DentrolaB non racconta la Serie B. La analizza. La interpreta. La contestualizza. Dentro il campo. Oltre i 90 minuti

Cremonese-Padova 3-1: l’impatto di Pecchia cambia subito il volto dei grigiorossi

La Cremonese supera 3-1 il Padova allo stadio Zini nella terza giornata di Serie B e conquista i primi tre punti del campionato. La sfida rappresentava anche l’esordio di Fabio Pecchia sulla panchina grigiorossa dopo l’esonero di Marco Giampaolo. Nella Cremonese si è visto subito l’impatto di Pecchia che ha cambiato il volto dei grigiorossi.

Fabio Pecchia, L'impatto di Pecchia

I moduli: 4-2-3-1 contro 3-5-2

Fabio Pecchia ha schierato la Cremonese con un 4-2-3-1, affidandosi ad Agazzi in porta, Vogliacco, Bianchetti, Luperto e Rocchetti in difesa, con Gerli e Pontisso davanti alla linea arretrata. Alle spalle di Bonazzoli hanno agito Licina, Berti e Vandeputte.

Antonio Calabro ha invece confermato il 3-5-2 del Padova, con Dellavalle, Lovato e Pastina davanti a Sorrentino, Carissoni e Cocchi esterni di centrocampo e il terzetto Pompetti-Zuelli-Fusi in mezzo. In avanti, la coppia Caprari-Moro.

Dal punto di vista tattico, la Cremonese poteva cercare superiorità sulle fasce attraverso i propri esterni offensivi, mentre il Padova aveva la possibilità di costruire una superiorità numerica centrale grazie ai tre centrocampisti e ai tre difensori.

Il problema per la squadra di Calabro è stato trasformare questa superiorità teorica in una reale capacità di controllo del gioco. La Cremonese, infatti, ha interpretato il 4-2-3-1 con grande aggressività e con i tre giocatori alle spalle di Bonazzoli molto mobili.

Primo tempo: la Cremonese aggredisce gli spazi e il Padova va subito in difficoltà

La partita viene praticamente indirizzata nei primi cinque minuti. Dopo meno di un minuto, Vandeputte trova Licina sul secondo palo con un traversone: il tedesco rimette il pallone al centro e Bonazzoli, lasciato libero nell’area piccola, deve soltanto depositarlo in rete.

Al 5′ arriva il raddoppio, ancora attraverso una situazione nella quale il Padova non riesce a controllare gli inserimenti della Cremonese. Berti conduce l’azione, Bonazzoli partecipa alla combinazione e Licina attacca lo spazio da destra, ricevendo in posizione molto pericolosa.

Il dato tattico più significativo dei primi minuti è proprio questo: la Cremonese riesce a muovere rapidamente il pallone e, contemporaneamente, ad attaccare gli spazi alle spalle della linea del centrocampo padovano.

Berti tende a muoversi tra le linee, Vandeputte offre ampiezza e Licina è molto aggressivo nell’attaccare l’area. Bonazzoli, invece, non rimane statico da centravanti, ma partecipa alla manovra e permette ai trequartisti di inserirsi.

Il Padova, al contrario, mostra difficoltà soprattutto nelle distanze tra i reparti. Il 3-5-2 garantisce sulla carta tre difensori contro il centravanti avversario. Il problema, tuttavia, nasce quando gli uomini di Calabro devono seguire i movimenti dei tre giocatori offensivi della Cremonese. I due esterni, Carissoni e Cocchi, sono costretti ad abbassarsi frequentemente, riducendo così la capacità del Padova di accompagnare l’azione.

Dopo il doppio svantaggio, la squadra di Calabro sceglie di non disunirsi. La Cremonese mantiene il controllo del possesso e sviluppa una buona circolazione di palla, mentre il Padova prova soprattutto a rimanere compatto e a cercare situazioni di ripartenza.

La rete di Pompetti al 45’+1′ cambia però momentaneamente la lettura della partita. Carissoni riesce a crossare dalla destra e Pompetti attacca bene la zona centrale dell’area, trovando il 2-1. È una situazione significativa anche dal punto di vista tattico: la Cremonese, dopo un primo tempo di grande intensità, paga un momento nel quale la linea difensiva cerca di mantenere una posizione molto alta, ma non riesce a gestire perfettamente la profondità.

Il gol riapre la gara, ma evidenzia anche una prima necessità per Pecchia: quando la squadra ha il controllo della partita deve saper alternare aggressività e gestione, evitando di trasformare ogni possesso in una ricerca immediata della giocata offensiva.

Secondo tempo: il Padova prova ad alzarsi, la Cremonese sfrutta la transizione

Il secondo tempo riparte senza cambi, ma con una situazione tattica completamente diversa. Il Padova è costretto ad assumersi maggiori responsabilità offensive e deve quindi alzare il baricentro. Questo produce più spazi alle spalle del centrocampo e della difesa, esattamente la situazione nella quale la Cremonese può diventare più pericolosa.

Al 56′ arriva infatti il 3-1. Gerli avvia l’azione, Vandeputte riceve sulla sinistra, punta la zona di rifinitura e mette un pallone preciso verso il centro dell’area per Bonazzoli, che conclude dalla zona del dischetto. È una rete che fotografa perfettamente il diverso atteggiamento tattico della ripresa: il Padova deve avanzare, la Cremonese può aspettare il momento giusto per attaccare lo spazio.

Il terzo gol rappresenta probabilmente il momento tattico decisivo della partita. Dopo il 3-1, il Padova deve ulteriormente scoprirsi, ma la Cremonese non ha più la necessità di forzare il ritmo. Pecchia può così abbassare leggermente il baricentro e sfruttare la qualità dei propri giocatori nelle ripartenze.

Calabro prova a cambiare l’inerzia attraverso le sostituzioni: al 57′ entrano Lasagna e Varas al posto di Caprari e Fusi, mentre successivamente arrivano anche Di Mariano e Capelli. La logica è quella di aumentare la presenza offensiva e la capacità di attaccare gli spazi.

La Cremonese risponde invece con una gestione molto razionale delle energie. Nasti sostituisce Bonazzoli al 65′, mentre Thorsby, Elia e Fellipe Jack entrano successivamente per Licina, Vogliacco e Rocchetti. Sono cambi che permettono a Pecchia di mantenere intensità, fisicità e copertura degli spazi nella fase finale.

Il Padova riesce comunque a creare qualche situazione pericolosa, soprattutto attraverso cross e palle inattive. Lovato va vicino al gol di testa e Moro impegna Agazzi con una conclusione rasoterra. Il portiere grigiorosso è quindi chiamato a intervenire in alcuni momenti importanti, ma la Cremonese riesce progressivamente a chiudere gli spazi centrali e a gestire il vantaggio.

Nell’ultimo quarto d’ora, la partita assume quasi una fisionomia da gestione del risultato: la Cremonese abbassa i rischi, fa circolare il pallone e cerca soprattutto di impedire al Padova di attaccare frontalmente l’area. I grigiorossi riescono anche a costruire alcune ripartenze che avrebbero potuto portare al quarto gol.

Conclusioni: una Cremonese più verticale, aggressiva e intelligente nella gestione

Il 3-1 dello Zini non è soltanto il risultato dell’efficacia dei singoli, anche se la doppietta di Bonazzoli e la prestazione di Licina sono state decisive. La vera differenza tattica è stata nella qualità dell’approccio e nella capacità della Cremonese di interpretare diversamente le varie fasi della partita.

Pecchia ha proposto una squadra capace di partire aggressiva con il 4-2-3-1, utilizzando Berti tra le linee, Vandeputte in ampiezza e Licina negli inserimenti. La Cremonese ha così messo in difficoltà il 3-5-2 padovano soprattutto attaccando gli spazi laterali e le zone alle spalle degli esterni.

Il Padova ha pagato invece un avvio troppo passivo e alcune disattenzioni individuali che hanno compromesso il piano partita già dopo cinque minuti. Lo stesso Calabro, nel post-partita, ha riconosciuto che l’approccio iniziale e la mancanza di aggressività nei contrasti hanno condizionato fortemente la gara.

La Cremonese ha inoltre mostrato una caratteristica particolarmente interessante: non ha avuto bisogno di dominare ogni fase della partita per controllarla. Dopo aver costruito il vantaggio, ha saputo accettare alcuni momenti di pressione del Padova e colpire quando gli spazi si sono aperti.

8 Settembre 2026

Alessandro De Brasi

CLASSIFICA

ANALISI & TATTICA

ESCLUSIVE