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Serie B: mappa delle proprietà, provenienza e settori di business

La Serie B è un campionato dove, oltre al campo, convivono imprenditoria locale, gruppi industriali strutturati e proprietà straniere che portano modelli di gestione diversi, ma con la stessa necessità: trovare un equilibrio tra identità, risultati e finanza.

Le proprietà più longeve

Tra le proprietà più longeve spiccano quelle che hanno costruito continuità e identità nel tempo. L’Empoli è legato alla famiglia Corsi: Fabrizio Corsi è presidente dal 1991 e proviene da un tessuto imprenditoriale toscano con radici nell’industria della pelle e dell’alta moda. Anche il Frosinone ha una guida stabile: Maurizio Stirpe, figura del mondo industriale, è legato a un gruppo che produce componentistica in plastica per automotive e altri settori. In Liguria la Virtus Entella è collegata ad Antonio Gozzi, manager e imprenditore legato al gruppo Duferco, attivo tra siderurgia ed energia,e proprietario del club dal 2007.

Le proprietà italiane

Accanto a queste “famiglie lunghe”, la Serie B ospita molte proprietà italiane di matrice industriale. La Reggiana ha in dote l’esperienza di Immergas: Romano Amadei, fondatore dell’azienda, rappresenta un modello legato a manifattura e organizzazione d’impresa. A Modena la proprietà è della famiglia Rivetti, con un profilo legato all’abbigliamento e al fashion di fascia alta: un caso in cui il club si intreccia con un brand industriale che nasce e lavora nel territorio.
Nel Nord-Est il Padova si collega alla siderurgia: l’ingresso di Alessandro Banzato nel gennaio 2026, proprietario delle Acciaierie Venete racconta un’imprenditoria che arriva dalle filiere dell’acciaio e della meccanica.

Scorrendo l’Italia troviamo delle proprietà che spesso richiamano settori particolarmente produttivi e collegati al territo-rio. A Catanzaro c’è Floriano Noto, legato al Gruppo AZ della grande distribuzione calabrese: un profilo imprenditoriale che porta nel calcio logiche tipiche del retail, dalla capillarità sul territorio alla gestione di reti commerciali.
L’Avellino è guidato da Angelo Antonio D’Agostino, imprenditore attivo nelle costruzioni e nelle infrastrutture, mentre il Bari è di proprietà della famiglia De Laurentis, titolari di Filmauro e affini al mondo dell’intrattenimento e del cine-ma. A Mantova il controllo è nelle mani di Filippo Piccoli, imprenditore veronese: il suo profilo è collegato al Gruppo Sinergy, attivo nel mercato dell’energia e del gas.

La Carrarese è probabilmente la società che rispecchia e valorizza maggiormente la relazione tra proprietà e radicamente territoriale. La guida societaria è associata all’imprenditoria locale e al mondo delle cave, un legame quasi naturale con la “città del marmo”.
Anche l’FC Sudtirol è basata su un modello comunitario in cui emerge il marchio Birra Frost, realtà storica locale, e la guida di Gerhard Comper, figura manageriale del marchio.

Le proprietà estere

L’altro grande filone è quello dei capitali esteri e delle strutture multi-club, che portano in Serie B un’impronta più in-ternazionale. Sugli scudi troviamo il Palermo, entrato nella galassia del City Football Group nel luglio del 2022, rete globale che lavora su scouting, metodi condivisi e valorizzazione degli asset sportivi. Il Monza, dopo l’era Berlusconi, è passato a Beckett Layne Ventures, realtà statunitense con competenze tra sport, media e intrattenimento.

Il Venezia è legato a un consorzio di investitori statunitensi, con a capo Duncan Niederauer, manager di finanza interna-zionale: un’impostazione che punta su solidità e struttura, tipica dei club gestiti come progetto manageriale. Il Cesena è controllato da JRL Investment Partners, proprietà statunitense legata al mondo degli investimenti. Per lo Spezia la pro-prietà fa capo a RAM Spezia Holdings, riconducibile a Thomas Roberts, investitore statunitense nel private equity. Queste tre realtà partono dalla stessa matrice, ossia quella di dare al club una base finanziaria e organizzativa più robu-sta.

Infine, la Juve Stabia è legata a Brera Holdings, holding di matrice internazionale che lavora con un modello multi-club.
La Brera Holdings, infatti, non ha investito solo nella Juve Stabia, ma è in controllo del Brera Calcio, società fondata agli inizi del 2020 è attualmente in Serie D, oltre all’l’FC AP Brera Strumica, squadra macedone, al Brera Ilch squadra del campionato della Mongolia e alla squadra Brera Tchumene militante nella seconda divisione del Mozambico.

In Serie B, dove il campionato è lungo e spesso imprevedibile, la distanza tra chi comanda e chi sostiene dagli spalti si misura in una cosa soltanto: i risultati sul campo. Al di là della provenienza del capitale e del settore in cui ogni pro-prietà lavora, l’obiettivo è uno: costruire una squadra competitiva, rendendo felici i tifosi attraverso le vittorie.

6 Marzo 2026

Jacopo Giuccioli

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