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Hellas Verona-Catanzaro 2-2: l’analisi tattica del Bentegodi

Al Bentegodi l’Hellas Verona di Marco Baroni ha dominato a lungo senza riuscire a chiudere la partita, il Catanzaro di Giorgio Gorgone ha resistito e ha strappato un 2-2 che pesa sulla classifica e sulle due panchine. Alla terza doppietta consecutiva di Mosquera hanno risposto Candela e Pecorino su rigore. Di seguito la nostra analisi tattica sul match Hellas Verona-Catanzaro.

Verona-Catanzaro, analisi tattica Hellas-Catanzaro

I moduli a confronto

Il Verona si è schierato con il 4-3-3: Perilli tra i pali, Zappa, Calabrese, Dawidowicz e De Battisti in difesa, Iannoni, Le Borgne e Bernede a centrocampo, Livramento e Sarr ai lati di Mosquera. Una struttura pensata per aggredire alto e attaccare con gli esterni.

Il Catanzaro, reduce da cinque sconfitte in sei giornate, si è presentato con un assetto ibrido, a metà tra la difesa a tre e la linea a quattro: Pigliacelli in porta, Ruggero, Antonini e Imperiale centrali, Candela e Di Francesco recuperati sulle corsie, Mosti e Petriccione in mezzo, Giovane a fare da pendolo tra mediana e trequarti, Iemmello alle spalle di Pecorino. In fase di non possesso Candela si abbassava sulla linea difensiva, trasformando il sistema in un 4-4-1-1 più prudente.

Il confronto opponeva l’intensità e il pressing del Verona alla necessità del Catanzaro di restare compatto e colpire in ripartenza.

Primo tempo: il Catanzaro colpisce subito, il Verona schiaccia ma pareggia solo nel finale

Il Verona è partito con un pressing alto e aggressivo, recuperando palla in zona avanzata già nei primi minuti con Iannoni. Eppure il primo colpo è stato del Catanzaro: all’11′ l’azione nata sulla sinistra da Di Francesco ha trovato Imperiale, il cui servizio ha liberato Candela per lo 0-1. Un gol arrivato sfruttando proprio le corsie esterne, il punto in cui il Verona concedeva qualche metro quando gli esterni salivano in pressione.

Da lì la gara è diventata un monologo gialloblù. Il Catanzaro ha faticato a superare la metà campo e ha cercato soprattutto la profondità: al 22′ Iemmello ha lanciato Candela sulla destra, il cross ha trovato Pecorino e solo Perilli ha evitato il raddoppio. Il Verona ha continuato a creare, con le combinazioni tra Livramento, Sarr e Mosquera, e al 37′ il centravanti colombiano ha trovato il pareggio, chiudendo un primo tempo in cui i calabresi hanno difeso molto bassi.

Secondo tempo: Mosquera ribalta, i cambi di Gorgone rimettono in piedi il Catanzaro

All’intervallo Gorgone ha inserito Tchaouna per Mosti, e il centrocampo calabrese ha ritrovato equilibrio nelle distanze tra i reparti. Il Verona ha calato l’intensità rispetto al primo tempo, ma ha continuato a cercare il gol: al 53′ Mosquera ha sfiorato il palo dopo una triangolazione con Iannoni, poi al 67′ ha firmato il 2-1 sull’assist di Sarr.

La risposta di Gorgone è stata coraggiosa: sotto nel punteggio e con la panchina in discussione, ha tolto il capitano Iemmello e Di Francesco per Arditi e Pafundi, cercando più qualità tra le linee. La scelta ha pagato quasi subito. Al 74′ Pafundi ha servito Pecorino in area, l’attaccante ha spostato il pallone sul sinistro ed è stato atterrato da Calabrese; dal dischetto lo stesso Pecorino ha firmato il 2-2. Nel finale il Verona, dopo il triplo cambio del 78′, ha perso Cerbone per infortunio e ha chiuso in dieci, senza più riuscire a rendersi pericoloso.

Gli aspetti tattici emersi in Hellas Verona-Catanzaro

Il primo elemento è la sproporzione tra produzione offensiva e risultato del Verona. Baroni ha parlato di gara dominata e di una squadra che subisce gol quasi a ogni tiro concesso. Il dato tattico conferma un problema di gestione delle transizioni difensive, con gli esterni alti che lasciano spazio sulle fasce e i centrali spesso costretti a difendere in campo aperto. Il gol di Candela e il rigore di Pecorino nascono entrambi da situazioni in cui il Catanzaro ha attaccato lo spazio con pochi passaggi.

Il secondo riguarda Mosquera, sempre più centro del sistema gialloblù. Con sei reti nelle ultime tre giornate il colombiano è diventato il terminale di una squadra che costruisce molto per vie laterali, ma il Verona dipende ancora troppo dalle sue conclusioni per trasformare il volume di gioco in gol.

Sul fronte del Catanzaro emergono due indicazioni. La prima è la capacità di soffrire, difendendo basso per lunghi tratti senza disunirsi. La seconda è il peso di Pecorino, unico vero riferimento offensivo: lavora spalle alla porta, attira falli, fa salire la squadra e diventa decisivo quando riceve palla in area. Il punto non risolve i problemi dei calabresi, ma restituisce a Gorgone una squadra che ha risposto in campo nel momento più delicato.

19 Ottobre 2026

Marco Della Pietra

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