Per questa puntata della rubrica “Dentro i giovani della Serie B” il focus è su Lorenzo Palmisani. Portiere del Frosinone, classe 2004, è uno dei profili più interessanti e che ha contribuito alla promozione.

Il percorso di Lorenzo Palmisani
Palmisani è un prodotto del vivai del Frosinone, dopo la crescita interna al club, ha fatto esperienza fuori con due prestiti consecutivi: prima all’Olbia nell’agosto 2023, poi alla Lucchese nell’agosto 2024. Il rientro in giallazzurro ha coinciso con il salto più importante, perché nella stagione 2025/26 ha trovato spazio stabile in prima squadra, con il club che nel novembre 2025 gli ha anche rinnovato il contratto fino al 30 giugno 2029.
Sul piano dei numeri, In Serie B ha raccolto con 32 presenze, 1.260 minuti e 6 clean sheet. Il suo rendimento gli è valso l’inserimento nella Top 11 italiana Under 23 della stagione. In parallelo è rimasto dentro il giro azzurro, con convocazioni nell’Under 21 tra autunno 2025 e primavera 2026.
L’importanza tattica di Palmisani
Il primo aspetto che emerge del suo profilo è l’affidabilità nella gestione ordinaria della porta. Palmisani non è un portiere che tende a costruire la propria immagine su una gestualità vistosa. Il suo rendimento, almeno per ora, si legge soprattutto nella pulizia degli interventi, nella capacità di posizionarsi correttamente senza commettere errori di natura tecnico-tattica.
Sempre dal punto di vista tecnico, Palmisani è un portiere che ha struttura, copertura della porta e un primo impatto visivo da portiere moderno. I suoi 196 centimetri gli consentono di presidiare bene lo specchio e di avere presenza nelle situazioni ravvicinate, ma la parte più interessante è come questa struttura non lo renda un portiere rigido. Il suo profilo sembra piuttosto quello di un estremo difensore che prova a unire copertura fisica e lettura, senza cercare l’uscita fuori misura o la giocata in eccesso.
C’è poi un secondo tema utile per leggere la sua stagione, ossia il rapporto con il possesso. Palmisani non è stato soltanto un portiere chiamato a parare, ma come tutti i portieri moderni ormai, è anche un giocatore coinvolto nella gestione del primo passaggio e delle uscite più dirette. In Spezia-Frosinone, ha anche fornito un assist a Ghedjemis. Palmisani è un portiere che non tenta mai di rubare l’occhio con giocate sceniche, ma che cerca sempre la giocata funzionale.
Dove può crescere
Il margine più chiaro riguarda la rifinitura complessiva del mestiere, cioè tutto quello che separa un portiere giovane affidabile da un portiere già pienamente formato. In un ruolo così esposto, la continuità va confermata nel tempo e contro contesti sempre diversi.
La sensazione è che Palmisani abbia già costruito una base seria, ma che debba ancora consolidare alcuni dettagli: la gestione delle uscite più aggressive, la lettura preventiva nelle situazioni sporche e il controllo dei momenti in cui la partita si allunga e il portiere è costretto a decidere in pochi secondi.
