ll risultato finale, 1-1, arriva con il gol di Calò su punizione al 75’ e con il pareggio di Ranocchia all’89’. I numeri confermano una gara equilibrata. Tuttavia, ci sono diversi elementi su cui soffermarci nella nostra analisi tattica.

L’analisi tattica del match
Il primo dato tattico è la coerenza del Frosinone con l’idea più volte provata da Alvini. Squadra verticale, poco interessata a lunghi palleggi e più orientata a risalire il campo in fretta. In tal senso, sono diverse le situazioni di questo tipo, soprattutto nel primo tempo Al 4’ Raimondo arriva al tiro su cross di Kvernadze, all’8’ Ghedjemis conclude dalla destra dell’area, al 10’ ancora Raimondo va al tiro dopo lo sviluppo con Oyono. Il Frosinone non ha cercato di congelare il possesso, ma ha provato a portare la palla fuori dalla prima pressione sul quarto difensivo, attaccando subito gli spazi laterali o il corridoio verso la punta.
Dal canto suo, il Palermo ha avuto più possesso, più passaggi totali (312 contro 273), più cross (21 contro 13) e più calci d’angolo (7 contro 4), ma non riuscendo a trasformarlo in dominio pulito dentro la partita. Le occasioni più pericolose prima dell’intervallo nascono da sviluppi laterali o da seconde palle: il colpo di testa di Ceccaroni al 6’, due conclusioni di Ranocchia tra il 21’ e il 28’, il tiro di Modesto al 26’, soprattutto il palo di Pohjanpalo al 43’.
I duelli sulle fasce
È stata una partita giocata soprattuto sulle fascie, con molte uscite laterali e duelli individuali. Il Frosinone ha trovato i suoi migliori sviluppi quando ha portato rapidamente la palla sui lati, con Kvernadze e Ghedjemis chiamati a ricevere presto e a puntare. Il Palermo, invece, ha costruito molto della propria presenza offensiva con l’ampiezza garantita da Pierozzi, Augello e Modesto, cercando poi l’impatto di Pohjanpalo e gli inserimenti di Ranocchia e Segre, da un’iniziativa di questo tipo nasce il gol pareggio ospite.
La lettura con i cambi
Viste le difficoltà difensive nella prima fase, Inzaghi opta per un cambio all’intervallo: fuori Rui Modesto, dentro Peda. L’obiettivo, confermato poi dall’andamento della gara, è dare più solidità al reparto e accompagnare questa scelta con una gestione del pallone più sicura. Lo stesso tecnico inserisce poi Gyasi e Vasic al posto di Pierozzi e Giovane, nel tentativo di sbloccare una partita che sembrava avviata verso il pareggio.
Dall’altra parte, anche Alvini prova a incidere con i cambi, inserendo Francesco Gelli e Zilli al 67’, poi Fini all’80’. Il gol del vantaggio, però, nasce da una giocata individuale: Calò realizza su calcio di punizione. Il Palermo accusa il colpo, ma resta dentro la partita e trova il pari all’89’ grazie all’asse Pohjanpalo-Ranocchia: il numero 9 protegge il pallone e lavora di sponda per l’inserimento del numero 10 rosanero, che batte Palmisani.
Al termine della gara, il pareggio appare il risultato più coerente. Il Palermo ha avuto più possesso e ha cercato di stanare il Frosinone, mentre la squadra di Alvini è stata abile nel chiudere molte linee di passaggio e nel portare la partita su un piano più reattivo.
