L.R Vicenza-Juve Stabia finisce sull’1-1. Pareggio meritato e fedele alla partita giocata quello delle due formazioni che si sono scontrate allo stadio Romeo Menti per la quarta giornata del campionato di Serie BKT 2026/27. Entrambe le formazioni tornano a casa dividendosi la posta in palio, senza modificare più di tanto la propria posizione in classifica.
I padroni di casa hanno schierato un prudente ma ambizioso 3-5-2: il portiere Gagno è preceduto dalla difesa composta da Cuomo, Sandon e Brighenti, mentre in mezzo al campo la qualità di Caferri, Zonta, Carraro, Valoti, Corazza. Il tandem offensivo è composto da Merkaj e Morra.
Dall’altra parte, la risposta degli ospiti campani è stata un offensivo e speculare 4-3-3, in cui Maggioni, Pietrangeli, Bellich, Scuderi proteggono il portiere Boer. A centrocampo Karić, Buglio, Pierobon, mentre il tridente offensivo vede protagonisti Patanè e Di Nardo a supporto del riferimento centrale Candellone.
Primo tempo Vicenza-Juve Stabia: tutto ancora bloccato
Il primo tempo al Romeo Menti va in archivio con un sostanziale equilibrio e un punteggio ancora inchiodato sullo zero a zero. Sia il Vicenza che la Juve Stabia non hanno concesso spazi nei primi minuti di gara. Il portiere biancorosso Gagno e l’estremo difensore ospite Boer sono rimasti di fatto quasi inattivi, chiamati soltanto a ordinare la linea difensiva sui tentativi dalla distanza o sui calci piazzati battuti senza troppa precisione.
Con il passare dei minuti la tensione è cresciuta notevolmente, portando a un infittirsi dei duelli sulla trequarti e a numerosi interventi a interrompere la manovra delle due contendenti. L’arbitro Rosario Abisso ha gestito con polso i contatti fisici al limite dell’area. Si è arrivati così alla fine della prima frazione senza che nessuna delle due compagini riuscisse a trovare il guizzo vincente o lo spiraglio giusto per sbloccare il punteggio.

Corazza sblocca il Vicenza-Juve Stabia nella ripresa
Il match si sblocca sette minuti dopo la ripresa, grazie a un’azione prolungata dei padroni di casa. La formazione biancorossa ha alzato il baricentro per cercare di sorprendere la retroguardia campana. L’episodio del gol è nato sugli sviluppi di un calcio piazzato dalla trequarti, specialità in cui i veneti si sono confermati particolarmente abili.
La difesa della Juve Stabia non è riuscita a liberare l’area in modo pulito, favorendo una serie di rimpalli convulsi all’altezza del dischetto del rigore. Il più rapido a avventarsi sul pallone vagante è stato l’attaccante del Vicenza, Tommaso Corazza, che con un guizzo felino ha anticipato il difensore delle Vespe, Marco Bellich.
La conclusione al 52′ ha superato l’incolpevole portiere ospite Pietro Boer, insaccandosi nell’angolo basso della porta difesa dalla Juve Stabia. La rete ha costretto gli ospiti a rivedere i propri piani tattici, abbandonando la prudenza iniziale per tentare una reazione immediata alla ricerca del pareggio.
Di Nardo la recupera nel secondo tempo
La reazione della formazione campana dopo lo svantaggio firmato da Tommaso Corazza non si è fatta attendere: Mister De Giorgio ha scosso i suoi dalla panchina, spingendo la squadra a riversarsi in avanti con coraggio e a sfruttare ogni pallone utile nei pressi dell’area avversaria. I gialloblù hanno così intensificato la pressione nella metà campo avversaria, moltiplicando i tentativi sulle fasce e costringendo il Vicenza ad abbassarsi pericolosamente per difendere il vantaggio.
L’episodio chiave per la riscossa ospite è arrivato al 78′ sugli sviluppi di un’azione insistita all’interno dell’area di rigore biancorossa: la pressione della Juve Stabia ha costretto la retroguardia vicentina all’errore, provocando la concessione del calcio di rigore a favore delle Vespe.
Sul dischetto si è presentato con freddezza Antonio Di Nardo, il quale non ha esitato a spiazzare il portiere avversario con una conclusione precisa e potente. Il gol del pari ha dato ulteriormente coraggio alla Juve Stabia, che ha chiuso la partita in crescendo e ha legittimato una reazione di carattere.
Il Vicenza, dal canto suo, ha provato a riordinare le idee nel finale per tentare il nuovo affondo, ma la stanchezza e l’ordine tattico degli avversari hanno bloccato ogni tentativo. Il triplice fischio del direttore di gara ha così sancito un pareggio combattuto, che premia lo spirito indomito delle vespe e fotografa perfettamente l’equilibrio vissuto nella ripresa.
