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L’Avellino di Alessandro Nesta: come giocheranno i lupi in Serie B

Nesta,Avellino

L’Avellino torna in Serie B con la voglia di non limitarsi alla semplice permanenza. La scelta del nuovo allenatore va letta in questa chiave, Alessandro Nesta non è un profilo da salvezza tranquilla, ma un tecnico con 192 panchine tra Serie A e Serie B alle spalle, con esperienze a Perugia, Frosinone, Reggiana e Monza. L’accordo firmato fino al 30 giugno 2028, con il club irpino che per questa operazione ha alzato significativamente l’asticella rispetto alle scelte del passato, racconta un progetto che guarda oltre il primo anno, non solo a costruire una squadra ma a darle un’identità precisa e duratura.

Nesta, romano di nascita classe 1976, ha costruito la propria filosofia da allenatore partendo dalla propria storia da giocatore, difensore tra i più grandi della storia del calcio italiano, campione del mondo nel 2006 con la Nazionale e dagli anni trascorsi in Nord America al Miami FC come prima esperienza tecnica. In Italia ha trovato il suo sistema di gioco preferito e non se ne è più allontanato.

Mercato Avellino, Nesta

Come potrebbe difendere l’Avellino di Nesta

La difesa a quattro è il punto di partenza dichiarato. Alla presentazione Nesta ha esplicitamente scelto di rompere con il 3-4-2-1 che ha caratterizzato le ultime stagioni dell’Avellino, optando per una linea a quattro che considera più funzionale ai propri principi, anche se ha lasciato aperta la porta a possibili variazioni in corso d’opera.

Nel 4-3-1-2 o nel 4-2-3-1 su cui sta ragionando, la difesa lavorerà a zona con una struttura compatta e ordinata. I terzini avranno un doppio compito: in fase di non possesso restare corti e non scoprire il centro, in fase di possesso alzarsi per garantire ampiezza. La distanza tra i reparti è un tema su cui Nesta ha già lavorato nelle prime sessioni di allenamento, con la squadra che deve imparare a tenere le linee strette e ad aggredire l’avversario con timing preciso, non una pressione caotica, ma organizzata e collettiva.

La crescita difensiva è l’obiettivo prioritario nelle prime settimane di ritiro a Rivisondoli. Nesta ha già indicato i margini di miglioramento: la sincronizzazione nella pressione alta, la lettura delle situazioni quando la squadra viene bucata, la gestione dell’ultimo passaggio.

I principi offensivi dell’Avellino

In fase offensiva la struttura su cui Nesta sta ragionando prevede un centrocampo a tre con un trequartista o due punte, che agiscano nella zona di rifinitura. Il 4-3-1-2, emerso come ipotesi concreta nei primi confronti con l’area tecnica, permetterebbe di avere densità in mezzo al campo, un trequartista capace di muoversi tra le linee e una coppia d’attacco complementare, il tipo di sistema che Nesta ha già utilizzato in passato e che si adatta bene ai giocatori che ha a disposizione.

La costruzione non parte obbligatoriamente dal basso, Nesta infatti preferisce l’organizzazione rispetto al possesso fine a se stesso, e questo significa che i lupi sapranno anche giocare diretto quando la situazione lo richiede.

I centrocampisti hanno il compito di coprire il campo in entrambe le direzioni, supportare la difesa e alimentare l’attacco, con una mezzala che si inserisca con continuità e l’altra che dia equilibrio. Il trequartista, figura centrale nel sistema, deve essere intelligente nel muoversi tra le linee, capace di ricevere in spazi stretti e di creare la superiorità numerica nella zona di rifinitura.

I tre giocatori chiave del sistema Nesta

Il primo nome è sicuramente quello di Giacomo Faticanti, l’acquisto più rappresentativo dell’estate irpina e il profilo attorno a cui Nesta sta costruendo la mediana. Centrocampista classe 2004 in prestito dalla Juventus con diritto di riscatto, porta ad Avellino un curriculum che va ben oltre la Serie B: la prima convocazione in Nazionale maggiore con Baldini, il primato di primo giocatore italiano a esordire in azzurro mentre militava in Serie C, lo Scudetto Primavera con l’Inter. Il direttore sportivo Aiello lo ha dichiarato esplicitamente tra i profili più attesi della rosa.

Vicino a Faticanti ci sarà l’altro perno di Alessandro Nesta, Luca Di Maggio. Mezzala classe 2001 arrivata a parametro zero dopo l’esperienza al PAOK Salonicco, 24 presenze tra campionato greco e UEFA Europa League, porta ad Avellino una dimensione internazionale che pochi altri giocatori della rosa possono vantare. Dinamico, capace di inserirsi e di lavorare senza palla, è il centrocampista che Nesta cercava per garantire alternanza e imprevedibilità nella mezzala offensiva.

Infine la scommessa del reparto offensivo, Daniel Fila. Centravanti ceco classe 2002 arrivato dal Venezia in prestito, ha già assaggiato la Serie A con i lagunari, segnando due gol, di cui uno decisivo contro il Monza e porta ad Avellino quella fisicità e quella capacità di attaccare la profondità che la prima punta nel sistema di Nesta deve avere.

12 Agosto 2026

Marco Della Pietra

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