Per questa puntata della rubrica “Dentro i giovani della Serie B” il focus è su Raphael Kofler. Difensore del Südtirol, classe 2005, è uno dei profili più interessanti. Prima dello stop fisico accusato ad aprile era stato uno dei riferimenti più stabili della linea biancorossa.

Il percorso di Raphael Kofler
Nato a Merano il 26 aprile 2005, Kofler è cresciuto nel settore giovanile del Südtirol, club nel quale milita dall’età di dieci anni. Nell’agosto 2023 ha firmato il primo contratto da professionista, con scadenza al 30 giugno 2028, dopo essere arrivato fino alla Primavera e dopo i primi segnali già mostrati tra Coppa Italia e Serie B. Inizialmente nato come mediano, col tempo ha spostato il suo focus sul reparto difensivo, visti anche i 191 cm.
Nell’attuale stagione ha raccolto 24 presenze, 2232 minuti e 2 gol, numeri costruiti prima del problema al ginocchio destro ad aprile. In parallelo è proseguito anche il percorso azzurro: convocazione con l’Italia Under 20 nell’agosto 2025 e, in precedenza, presenza stabile nel gruppo Under 19, fino al gol segnato con l’Under 20 contro la Romania in Elite League.
L’importanza tattica di Kofler
La struttura fisica gli consente di reggere il contatto, il gioco aereo è già una base forte del suo profilo e il modo in cui sta nella linea lo rende leggibile come un centrale da reparto più che da iniziativa individuale. La sua crescita, prima da mediano e poi da centrale, si sente ancora: oggi è soprattutto un difensore, ma con una lettura del gioco che non nasce soltanto dalla marcatura.
Kofler ha soprattutto due aspetti molto positivi. Il primo è la protezione dell’area. Kofler presidia bene la zona centrale, non esce in modo disordinato e tende a dare continuità alla linea più che a romperla. Il secondo è la pericolosità sulle palle inattive offensive. I suoi due gol stagionali in Serie B sono arrivati entrambi di testa, contro Catanzaro e Reggiana, sempre su cross da fermo di Daniele Casiraghi.
Il secondo aspetto è la sua essenzialità nel possesso. Kofler non sembra un centrale portato a cercare la giocata difficile o l’uscita spettacolare. Il suo calcio, almeno per ora, va in una direzione più semplice e più funzionale: appoggio pulito, gestione della posizione, duello, copertura, continuità. In una squadra come il Südtirol questo pesa, perché i difensori non devono soltanto difendere l’area ma anche tenere in ordine il reparto nei momenti in cui la partita si sporca e si abbassa.
Dove può crescere
Il margine di crescita più chiaro riguarda la gestione dei momenti in cui la linea viene allungata e la giocata va letta prima. È una valutazione che si può fare proprio perché la base è già seria: struttura, continuità, gioco aereo e fiducia del club ci sono già.
Il passo successivo, come capita spesso ai giovani centrali, sta nella lettura preventiva, nella scelta del tempo per accorciare e nella capacità di reggere con la stessa efficacia anche partite più aperte e meno “da area”. In più, dopo lo stop di aprile, conterà anche ritrovare continuità piena lungo un’intera stagione.
