Per questa puntata della nostra rubrica “Dentro i giovani della Serie B” il focus è su Filippo Bertaccini. Centrocampista del Cesena, classe 2007, è uno di quei profili che raccontano come un giocatore possa reinventarsi più volte prima di trovare la propria dimensione. Ex portiere, poi attaccante prolifico, poi mediano. Un percorso incomprensibile se non si considera la storia di suo padre.

Il percorso di Filippo Bertaccini
Bertaccini nasce il 4 marzo 2007 a Cesena, e la città e i colori bianconeri entrano nella sua vita da subito. Suo padre Nicola, terzino e portiere, con una carriera tra Serie A e Serie B con maglie come Sampdoria, Fiorentina, Palermo e Bologna lo porta allo stadio fin da bambino, e il Cesena diventa subito qualcosa che va oltre il calcio. A sette anni entra nel settore giovanile del club, lasciando la Nuova Virtus Cesena dove aveva mosso i primi passi.
La storia tecnica di Bertaccini ha tre capitoli distinti. Nel primo fa il portiere, come il padre, divertendosi, racconta lui stesso, senza sentire il peso di un cognome ingombrante. È Nicola in persona a metterlo davanti a una scelta: «Se vuoi fare il calciatore, togliti i guantoni». Il consiglio viene preso alla lettera, e il secondo capitolo si apre con Filippo attaccante, ruolo che interpreterà fino ai diciassette anni con medie realizzative di dodici, tredici gol a stagione.
Nel 2023 arriva il titolo italiano Under 16, con il gol decisivo in finale contro il Vicenza, un momento che già racconta qualcosa sulla sua capacità di essere decisivo nei momenti che contano.
Il terzo capitolo inizia nell’Under 18, quando il tecnico Lantignotti gli chiede di fare il mediano. Bertaccini non è convinto, passare dall’attacco alla mediana significa vedere la porta molto meno, ma accetta la sfida e la abbraccia con la stessa intensità con cui aveva affrontato le precedenti. Il risultato è un mediano con intelligenza tattica, buona gestione del pallone e un istinto offensivo che l’arretramento non ha cancellato. Nella stagione 2025/26 con la Primavera 1 totalizza 19 presenze e 8 gol, numeri da trequartista avanzato, non da centrocampista classico. Il 23 novembre 2025, contro il Monza capolista di fronte a ottomila spettatori, Michele Mignani lo manda in campo per gli ultimi sette minuti.
Le qualità tecniche
La lettura più precisa di Bertaccini è quella di un centrocampista box-to-box con spiccato senso del gol. Non è un caso che in Primavera abbia segnato otto reti in diciannove presenze. Ha una capacità realizzativa costruita negli anni da attaccante che non è andata perduta, si è semplicemente trasformata in un’arma in più per un giocatore che sa inserirsi e sa arrivare al tiro con il giusto tempo.
Il primo aspetto molto positivo riguarda l’intelligenza tattica. Mignani stesso lo ha riassunto così: intensità, voglia di lavorare, buona intelligenza tattica, buona gestione della palla. Quattro qualità che in un centrocampista diciassettenne non si trovano spesso insieme e che spiegano perché il tecnico lo chiamasse stabilmente in prima squadra settimane prima di farlo esordire.
Il secondo aspetto è il coraggio nelle situazioni di pressione. Esordire a diciotto anni contro la prima in classifica, davanti a ottomila spettatori, non è scontato. Bertaccini ha gestito quel momento con la naturalezza di chi l’aveva già immaginato decine di volte, cresciuto in una città in cui il Cesena non è solo una squadra ma un’identità.
I punti su cui deve lavorare
Il primo aspetto riguarda sicuramente il minutaglia. Una presenza da sette minuti in Serie B è il punto di partenza, non di arrivo. Bertaccini ha dimostrato di poter stare in quella categoria per personalità e qualità tecniche, ma reggere il ritmo di una serie cadetta settimana dopo settimana è qualcosa che la Primavera non prepara fino in fondo.
La prossima stagione, con il Cesena di Diamanti che dovrà reinventarsi dopo la partenza di Shpendi e Berti, potrebbe offrire spazio e minutaggio concreto.
Il secondo punto riguarda la definizione del ruolo. Il percorso da portiere ad attaccante a mediano racconta un giocatore che si è adattato più volte con successo, ma a un certo punto quella duttilità dovrà cristallizzarsi in un’identità precisa. Mediano box-to-box? Mezzala offensiva? Trequartista? La Serie B richiederà anche una scelta.
