Dietro le classifiche e i risultati della Serie B 2025-26 si muove un mercato parallelo che vale molto più di quello che appare. È il mercato dei giovani talenti under 23, un sistema che genera valore economico concreto per i club cadetti e che è diventato una delle poche leve finanziarie realmente efficaci in un campionato dove i ricavi televisivi restano lontani da quelli della massima serie.
Il valore complessivo delle venti rose della Serie B 2025-26 raggiunge quota 447 milioni di euro secondo i dati di Transfermarkt, con un’età media di 25,7 anni. Un numero che racconta già qualcosa: la cadetteria non è un campionato di soli veterani e profili in declino, ma un ecosistema in cui i giovani pesano in modo significativo sia sul piano sportivo che su quello economico.
Il prestito come strumento finanziario
Il modello più diffuso resta quello del prestito. I club di Serie A, in particolare quelli con settori giovanili strutturati come Atalanta, Milan, Roma e Fiorentina, utilizzano la Serie B per far maturare i propri under 23 in un contesto competitivo reale, sostenendo i costi degli ingaggi e permettendo ai club cadetti di accedere a giocatori di qualità superiore alla propria capacità di spesa diretta.
Secondo un report di Banca Ifis, il 59% degli acquisti e il 54% delle cessioni nel calcio italiano riguarda giocatori under 23, con l’80% degli arrivi proveniente da Serie B, C e D. Il prestito, in questo schema, non è solo una scelta tecnica: è una strategia economica che consente ai club di Serie A di tenere sotto controllo i propri asset, e ai club di Serie B di costruire rose competitive senza esporsi a rischi finanziari eccessivi.
Le valutazioni che crescono: il caso Vlahović e Liberali
Il dato economico più interessante riguarda la crescita dei valori di mercato durante la stagione. Vanja Vlahović, attaccante classe 2004 dello Spezia, ha un valore di mercato di 6 milioni di euro, già altissimo per la categoria, con diversi club di Serie A che lo monitorano con attenzione. Un profilo cresciuto nell’Atalanta Under 23 e approdato in Liguria come erede designato di Francesco Pio Esposito, quello stesso Esposito che nella scorsa stagione aveva segnato 19 reti in Serie B prima di approdare all’Inter e affermarsi in massima serie.
Mattia Liberali, classe 2007 al Catanzaro con un valore di mercato già significativo, è considerato uno dei prospetti più luminosi del calcio italiano. Il Milan lo ha lasciato libero trattenendo il 50% sulla rivendita, una formula sempre più diffusa che permette ai club proprietari di partecipare alle future plusvalenze anche dopo aver ceduto il cartellino.

Le cessioni all’estero: il valore che esce dal campionato
Il terzo fronte economico è quello delle cessioni internazionali, un mercato che negli ultimi anni ha iniziato a guardare con crescente attenzione ai talenti che si mettono in mostra in Serie B. Il caso più recente è quello di Mattia Fortin, portiere classe 2003 del Padova, acquistato dal Lens per 1,5 milioni di euro con formula del prestito confermato in Veneto. Un’operazione che racconta la capacità dei club francesi di muoversi in anticipo rispetto al picco di valore del giocatore.
Questo tipo di operazione è destinato a crescere. A livello globale i trasferimenti di under 23 sono in crescita del 45% tra il 2018 e il 2025, con oltre 24.000 operazioni complessive e una stima provvisoria per il 2025 che vede gli under 23 coprire il 53% dell’intero ammontare di investimenti nel calciomercato mondiale. La Serie B, come bacino di talento accessibile e con livello competitivo credibile, è naturalmente al centro di questo trend.
Cosa significa per i bilanci dei club cadetti
Per un club di Serie B, saper gestire il mercato dei giovani non è una questione di preferenze tecniche: è una questione di sopravvivenza finanziaria. La plusvalenza generata dalla cessione di un under 23 valorizzato internamente può rappresentare una delle poche voci di bilancio in attivo in un campionato dove i ricavi televisivi sono strutturalmente inferiori a quelli della Serie A. Chi riesce a costruire un modello efficiente su questo fronte, come l’Empoli ha fatto sistematicamente negli anni, ottiene un vantaggio competitivo che va ben oltre la singola stagione.
Come ricordano i dati di Transfermarkt, il valore di mercato non sempre rispecchia i risultati sportivi: squadre con budget inferiori possono competere ad alti livelli grazie a un settore giovanile efficiente e a scelte tecniche mirate. In Serie B, questa è spesso l’unica strada percorribile per chi non può permettersi di competere sul mercato.
FAQ
Perché i club di Serie A cedono i giovani in prestito alla Serie B invece di tenerli in rosa? Perché la Serie B offre continuità di minutaggio e un livello competitivo reale che la panchina di una squadra di vertice non può garantire. Il prestito permette al giocatore di crescere e al club proprietario di mantenere il controllo sull’asset, spesso con clausole di riacquisto o percentuali sulla futura rivendita.
Le cessioni dei giovani in Serie B portano plusvalenze significative? Sì. Le operazioni più recenti dimostrano che i profili valorizzati in cadetteria possono generare plusvalenze tra 1 e 6 milioni di euro già prima della piena affermazione, con club esteri sempre più attivi nell’anticipare il mercato comprando prima del picco di valore.
