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Palermo, Vavassori si racconta: “I consigli di Inzaghi, l’insegnamento dell’Atalanta e il traguardo della Serie A”

Top XI decima giornata

Sette reti messe a segno, impatto devastante nel campionato cadetto e nomina a Player of the Week della 10ª giornata di Serie BKT: Dominic Vavassori è a tutti gli effetti l’uomo copertina del Palermo di Filippo Inzaghi. Il giovane attaccante classe 2005 ha fatto il punto sul suo straordinario avvio di stagione in un’intervista rilasciata al Giornale di Sicilia.

Il momento magico al Palermo e il rapporto con Inzaghi

Senza far rimpiangere l’infortunato Strefezza, il giovane talento rosanero ha conquistato il pubblico del Barbera a suon di prestazioni e concretezza sotto porta:

“Sto vivendo uno dei momenti più belli della mia giovane carriera, ma non credo di essere diventato un calciatore diverso nel giro di qualche mese. La tournée in Australia è stata un’esperienza che mi ha fatto percepire immediatamente la dimensione internazionale che il club sta acquisendo e il significato di indossare questa maglia”.

Un passaggio fondamentale è dedicato alla gestione e agli insegnamenti di mister Filippo Inzaghi, che gli ha prefissato l’asticella dei 15 gol stagionali:

“Inzaghi ha dimostrato fin dal primo giorno di credere in me e questo rappresenta uno stimolo enorme. Abbiamo costruito un ottimo rapporto e poter lavorare quotidianamente con un allenatore che ha scritto pagine importanti del calcio è un’opportunità preziosa per la mia crescita. Mi dà tantissimi consigli, soprattutto sull’attenzione ai dettagli e sulla capacità di farsi trovare pronti nei momenti decisivi. I 15 gol sono uno stimolo importante, naturalmente spero di segnarne il più possibile, ma il traguardo che conta davvero è quello della squadra. Ogni mio gol deve essere prima di tutto un contributo al raggiungimento del nostro obiettivo”.

vavassori

Le radici a Bergamo e la cultura del lavoro

Vavassori guarda anche al percorso svolto nell’Atalanta tra vivaio, Under 23 e prima squadra, fattore determinante per la sua maturazione tattica e caratteriale:

“È stata fondamentale per la mia crescita, perché mi ha permesso di confrontarmi molto presto con il calcio dei grandi. Anche la possibilità di allenarmi con la prima squadra è stata determinante e sono grato a Gasperini e Modesto per quello che mi hanno trasmesso, così come a Palladino, che mi ha dato l’opportunità di esordire in prima squadra. Da Bergamo porto con me soprattutto la cultura del lavoro e la consapevolezza che il talento da solo non basta per affermarsi ad alti livelli”.

4 Novembre 2026

Simone Ferraro

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