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Palermo–Catanzaro: analisi tattica del match

Dentro la B Palermo - Cesena

Al Renzo Barbera si chiude l’ultima gara casalinga della regular season di Serie B, con un match che aveva poca posta in palio sul piano della classifica, ma moltissima sul piano psicologico: Palermo quarto con 72 punti, Catanzaro quinto con 59, entrambe già certe del proprio piazzamento playoff.

Una sfida che potrebbe ripetersi nelle semifinali play-oof, rendendola di fatto un antipasto tattico prezioso. Guardiamo ora nel dettaglio la lettura tattica del match Palermo-Catanzaro.

Le scelte tattiche di Palermo-Catanzaro

Inzaghi opta per una formazione inedita, scegliendo di ruotare gli effettivi in vista dei playoff. Il Palermo si schiera con un 3-4-2-1: Joronen in porta, Veroli, Magnani e Bani in difesa (con Bereszynski e Peda in panchina come alternative), Pierozzi e Modesto sulle fasce, Ranocchia e Giovane in mezzo al campo, Gyasi e Johnsen sulla trequarti a supporto di Pohjanpalo.

Anche il Catanzaro di Aquilani si presenta ampiamente rimaneggiato. Restano a casa Iemmello, Brighenti, Liberali, Cassandro, D’Alessandro e Petriccione  titolari abituali  lasciando spazio a soluzioni alternative. Maglia da titolare per Oudin e Nuamah, con Pittarello confermato in attacco. Il modulo giallorosso è un 3-4-2-1.

Palermo-Catanzaro in Sintesi

Il Catanzaro parte forte e passa subito in vantaggio al 3’ sfruttando un grave errore difensivo del Palermo, con Pittarello che finalizza dopo un recupero alto. I rosanero reagiscono bene e trovano il pareggio al 15’ grazie a un inserimento di Johnsen su assist di Ranocchia. Dopo una fase più equilibrata, gli ospiti colpiscono ancora al 32’, con Pittarello che firma la doppietta su cross dalla sinistra, mettendo in difficoltà la difesa palermitana. Si va all’intervallo sull’1-2 nonostante una maggiore iniziativa del Palermo.

Nella ripresa Inzaghi cambia assetto e il Palermo alza il ritmo, trovando il 2-2 al 54’ con un autogol di Nuamah, nato da una pressione insistita in area. La gara diventa più aperta, con entrambe le squadre alla ricerca del gol decisivo: il Palermo spinge ma fatica a essere incisivo, mentre il Catanzaro si rende pericoloso in ripartenza.

A decidere il match è un episodio nel finale: dopo revisione VAR viene assegnato un rigore al Palermo per fallo di mano. Dal dischetto Pohjanpalo non sbaglia e firma il 3-2, regalando la vittoria ai rosanero e consolidando la sua stagione da protagonista.

Lettura tattica del Match

Il Palermo ha mostrato una discreta capacità reattiva ma anche importanti fragilità nella gestione della palla nella propria metà campo. La scelta di abbassare il baricentro nelle fasi di transizione ha esposto i centrali a situazioni di 1vs1 sulle imbucate, sfruttate bene da Pittarello. La rimonta è frutto più di episodi , un’autorete e un rigore da VAR , che di una chiara superiorità tattica. Il turnover ha inciso sulla qualità complessiva.

Il Catanzaro ha giocato una buona prima frazione, sfruttando il pressing alto per innescare le transizioni e tenendo bene le linee difensive. Nella ripresa, però, la squadra di Aquilani ha perso progressivamente lucidità, abbassandosi troppo e concedendo campo. Le assenze pesanti (Iemmello su tutti) hanno tolto profondità e pericolosità offensiva nel momento in cui serviva maggiore incisività.

Il tema chiave della partita è stato il pressing: alto e ordinato nel Catanzaro nel primo tempo, lacunoso e disordinato nel Palermo nella stessa fase. Nella ripresa i ruoli si sono invertiti, con i rosanero più aggressivi e i giallorossi in difficoltà a gestire la risalita del campo.

Un 3-2 vibrante, figlio di una serata di fine stagione con tante rotazioni e poco equilibrio difensivo da entrambe le parti. Il Palermo vince ma non convince del tutto, il Catanzaro esce a testa alta nonostante la sconfitta. Il vero verdetto arriverà nei playoff: le due squadre potrebbero ritrovarsi in semifinale, e quel giorno le motivazioni  e le concentrazioni saranno ben diverse.

5 Maggio 2026

Alessandro De Brasi

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