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Seconde divisioni europee: quale lancia più talenti verso la massima serie

Liberali al centro del mercato

Quando si parla di seconde divisioni europee come fucine di talenti, la domanda su quale lanci più giovani verso la propria Serie A è affascinante e insidiosa. Una classifica ufficiale non esiste. Esistono però dati strutturali e casi recenti che permettono di ragionare con onestà, senza inventare graduatorie.

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Il punto di partenza: quanto giocano i giovani in prima squadra

Il CIES Football Observatory misura ogni anno la percentuale di minuti concessi agli under 21 eleggibili per la nazionale del proprio paese. Nel 2025, tra i cinque grandi campionati, la Ligue 1 francese guida con il 7,8% dei minuti. La Serie A si ferma all’1,9%, tra i valori più bassi in assoluto, mentre la Premier League resta al 2,4%.

Il dato spiega molto. In Italia e in Inghilterra un ragazzo trova raramente spazio nella massima serie in giovanissima età. Il secondo livello diventa così il vero banco di prova dove maturare prima del salto.

Serie B e Championship, due grandi banchi di prova

La Championship inglese è considerata una scuola durissima. Sono 46 partite in una stagione, contro professionisti adulti. Jude Bellingham ci ha giocato da titolare a sedici anni con il Birmingham, oltre 1500 minuti nella categoria prima di trasferirsi al Borussia Dortmund e vestire la maglia dell’Inghilterra.

La Serie B ha una tradizione simile. Sandro Tonali si è formato a Brescia in cadetteria prima di diventare uno dei centrocampisti italiani più preziosi di sempre. Più di recente Francesco Pio Esposito ha segnato 19 gol con lo Spezia nel 2024/25, poi il ritorno all’Inter e l’esordio in Nazionale, dove a fine luglio 2026 conta otto presenze e quattro reti.

Perché non esiste una graduatoria netta

Attribuire una classifica precisa alle seconde divisioni europee sarebbe una forzatura. Il CIES ha studiato i percorsi di accesso ai cinque grandi campionati: il 39,3% dei debuttanti arriva dalle giovanili o dalle riserve del club di esordio, il 17,8% viene reclutato da una squadra di categoria inferiore dello stesso paese, il 13,2% sale grazie alla promozione della propria squadra.

Il peso di ciascun secondo livello dipende poi dalla struttura del sistema. In Spagna, Germania e Francia esistono le seconde squadre, in Italia il divieto storico è caduto solo di recente per la Serie C. L’Inghilterra vive di prestiti nella English Football League. La lettura più prudente è questa: Italia e Inghilterra, con le massime serie che usano meno i giovani, si appoggiano di più alla seconda categoria come ponte verso l’alto. La Francia, al contrario, lancia molto direttamente già dalla Ligue 1.

17 Agosto 2026

Jacopo Giuccioli

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