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Catanzaro-Bari, l’analisi tattica del match

Longo, Bari-Südtirol

Nonostante il punteggio pirotecnico di Catanzaro-Bari, il match è stato molto tattico, con un gran lavoro di Longo, abile nel imbrigliare la squadra di Aquilani. Di seguito la nostra analisi tattica per Catanzaro-Bari.

Le scelte tattiche di Catanzaro-Bari

Aquilani ha disposto il Catanzaro con il 3-4-2-1: Marietta in porta; Bashi, Brighenti e Verrengia nella linea a tre; Gonçalo Esteves e D’Alessandro sugli esterni; Pompetti e Buglio in mezzo; Rispoli e Oudin alle spalle di Koffi. Una struttura pensata per avere ampiezza costante, due riferimenti tra le linee e un centravanti da attivare sia dentro l’area sia in appoggio. 

Longo, invece, ha scelto un 3-5-2 più “classico”: Cerofolini; Mantovani, Odenthal, Nikolaou; Piscopo e Dorval quinti, Tomás Esteves, Maggiore e Pagano in mezzo; Rao e Moncini davanti. La differenza di base è stata chiara fin dall’inizio: Catanzaro orientato a costruire e consolidare il possesso, mentre il Bari più disposto a difendere con un blocco medio-basso per poi ripartire in contropiede.

L’analisi tattica del primo tempo di Catanzaro-Bari

La gara si mette subito bene per i giallorossi. Al 12’ il Catanzaro passa con Verrengia, che colpisce di testa su cross di D’Alessandro e premia una partenza in cui la squadra di Aquilani riesce a stare alta e ad accompagnare bene l’azione sugli esterni. Il vantaggio, però, non cambia il piano del Bari, che non forza il possesso e continua a cercare una partita verticale. Al 23’ arriva l’1-1 con Rao che crossa e Moncini chiude da centro area.

Poco prima dell’intervallo il Bari ribalta tutto con Piscopo, che si fa trovare centralmente e chiude col sinistro da dentro l’area il pallone del 2-1. A inizio ripresa, al 50’, arriva anche il 3-1, seguendo proprio il modello impostato da Longo. Ancora Piscopo, che questa volta su sviluppo di contropiede e su cross di Dorval, conclude dalla destra dell’area verso l’angolo opposto. Solo al 90’+7 il Catanzaro accorcia con il rigore di Koffi, ma il risultato resta nelle mani del Bari.

Le chiavi tattiche del match

Il Bari, appunto, ha accettato di lasciare il pallone al Catanzaro, ma non gli ha lasciato con la stessa continuità gli spazi più utili. Il dato del possesso, da solo, può far pensare a una gara dominata dai giallorossi, ma in realtà il Bari ha scelto una partita di attese corte e uscite veloci, provando a svuotare il centro e a portare il Catanzaro verso un possesso più largo che interno. In questo senso i quinti hanno pesato molto, in particolare Piscopo, che oltre a siglare i due gol, ha dato profondità e attacco dell’area da una zona che il Catanzaro ha faticato a coprire con continuità.

Dall’altra parte Dorval ha accompagnato bene le transizioni, fino a servire l’assist del terzo gol. Il Bari ha chiuso con appena 24,7% di possesso, ma ha trovato 6 tiri da centro area e tre reti.

Dorval, Catanzaro-Bari, analisi tattica

Il Catanzaro, al contrario, ha tenuto in mano la partita sul piano della circolazione, ma l’ha controllata meno bene sul piano delle transizioni difensive. Con gli esterni alti e con Rispoli e Oudin spesso impegnati a muoversi tra le linee, la squadra di Aquilani ha avuto presenza offensiva, ma ha lasciato anche momenti in cui la protezione preventiva non è stata sufficiente.

Le tre reti del Bari rispecchia nella totalità questo aspetto. Quando i biancorossi sono riusciti ad eludere la prima pressione, arrivavano con facilità negli ultimi 15 metri, creando diversi pericoli alla retroguardia calabrese.

Anche nel secondo tempo, quando il Catanzaro ha continuato a spingere e ha aumentato la pressione con i cambi di Alesi, Cassandro, Di Francesco al 52’, poi Liberali al 69’ e Nuamah al 79’, la squadra ha prodotto più possesso sterile che densità nella zona di rifinitura.

11 Maggio 2026

Marco Della Pietra

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