Durante la lunga sosta per le nazionali, il centrocampista del Palermo Jacopo Segre si è raccontato ai microfoni di “Speciale Serie B”, l’evento di Sportitalia. Il 29enne rosanero ha parlato dell’avvio di stagione, del sogno campionato e del rapporto con la piazza.
Il ruolo di mister Inzaghi
“Dire che siamo scappati è ancora prematuro. È stato sicuramente un avvio forte, che ha dato un segnale, ma il campionato è ancora molto lungo. Non bisogna considerare il primo posto come qualcosa di già acquisito. Noi lavoriamo duramente, sappiamo che ci sono grandissime aspettative, ma la strada è molto difficile».
Sui meriti del tecnico, il centrocampista non ha dubbi: “Tutti conoscono il mister Inzaghi, che giocatore è stato e che persona è adesso. Un professionista assoluto, un condottiero per noi sia in campo che fuori, una persona splendida. Abbiamo iniziato un percorso che vogliamo tutti fortemente portare a termine”.
“L’anno scorso non siamo riusciti, ma con i consigli e gli insegnamenti del coach possiamo imparare qualcosa tutti e provare a vincere qui. Lui è un grande esperto di vittorie di campionati. La sua più grande caratteristica è creare un gruppo forte, unito. Con lui ho un rapporto bellissimo, così come con tutti. Ci guida ogni giorno per portarci al termine del percorso”.

Il carattere di Segre
Segre si è poi aperto sulla sua persona: “Sono un ragazzo molto semplice, così come mi vedete, felice e sorridente alla vita. Devo ringraziare la mia famiglia e la loro educazione, che mi hanno permesso di essere la persona che sono oggi”.
“Ho costruito una mentalità forte durante tutta la carriera, basandomi sui valori che mi sono stati insegnati. Cerco di essere sempre positivo e di trarre il bene dalle persone. Ho una grande cultura del lavoro e ringrazio tutti i miei allenatori e gli staff, perché ogni anno la carriera di un calciatore vive una stagione a sé”.
Sulle pretese della piazza, il numero otto rosanero preferisce non farsi condizionare: “Cerco di non pensarci troppo. Rimango concentrato solamente sulla partita quando scendo in campo, con l’obiettivo di andare più forte degli avversari. Ho il sogno e l’ambizione di vincere qui, perché Palermo è una città pazzesca che si merita molto di più. Amo questa società e questa città. Intanto pensiamo a questa stagione”.
Il fattore Barbera
Infine, l’emozione di giocare davanti al proprio pubblico: “Quando mi chiedono cosa significhi giocare qui, non so rispondere. Ogni volta è un sogno scendere in campo davanti a questa gente. È un fattore determinante che ci spinge a dare il massimo, ci obbliga a sudare la maglia fino all’ultimo”.
“Dico sempre che è un sogno, lo è per i palermitani e anche per noi. È qualcosa di unico: in casa abbiamo una forza che ci contraddistingue e ci spinge a dare l’anima”.
