Dopo il 1-3 interno con il Mantova, la società aveva chiesto al Catanzaro una reazione immediata. È arrivata al Bentegodi, nella gara che poteva costare la panchina a Giorgio Gorgone il 2-2 con l’Hellas Verona vale il primo punto esterno della stagione e restituisce ai giallorossi un minimo di fiducia, pur senza cancellare i problemi emersi in questo avvio. Di seguito il punto sul Catanzaro di Gorgone.

La possibile svolta di Verona
Nella prima ora il Verona ha schiacciato il Catanzaro nella propria metà campo con un pressing costante, e i calabresi hanno faticato a uscire palla al piede. Dopo il vantaggio di Candela ha incassato il pareggio e il sorpasso di Mosquera senza perdere compattezza, e nella ripresa ha trovato il 2-2 con il rigore conquistato e trasformato da Emanuele Pecorino.
Un aspetto su cui soffermarsi è quello delle sostituzioni. Sotto nel punteggio e con la panchina in bilico, il tecnico ha richiamato il capitano Pietro Iemmello, inserendo Arditi e Pafundi, da cui è nata l’iniziativa di per il rigore del pareggio.
Allo stesso tempo sono evidenti alcuni problemi, che persistono in queste prime giornate. Le distanze tra i reparti sono apparse spesso eccessive e la marcatura in area poco efficace, un difetto già visto nelle settimane precedenti. Il dato più preoccupante riguarda le palle inattive, il secondo gol subito a Verona è il sesto incassato da calcio piazzato sui quattordici complessivi della stagione. Nel finale, inoltre, il Catanzaro non ha saputo sfruttare la superiorità numerica dovuta all’infortunio di Cerbone, con il Verona rimasto in dieci dopo aver esaurito i cambi.
Il punto non risolve la classifica, con i giallorossi ancora in fondo a quota 4 insieme alla Sampdoria, ma offre a Gorgone una base da cui ripartire. La prossima occasione per dare continuità alla reazione arriva al Ceravolo contro l’Ascoli.
