Archiviata la lunga e tormentata telenovela che ha caratterizzato l’estate giallorossa, dall’addio di Alberto Aquilani, passato al Sassuolo, fino al clamoroso dietrofront di Marco Turati, che dopo un accordo di massima ha scelto lo Spezia, il Catanzaro ha affidato la propria panchina a Giorgio Gorgone.
Il suo percorso da primo allenatore è iniziato alla Lucchese, prima dell’esperienza della scorsa stagione al Pescara, dove ha guidato la squadra da novembre fino al termine del campionato nel tentativo di conquistare la salvezza. Nonostante la retrocessione in Serie C, il lavoro del tecnico romano è stato apprezzato per le idee di gioco espresse sul campo. Ora è il direttore sportivo Ciro Polito ad aver puntato su di lui, affidandogli un contratto biennale fino al 2028: un segnale di fiducia importante per un progetto che vuole dare continuità tecnica. Analizziamo insieme come giocherà il Catanzaro di Gorgone.

La fase difensiva del Catanzaro di Gorgone
Il sistema di partenza più probabile sembra essere il 4-3-3, ma il percorso recente del nuovo tecnico racconta una certa flessibilità tattica. A Pescara, dopo aver inizialmente utilizzato la difesa a tre, Gorgone è passato stabilmente alla linea a quattro per garantire maggiore equilibrio e compattezza.
Per questo motivo è lecito aspettarsi un Catanzaro capace di cambiare pelle durante la stagione, alternando il 4-3-3 a soluzioni come il 3-5-2 o il 3-4-2-1, moduli che fanno parte del bagaglio tattico dell’allenatore.
In fase di non possesso la squadra dovrà essere corta, aggressiva e pronta ad alzare il pressing per recuperare il pallone il più vicino possibile all’area avversaria. Saranno fondamentali centrali affidabili nell’uno contro uno ma anche abili nell’impostazione, oltre a esterni con grande corsa, chiamati sia a garantire ampiezza sia a ricompattarsi rapidamente nella linea difensiva. La solidità del reparto arretrato rappresenterà probabilmente uno degli aspetti decisivi della stagione.
La fase offensiva del Catanzaro di Gorgone
Con il pallone tra i piedi, Gorgone predilige una costruzione ordinata dal basso, basata su continui movimenti senza palla e sulla ricerca della superiorità numerica. Il suo è un calcio organizzato e dinamico, che punta ad attirare la pressione avversaria per liberare spazi tra le linee e valorizzare trequartisti e mezzepunte tecniche.
L’esperienza di Pescara ha mostrato chiaramente questa filosofia, con l’utilizzo frequente di due giocatori alle spalle della punta per aumentare la qualità nella zona centrale del campo.
In attacco vengono privilegiati centravanti mobili, capaci di legare il gioco, attaccare la profondità e finalizzare l’azione. Pur prediligendo il possesso, le squadre di Gorgone non rinunciano alla verticalità: quando si apre lo spazio, la transizione offensiva diventa rapida, sfruttando l’ampiezza degli esterni e gli inserimenti dei centrocampisti.
I giocatori ideali
Osservando la rosa che il direttore sportivo Polito sta costruendo, emergono diversi profili perfettamente compatibili con il sistema di gioco del nuovo allenatore.
In difesa, l’arrivo di Nicolò Postiglione rappresenta un investimento su un centrale giovane ma già predisposto a partecipare alla costruzione dell’azione. A centrocampo, Petriccione, Pontisso e Pompetti continuano a costituire il fulcro della manovra grazie alle loro qualità tecniche e agli inserimenti, mentre gli obiettivi di mercato come Valzania e Lucas Felippe rispondono alla necessità di aggiungere fisicità e visione di gioco.
Sulle fasce, la ricerca di esterni offensivi come Ioannou e Giordano, insieme all’esperienza di D’Alessandro, conferma la volontà di avere interpreti capaci di incidere in entrambe le fasi di gioco. In avanti, infine, il duo composto dai gemelli Franck e Franky Tchaouna, ancora in fase di valutazione, insieme ai giovani talenti offensivi del club, rappresenta il profilo ideale per un attacco basato su mobilità, velocità e continui attacchi alla profondità.
