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Catanzaro-Padova 1-1: l’analisi tattica del Ceravolo

Dorval

Al Ceravolo finisce 1-1 una partita molto bilanciata. Alla prima davanti al proprio pubblico, il Catanzaro di Michele Mignani gioca la miglior gara della stagione, passa con Dorval e calcia 25 volte verso la porta, ma si ferma sul muro di Sorrentino. Il Padova di Antonio Calabro, al terzo impegno in una settimana, soffre per un tempo e trova il pareggio con Varas alla prima vera occasione, grazie alle correzioni apportate all’intervallo. Di seguito la nostra analisi tattica per Catanzaro-Padova.

Catanzaro-Padova analisi tattica

I moduli a confronto

Mignani, recuperato Antonini, ha scelto il 3-5-2: Pigliacelli tra i pali, Frosinini, Antonini e Imperiale in difesa, Candela e Dorval sulle corsie, Tchaouna, Petriccione e Alesi in mezzo al campo, Iemmello e Koffi in attacco. Pafundi è partito dalla panchina, Tchaouna ha avuto spazio in mediana.

Calabro ha risposto a specchio, tornando alla difesa a tre dopo il 4-3-1-2 visto contro il Südtirol: Sorrentino in porta, Dellavalle, Lovato e Sgarbi in difesa, Carissoni e Capelli esterni, Varas, Giunti e Fusi a centrocampo, Moro e Artistico davanti. Diverse rotazioni rispetto alla gara dell’Euganeo, con Varas schierato dal primo minuto.

Il Catanzaro aggredisce, Sorrentino tiene in vita il Padova

L’avvio è tutto della squadra di Mignani. Il Catanzaro aggredisce alto, vince i duelli e porta tanti uomini in area, sfruttando la spinta di Dorval sulla sinistra e il movimento delle due punte. Il Padova, appesantito dalle fatiche del turno infrasettimanale, fatica a uscire dalla propria metà campo e a trovare Moro e Artistico.

Il vantaggio arriva al 27′: dopo una serie di contrasti in area il pallone resta vagante e Dorval lo colpisce di sinistro al volo sul controbalzo, firmando il suo primo gol in campionato. Il Catanzaro continua a spingere e crea altre occasioni, ma trova sempre sulla sua strada Sorrentino, già decisivo nelle ultime partite. Si va al riposo sull’1-0, con un risultato che va stretto ai giallorossi.

Le mosse di Calabro e il pareggio di Varas

All’intervallo Calabro interviene sul centrocampo, inserendo Zuelli e Pompetti al posto di Giunti e Fusi. Poco dopo l’ora di gioco esce anche Sgarbi per Cocchi e il Padova passa alla difesa a quattro, guadagnando un uomo in mezzo al campo e maggiore spinta sugli esterni. Proprio l’ingresso di Pompetti cambia il ritmo della manovra biancoscudata: più palloni giocati in verticale e meno tempo passato a difendersi.

Al 66′ arriva il pareggio, nel momento più difficile per il Padova: Capelli crossa dalla destra e Varas, inserito alle spalle della difesa, insacca da pochi passi. Il gol non spegne il Catanzaro, che si riversa in avanti con i cambi: Mignani inserisce Ruggero, Mosti, D’Alessandro, Buso e Arditi. Ancora Sorrentino è decisivo con il piede sul tiro di Mosti, mentre nel finale il Padova sfiora il colpo grosso con Moro, servito da Cocchi.

Gli aspetti tattici emersi dalla partita

Il primo dato che emerge è il volume di gioco del Catanzaro. Le Aquile hanno chiuso con 25 tiri contro i 5 del Padova, un dato che racconta il cambio di atteggiamento portato da Mignani in pochi giorni di lavoro: squadra corta, aggressiva in pressione e pronta a riempire l’area. Il limite resta la concretezza sotto porta, perché a tanta produzione è corrisposto un solo gol, nato peraltro da una palla sporca.

Il secondo tema è la lettura della partita da parte di Calabro. Il Padova ha retto il primo tempo affidandosi alla solidità della difesa e alle parate di Sorrentino, poi ha cambiato struttura all’intervallo. Il passaggio alla linea a quattro e l’ingresso di Pompetti e Zuelli hanno dato ai biancoscudati più qualità nella gestione e la possibilità di attaccare con gli esterni, da cui è nato il pareggio.

Il terzo aspetto riguarda Sorrentino. Il portiere del Padova è stato ancora una volta il giocatore che ha tenuto in partita la sua squadra, dopo le prestazioni di Avellino e contro il Südtirol. Un rendimento che sta diventando il punto fermo della risalita biancoscudata.

“È dura essere padroni della partita per 95 minuti, perché davanti c’era un avversario che probabilmente aveva quattro mesi di lavoro in più rispetto a noi”, ha detto Mignani. “Questo è un passo in avanti, vuol dire che questa squadra ha qualcosa da dare”. Calabro, ex di turno, ha riconosciuto la superiorità avversaria nella prima frazione: “Il primo tempo è stato di marca Catanzaro, nella ripresa siamo riusciti a recuperarla. Il pareggio è un risultato corretto”.

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2 Novembre 2026

Marco Della Pietra

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