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Modena-Empoli 2-1: l’analisi tattica e la rimonta gialloblù

Galloppa

Al Braglia è andato il posticipo della quinta giornata di Serie B,. Di seguito l’analisi tattica di Modena Empoli.

Il Modena è sceso in campo con un 4-2-3-1. Chichizola tra i pali, Tonoli, Nador, Nieling e Zampano in difesa, Brugman e Bianco davanti alla linea difensiva. In fase offensiva, Azzi, Olzer e Caso hanno agito alle spalle di Ambrosino.

La struttura gialloblù, però, cambiava durante il possesso. Il Modena tendeva a trasformarsi in una sorta di 3-4-2-1, con gli esterni più avanzati e Caso e Olzer liberi di muoversi tra le linee. Questa soluzione permetteva alla squadra di avere più uomini nella metà campo avversaria e di cercare con maggiore frequenza la superiorità sulle corsie esterne.

L’Empoli ha invece iniziato la gara con un 3-5-2. Magnino, Romagnoli e Cauz formavano il terzetto difensivo, mentre Corrado e Zedadka occupavano le corsie laterali. Yepes e Biondini erano i due centrocampisti centrali, con Saporiti, Ceesay e Shpendi a comporre il reparto offensivo. Analizziamo insieme la rimonata Gialloblù tra possesso, pressione e cambi tattici

Analisi tattica Modena Empoli,

Il primo tempo: il Modena fa la partita, l’Empoli colpisce

Fin dai primi minuti il Modena ha cercato di prendere il controllo della gara attraverso il possesso palla. La squadra di Galloppa ha fatto circolare il pallone con pazienza, cercando di muovere il blocco difensivo dell’Empoli.

Una delle chiavi era rappresentata dai movimenti di Caso e Olzer. I due giocatori cercavano di ricevere tra le linee, alle spalle dei centrocampisti toscani, per creare spazio alle loro spalle e favorire gli inserimenti degli esterni.

L’Empoli ha scelto invece un atteggiamento più prudente. Il 3-5-2 si abbassava in fase difensiva e cercava soprattutto di chiudere gli spazi centrali. La squadra toscana lasciava l’iniziativa al Modena, provando poi a ripartire una volta recuperato il pallone.

I padroni di casa sono riusciti comunque a creare alcune situazioni interessanti. Al 18′ Azzi ha verticalizzato per Ambrosino, che ha poi liberato Tonoli alla conclusione. Poco dopo è stato Caso ad attaccare la profondità.

Il vantaggio dell’Empoli è arrivato al 27′. Dopo una conclusione di Saporiti respinta dalla difesa, Yepes ha raccolto il pallone al limite dell’area e ha trovato la rete.

Il gol non ha cambiato l’atteggiamento del Modena. I gialloblù hanno continuato ad attaccare e nel finale di primo tempo sono andati vicini al pareggio. Caso ha colpito il palo al 44′, mentre Tonoli ha impegnato nuovamente Seghetti.

La sensazione all’intervallo era quindi quella di un Modena più presente nella metà campo avversaria, ma poco concreto negli ultimi metri. L’Empoli, al contrario, aveva sfruttato una delle proprie occasioni per portarsi avanti.

Il secondo tempo: l’ingresso di Belotti cambia l’attacco del Modena

Nella ripresa il Modena ha aumentato ulteriormente la pressione. La svolta è arrivata al 55′, quando Galloppa ha inserito Belotti al posto di Olzer.

Il cambio ha modificato soprattutto il modo di attaccare della squadra. Con Belotti in campo, il Modena ha avuto un riferimento offensivo più definito. La sua presenza permetteva di attaccare con maggiore continuità l’area e di impegnare direttamente i tre difensori dell’Empoli.

Ambrosino e Caso hanno così potuto muoversi maggiormente alle sue spalle e sulle corsie laterali. Il Modena ha iniziato ad avere una presenza più costante negli ultimi trenta metri.

Il pareggio è arrivato al 61′. Belotti ha controllato il pallone e ha trovato una spettacolare conclusione in rovesciata, riportando la partita sull’1-1.

Dopo il gol il Modena ha continuato a spingere. Al 65′ Ambrosino ha colpito il palo su assist di Caso, confermando il momento di grande pressione dei padroni di casa.

L’Empoli ha iniziato a soffrire soprattutto le seconde palle e gli attacchi in velocità del Modena. La squadra toscana faticava sempre di più a risalire il campo e a mantenere il possesso lontano dalla propria area.

Al 70′ è arrivato il sorpasso. Bianco ha battuto una punizione trovando Ambrosino, che ha attaccato bene lo spazio e ha segnato di testa il gol del 2-1.

Nel finale l’Empoli ha provato a reagire attraverso alcune sostituzioni e una maggiore presenza offensiva. Il Modena, però, è riuscito a difendere il vantaggio e a controllare gli ultimi minuti della partita.

Gli aspetti tattici emersi dalla partita

La partita ha evidenziato innanzitutto una differenza importante tra possesso e concretezza. Il Modena ha avuto per lunghi tratti il controllo territoriale, ma nel primo tempo ha faticato a trasformare la propria superiorità in occasioni realmente pericolose.

La struttura gialloblù ha comunque offerto diverse soluzioni. Il passaggio dal 4-2-3-1 a una struttura simile al 3-4-2-1 permetteva di occupare meglio il campo e di creare diverse linee di passaggio.

Importante è stato anche il ruolo degli uomini offensivi. Caso e Olzer hanno cercato di ricevere tra le linee, mentre gli esterni davano ampiezza. Con l’ingresso di Belotti, il Modena ha aggiunto una presenza più forte dentro l’area.

Proprio questo elemento ha cambiato la partita. Il Modena è passato da un attacco basato soprattutto sulla circolazione e sulle combinazioni a una fase offensiva più diretta, con maggiore ricerca della punta e dell’area di rigore.

Anche le palle inattive hanno avuto un peso significativo. Il secondo gol è arrivato infatti da una punizione di Bianco, con Ambrosino bravo ad attaccare il pallone e a sfruttare lo spazio.

Per l’Empoli, invece, la gara ha evidenziato la difficoltà nel mantenere il controllo della partita dopo il vantaggio. Il 3-5-2 ha funzionato bene nella prima parte, soprattutto nel proteggere la zona centrale, ma con il passare dei minuti la squadra ha perso capacità di risalire il campo.

Il dato dei tiri, 22-9 per il Modena, racconta bene questa situazione. L’Empoli è riuscito a essere efficace nel momento in cui ha trovato il gol, ma ha poi concesso troppo campo e troppe iniziative ai padroni di casa.

La rimonta del Modena è quindi maturata attraverso una combinazione di fattori: controllo del possesso, maggiore pressione nella ripresa, l’ingresso di un riferimento offensivo come Belotti e una migliore occupazione dell’area di rigore. Una partita nella quale la superiorità territoriale mostrata dai gialloblù nel primo tempo ha trovato concretezza nella ripresa.

22 Settembre 2026

Alessandro De Brasi

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