Ci sono lupi più affamati di altri in cadetteria. E’ il caso dei ragazzi dell’Avellino, reduci da una serata da incorniciare: i biancoverdi hanno travolto e dominato la Sampdoria in casa, mentre i blucerchiati sembra non siano ancora rientrati mentalmente dalla sosta. Torna così la Serie B, con un tripudio di gol ed emozioni allo stadio “Partenio-Adriano Lombardi” dove le due formazioni hanno aperto la sesta giornata del campionato di Serie B 2026/27.
Nesta è sceso in campo con un 3-5-2, che vede Martinelli tra i pali, il terzetto difensivo formato da Izzo, Venturi ed Enrici, sulle fasce agiscono Missori e Moruzzi, mentre in mezzo trovano spazio Palumbo, Palmiero e Besaggio. In attacco il tandem offensivo è composto da Russo e Cheddira.
La formazione blucerchiata ha risposto con un 4-3-3: in porta c’è Vindahl, in difesa rispondono presente Di Pardo, Gartenmann, Delli Carri e Cicconi, mentre il reparto mediano è formato da Liam Henderson, Antoine Makoumbou e Yari Verschaeren. Il tridente offensivo vede la presenza di Lorenzo Insigne e di Yann Karamoh a supporto del centravanti norvegese Tobias Lauritsen.
Primo tempo di Avellino-Sampdoria: Samp nella tana del lupo
3 gol in dieci minuti. Così l’Avellino rientra negli spogliatoio con un grande vantaggio sui blucerchiati alla fine del primo tempo, dopo che Insigne era riuscito a pareggiare i conti al 18′ minuto. Ma andiamo con ordine: dopo una fase di studio iniziale, l’Avellino ha sbloccato la partita nei minuti iniziali, Walid Cheddira ha sfruttato un varco nella difesa blucerchiata al 12′ minuto e ha battuto il portiere con una conclusione precisa.
La risposta blucerchiata non si è fatta attendere e arriva fulminea al 18′ minuto grazie a Lorenzo Insigne, che rimette subito in equilibrio il punteggio con una delle sue giocate di classe. Quando sembrava che i blucerchiati avessero ritrovato la giusta via, l’Avellino ha travolto la retroguardia blucerchiata con ben 3 gol piazzati a distanza di pochi minuti, causando nella squadra di Corradi un vero e proprio blackout.
In un arco temporale di appena undici minuti, la squadra di mister Corradi si è completamente disunita, accusando il colpo del nuovo immediato vantaggio irpino siglato al 20′ minuto da Palumbo, abile a capitalizzare una ripartenza veloce e a fulminare la retroguardia avversaria. Da quel momento in poi, tra errori individuali in marcatura, passaggi a vuoto in uscita e una certa fragilità difensiva, i blucerchiati hanno letteralmente spalancato le porte all’attacco di un Avellino famelico, finendo dritti nella tana del lupo.
Al 24′ minuti è arrivato il gol di Russo, che finalizza una splendida azione corale firmando la rete del doppio vantaggio irpino, poi al 29′ minuto Besaggio contribuisce a calare il poker, che concretizza la superiorità territoriale dei padroni di casa chiudendo una prima frazione di gioco a senso unico. Adesso la Sampdoria dovrà correre ai ripari in fretta se vuole recuperare la partita.

Il secondo tempo non aiuta: la Samp cade al Partenio
Nella ripresa la Sampdoria ha provato a riordinare le idee inserendo forze fresche come Alex Ferrari e Gennaro Tutino nel tentativo di dare una scossa a una partita compromessa. I blucerchiati hanno cercato di premere con maggiore insistenza alla ricerca del gol che avrebbe potuto riaprire i giochi, ma hanno trovato una difesa irpina molto attenta e i guantoni sicuri di Martinelli, che ha sventato con successo una conclusione insidiosa di Insigne e un colpo di testa di Delli Carri.
Dall’altra parte l’Avellino viaggia sicuro e gestisce con maturità l’enorme vantaggio ottenuto nel primo tempo, abbassando progressivamente i ritmi e sfruttando gli spazi in ripartenza. I padroni di casa hanno anche trovato la via del 5-1 con Biasci al 78′ minuto, poi annullato dal VAR per un fallo precedente di Favilli, blindando senza particolari patemi il definitivo 4-1 fino al triplice fischio finale che esalta il morale e fa volare i biancoverdi in classifica.
Sarà invece una notte amara e ricca di riflessioni quella dei blucerchiati di mister Corradi: continua la crisi di risultati che relega la squadra nei bassifondi della classifica di Serie B. A pesare non è solo il passivo di 4-1, ma la totale fragilità mentale emersa dopo il temporaneo pareggio di Insigne. Questo blackout collettivo ha fatto emergere l’incapacità della squadra nel reggere l’urto della pressione avversaria e di gestire i momenti critici della gara, a differenza di come era successo nell’ultima partita contro il Catanzaro.
Photo by Imago (www.imago.images.com)
