.
Grande importanza avranno anche i terzini, chiamati ad accompagnare costantemente l’azione con sovrapposizioni profonde, creando superiorità sulle corsie esterne e aumentando le soluzioni offensive attraverso cross e inserimenti.

I profili giusti per il progetto Diamanti
Per sviluppare un calcio basato su qualità tecnica, possesso palla e libertà d’iniziativa, il Cesena dovrà costruire una rosa con caratteristiche ben precise.
In mezzo al campo servirà un regista in grado di dettare i tempi della manovra e verticalizzare con continuità, affiancato da una mezzala dinamica capace di inserirsi senza palla e da un centrocampista di interdizione che garantisca equilibrio nelle transizioni difensive.
Sulla trequarti e in attacco saranno fondamentali calciatori associativi, tecnici e imprevedibili. In quest’ottica, il nome di Cristian Shpendi rappresenta un profilo perfettamente funzionale alle idee di Diamanti, grazie alla capacità di legare il gioco, attaccare la profondità e dialogare con i compagni. Allo stesso modo, saranno preziosi esterni offensivi abili nell’uno contro uno e nell’accentrarsi per creare superiorità.
Sulle fasce, invece, il nuovo tecnico avrà bisogno di terzini con spiccata propensione offensiva e grande capacità di corsa. Il profilo di Gianluca Frabotta risponde pienamente a queste caratteristiche, potendo garantire ampiezza e continuità nelle sovrapposizioni.
Infine, il reparto difensivo dovrà poter contare su almeno un centrale veloce e affidabile nell’uno contro uno, qualità indispensabile per sostenere una linea difensiva alta e limitare le ripartenze avversarie.
Sarà probabilmente proprio questo uno dei reparti sui quali la dirigenza bianconera dovrà intervenire con maggiore attenzione nel corso del mercato estivo, per completare una rosa il più possibile aderente alle idee di calcio di Alino Diamanti.
