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Dentro i giovani della Serie B: Emanuele Rao

Emanuele Rao, Bari

Emanuele Rao è uno dei profili più interessanti in questa annata di Serie B, nonostante un inizio complicato è riuscito a ritagliarsi molto spazio, ottenuto grazie alle importanti prestazioni e i gol siglati con la maglia dei pugliesi. Arrivato in prestito dal Napoli nell’estate 2025, il classe 2006 ha già un percorso senior alle spalle, vantando 67 presenze con la SPAL tra professionisti e primavera.

Emanuele Rao, Bari

Il gioiello biancorosso

Nonostante nasca come attaccante, col tempo Rao si sta ritagliando più un ruolo da mezzapunta che da numero 9. Nelle partite contro Empoli e Reggiana, infatti, il Bari l’ha schierato nel 3-4-2-1, alle spalle della punta centrale, dentro una zona di campo più interna che laterale. Questo è un aspetto da non trascurare. Rao infatti, parte spesso da una posizione ibrida, galleggiando tra trequarti e attacco, per ricevere tra le linee, accompagnare l’azione e attaccare l’area con tempi rapidi.

Nonostante questa prima occupazione degli spazi, Rao è molto abile nei movimento dentro l’area. Contro il Cesena segna con un tiro di destro da centro area su assist di Dorval. Contro l’Empoli trova ancora il gol da centro area. Nella partita con la Reggiana oltre a siglare una doppietta con entrambe le reti dentro l’area, ha fornito un’assist per Artioli, sempre con un movimento nell’area di rigore.

Quest’ultima partita l’ha coronato come player of the week della 30ª giornata. Un dato chiave in questa giornata è stato quello dei passaggi nel terzo offensivo. Tra gli attaccanti che in quel turno hanno effettuato più di 10 passaggi nella trequarti avversaria, Rao è stato quello con la percentuale di successo più alta, 84,6% con 11 passaggi riusciti su 13.

Il lavoro tattico di Rao

Dentro il Bari, Rao sta dando soprattutto tre cose. La prima è profondità corta: non l’attacco lungo alle spalle della linea per quaranta metri, ma la capacità di entrare rapidamente nello spazio tra difensore e quinto avversario, o tra centrale e braccetto. La seconda, come detto, è la presenza nell’area avversaria.
La terza è la mobilità senza palla utile a collegare il gioco con la punta centrale. Contro l’Empoli, per esempio, è lui a provocare il rosso diretto di Lovato per fallo da ultimo uomo, in una situazione che nasce proprio da un attacco in campo aperto.

Su cosa deve lavorare Emanuele Rao?

Nonostante il suo rendimento sia evidente, c’è un aspetto su cui il classe 2005 deve ancora migliorare: la continuità nell’arco dei 90 minuti. Rao, infatti, vive ancora di momenti dentro la partita e questo lo porta, a tratti, a uscire dal gioco, complicando non solo il piano tattico collettivo, ma anche le sue scelte individuali. Quando perde continuità, tende infatti a innervosirsi e a forzare alcune giocate con il pallone tra i piedi. Si tratta comunque di un aspetto che, con il tempo, può essere corretto. Intanto i risultati lo stanno premiando, come dimostra anche la convocazione con l’Italia Under 20 arrivata lo scorso marzo.

15 Aprile 2026

Marco Della Pietra

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