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Juve Stabia, De Giorgio applaude i suoi: “È stata una prestazione superlativa in un campo difficile”

Al termine di Vicenza-Juve Stabia, giocata su alti ritmi in un campo ostico, l’allenatore gialloblù, Pietro De Giorgio, ha analizzato con lucidità la prestazione della sua squadra ai microfoni della stampa.Secondo il tecnico delle Vespe, non ci sono dubbi sulla prestazione dei suoi ragazzi ieri contro il Vicenza: “È stata una prestazione superlativa in un campo difficile”.

De Giorgio

De Giorgio riflette sulle occasioni non concretizzate

Nell’analizzare il match, l’allenatore si è soffermato sul grande volume di gioco prodotto dalla squadra, che ha creato numerose palle gol non concretizzate a dovere: “Ultimamente stiamo soffrendo dal 32’ alla fine del primo tempo, però ci sta perché spingiamo molto: dobbiamo essere bravi a crescere anche in questo. Resta il fatto che abbiamo subìto un gol con un solo tiro in porta: venire a Vicenza e concedere così poco è importante, certo resta un po’ di rammarico per non avere concretizzato di più”.

Al di là del rammarico per la poca precisione sotto porta, a pesare di più è stato il consueto episodio sfavorevole: la squadra, infatti, è stata punita alla prima vera opportunità concessa agli avversari, subendo gol sull’unico tiro nello specchio della porta.

Nonostante la beffa, De Giorgio ha voluto evidenziare la maturità e la crescita del suo gruppo, ancora in fase di assestamento ma già in grado di interpretare al meglio le sue richieste tattiche e di lottare con carattere. Un pareggio strappato su un terreno difficile che, letto attraverso i numeri della mole di gioco offensiva, sta persino stretto alla formazione campana.

L’emozione di tornare a Vicenza

Per De Giorgio il ritorno allo stadio Romeo Menti di Vicenza ha rappresentato un tuffo nel passato e un’emozione profonda: “Sono stato qui in un anno molto difficile, ma proprio per questo è stato anche un anno bello, in cui ho avuto modo di stringere un rapporto speciale con i tifosi e con la città. Si è dimostrata la vera passione per questi colori in momenti molto difficili: riconosco la passione e le emozioni forti vissute qui, e tornare è stato altrettanto forte”.

Proprio in quello stadio, infatti, l’allenatore ha vissuto l’ultima tappa della sua carriera da calciatore, affrontando un’annata complessa ma intensa. Varcare nuovamente i cancelli dello storico impianto vicentino in giacca e cravatta ha inevitabilmente riportato alla mente ricordi indelebili riguardo al legame speciale con la tifoseria.

13 Settembre 2026

Eleonora Palmeri

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