All’Euganeo va in scena Padova-Pescara, uno dei match più carichi di tensione della penultima giornata di Serie B. Da una parte il Padova di Roberto Breda, tredicesimo con 40 punti e con la possibilità di blindare la salvezza matematica con un successo.
Dall’altra il Pescara di Giorgio Gorgone, diciassettesimo con 34 punti, costretto a vincere per non precipitare in una situazione disperata in vista dell’ultima giornata. Andiamo ad analizzare il match Padova-Pescara sotto gli aspetti tattici.
Le scelte tattiche di Padova-Pescara
Il Padova di Breda si schiera con un 3-5-2 compatto e difensivo. Sorrentino ex del Pescara in porta; Belli, Villa e Pastina a formare la linea a tre. Capelli e Favale sulle fasce con compiti prevalentemente di contenimento. Crisetig in cabina di regia, con Fusi e Varas come interni. In attacco il tandem Bortolussi–Caprari, con quest’ultimo anch’egli ex della sfida e fischiato dai tifosi biancazzurri per tutto il match.
Il Pescara di Gorgone risponde con un 4-3-2-1. Saio tra i pali; Letizia, Bettella, Capellini e Cagnano in difesa. Brugman e Valzania mezzali con Fanne play di centrocampo. Sulla trequarti Meazzi e Insigne a supporto di Di Nardo unica punta. Assenti pesanti tra i biancazzurri: Pellacani, Desplanches e Oliveri fermati dalla febbre, in tribuna Acampora e Berardi.
La chiave tattica è chiara fin dal fischio iniziale: il Pescara deve attaccare per forza, il Padova può e vuole difendersi. Ne deriva una partita con un’unica regia degli spazi: gli abruzzesi in possesso, i veneti a proteggere il blocco difensivo.

Padova–Pescara in Sintesi
Il Pescara parte forte e domina il primo tempo sul piano del gioco, ma crea poco e non riesce a concretizzare. Il Padova si difende con ordine e trova anche un gol annullato per fuorigioco. L’infortunio di Di Nardo complica i piani offensivi degli abruzzesi.
Nella ripresa il Pescara aumenta la pressione e costruisce diverse occasioni, ma trova un grande Sorrentino. Il momento decisivo arriva al 78’, quando Russo sbaglia un rigore parato dal portiere del Padova.Nel finale, quando il pareggio sembra certo, al 94’ Pastina segna il gol vittoria su calcio d’angolo. Il Padova conquista così la salvezza, mentre il Pescara rischia seriamente la retrocessione.
Le chiavi tattiche del Match
Il Padova ha disputato una partita quasi perfetta sul piano tattico per quello che era il suo obiettivo: non perdere, difendersi, e sfruttare l’episodio giusto. Il 3-5-2 di Breda ha funzionato egregiamente, con le linee compatte e le fasce usate per ridurre gli spazi piuttosto che per attaccare. Sorrentino è stato il protagonista assoluto, con la parata sul rigore a Russo come momento simbolo. Pastina, stopper di professione, si è trasformato in eroe nel momento più impensato.
Il Pescara ha dominato il gioco per oltre sessanta minuti ,la supremazia territoriale è indiscutibile, ma ha fallito nel momento decisivo. Il rigore di Russo è l’emblema di una stagione autolesionista: il dato statistico (31 punti persi da situazioni di vantaggio, il peggior dato della Serie B) si è materializzato nella sua forma più crudele. Gorgone ha letto la partita correttamente con i cambi, ma la qualità delle conclusioni è rimasta spesso insufficiente per scardinare una difesa organizzata.
Il tema tattico centrale è stato il duello tra pressing offensivo e difesa strutturata: il Pescara ha creato tanto in termini di volume, ma il Padova ha concesso pochissimo in termini di qualità delle occasioni. Un insegnamento classico: nella lotta per la salvezza, la solidità difensiva e i dettagli valgono più del bel gioco.
