Per questa puntata della nostra rubrica “Dentro i giovani della Serie B” il focus è su Brando Moruzzi. Terzino sinistro dell’Avellino, classe 2004 di proprietà della Juventus, è alla sua seconda stagione consecutiva in Serie B dopo quella all’Empoli. Un profilo che conosce già la cadetteria dall’interno, che ha alle spalle un percorso costruito con pazienza tra Serie D e Serie C, e che ad Avellino trova il contesto per fare il passo definitivo verso la consacrazione in categoria.

Il percorso di Brando Moruzzi
Moruzzi nasce il 20 luglio 2004 e cresce nel calcio toscano, Cattolica Virtus, Siena, Empoli, prima di passare alla Sangiovannese in Serie D, dove a diciassette anni colleziona 28 presenze e un gol.
Nel gennaio 2022 arriva la firma con la Juventus, un investimento concreto su un terzino sinistro che i bianconeri inseriscono nel proprio percorso di sviluppo. Il primo prestito è al Pescara in Serie C: 17 presenze nel 2023/24, poi 37 nella stagione successiva, titolare fisso, categoria conosciuta nei dettagli.
Nell’estate 2025 il salto in Serie B con l’Empoli, dove colleziona in 24 presenze 2 assist. Rientrato alla Juventus a fine prestito, è ripartito subito: Avellino, Serie B, ancora, per la seconda stagione consecutiva. Con un diritto di opzione e controopzione che lascia aperto lo scenario di un futuro più lungo in Irpinia.
Le qualità tecniche
Moruzzi è un terzino sinistro di 184 centimetri, mancino naturale, con caratteristiche da esterno moderno orientato all’attacco. I dati della stagione all’Empoli raccontano un profilo già maturo in fase offensiva: il 68.85% di dribbling riusciti a partita e 5.75 cross tentati ogni 90 minuti collocano Moruzzi tra i terzini più propositivi della categoria, un giocatore che non aspetta il pallone ma va a cercarlo, che usa la corsia come uno strumento di costruzione.
Il primo aspetto molto positivo è la continuità. Nelle due stagioni di Serie C al Pescara aveva già dimostrato di reggere i ritmi di un campionato professionistico senza risentire del carico fisico. All’Empoli ha confermato quel dato, saltando pochissime partite e mantenendo una media di rendimento alta.
Il secondo aspetto è la capacità di leggere il gioco in entrambe le fasi. Nonostante l’orientamento offensivo, Moruzzi accumula 65 palle recuperate e 56 azioni difensive ogni 90 minuti, percentuali che lo collocano nella media alta dei terzini di categoria per contributo nella fase di non possesso.
I punti su cui deve lavorare
Il primo riguarda la pericolosità in fase finale. I 5.75 cross tentati ogni 90 minuti sono un dato positivo per volume, ma il tasso di successo e di trasformazione in occasioni concrete è ancora migliorabile. Due assist in 24 presenze all’Empoli raccontano un giocatore che produce, ma che può produrre di più in termini di contributo diretto alle occasioni da gol.
Il secondo punto riguarda la gestione della pressione di una piazza esigente. Avellino è una città che vive di calcio, con un pubblico che si aspetta risposte immediate. Per Moruzzi, alla sua prima esperienza in un ambiente così caldo, il fattore ambientale sarà una variabile nuova con cui fare i conti, soprattutto nei momenti difficili della stagione.
