Nel turno infrasettimanale del campionato di Serie B, al Dino Manuzzi è andato in scena il match tra Cesena e Empoli. Di seguito la nostra analisi tattica su Cesena-Empoli.
Il Cesena si è schierato con il 4-2-3-1. Davanti a Siano, la linea difensiva era composta da Piacentini, Gelli, Mangraviti e Frabotta, mentre Bisoli e Bohinen formavano la coppia di centrocampo incaricata di proteggere la difesa e dare equilibrio alla manovra. Alle spalle di Cristian Shpendi agivano D’Andrea, Pagano e Druiventak, con Pagano nel ruolo di riferimento centrale tra le linee.
L’Empoli ha risposto con il 3-5-2: Seghetti era protetto dal trio difensivo formato da Magnino, Romagnoli e Cauz. In mezzo al campo operavano Biondini, Yepes e Saporiti, mentre Zedadka e Corrado occupavano le corsie esterne. In attacco, Popov affiancava Stiven Shpendi. Ne è nato un confronto tra il sistema più largo del Cesena, costruito attorno ai tre giocatori alle spalle della punta, e la struttura più densa centralmente dell’Empoli, che affidava agli esterni il compito di garantire ampiezza.

Primo tempo: equilibrio, transizioni e pericolosità sui calci piazzati
La prima frazione è stata equilibrata, con l’Empoli attento a sfruttare la mobilità di Saporiti. Il centrocampista si muoveva dalla zona centrale verso sinistra e al 13’ è riuscito a entrare in area da quel lato, concludendo verso Siano. Al 20’, una ripartenza ospite ha portato Stiven Shpendi al limite dell’area; l’azione è terminata con il tiro di Popov, finito fuori.
Il Cesena ha cercato di sviluppare il gioco attraverso i tre trequartisti alle spalle di Cristian Shpendi, ma le occasioni più nitide sono arrivate soprattutto dalle situazioni da fermo. Al 28’, una punizione di Pagano ha costretto Seghetti alla parata; sulla ribattuta, il tentativo ravvicinato di D’Andrea è stato deviato in angolo dal portiere. Anche il corner successivo ha creato apprensione nella difesa toscana, con Biondini costretto a intervenire ancora per concedere un altro tiro dalla bandierina.
Il vantaggio bianconero è arrivato al 39’, al termine di un’azione sviluppata sulla trequarti: D’Andrea ha servito Cristian Shpendi, che ha trovato l’incrocio con un sinistro preciso, firmando il suo settimo gol in campionato. Poco prima, al 34’, Diamanti era stato costretto a sostituire Frabotta con David. Il Cesena è così riuscito a trasformare una fase di sostanziale equilibrio in un vantaggio concreto, grazie alla qualità della giocata offensiva.
Secondo tempo: i cambi, la reazione dell’Empoli e l’episodio decisivo
All’intervallo Andreoletti ha modificato due elementi della linea difensiva, inserendo Bembnista e Indragoli al posto di Magnino e Romagnoli, entrambi ammoniti nel primo tempo. La scelta puntava anche a ridurre il rischio di una seconda ammonizione. Il Cesena ha effettuato a sua volta un cambio immediato, con Ciofi al posto di Piacentini.
La ripresa è stata più frammentata e meno fluida sul piano del gioco. L’Empoli ha trovato il pareggio al 61’ con un destro secco di Saporiti dal limite dell’area. Poco dopo, gli ospiti hanno avuto una concreta occasione per passare in vantaggio, ma Siano ha negato il gol a Corrado, libero sul secondo palo. Al 68’ è stato invece il Cesena a sfiorare la rete con Bisoli, che non ha inquadrato la porta con una conclusione di destro.
Il momento decisivo è arrivato al 74’, ancora su calcio d’angolo. Stiven Shpendi ha toccato il pallone di testa all’indietro, indirizzandolo verso la propria porta; nel tentativo di intervenire, Seghetti si è scontrato con il compagno e il pallone è finito in rete. L’Empoli ha provato a cambiare l’inerzia inserendo Ceesay al posto di Popov al 56’, per poi ricorrere a Bandinelli e Distefano. Diamanti ha risposto con Guidi, Debenedetti e Magni, cercando di gestire il vantaggio nel finale. In pieno recupero, Stiven Shpendi è stato espulso per un intervento sul portiere avversario, dopo la revisione al VAR.
Le chiavi tattiche: palle inattive, gioco tra le linee e concretezza
Le palle inattive sono state uno dei fattori più importanti della partita. La punizione e i successivi corner del primo tempo hanno messo in difficoltà l’Empoli, che ha sofferto anche sull’angolo da cui è nata l’autorete decisiva. Per il Cesena, le situazioni da fermo si sono rivelate quindi una risorsa concreta per creare pressione e portare uomini in area.
Un altro elemento centrale è stato il ruolo di Pagano, coinvolto nei calci piazzati e nella costruzione offensiva. La sua posizione tra le linee ha offerto al Cesena un riferimento per collegare il centrocampo al reparto avanzato. In una partita spesso spezzettata, la qualità individuale ha fatto la differenza soprattutto nell’azione del primo gol, nata da una combinazione pulita tra D’Andrea e Cristian Shpendi.
L’Empoli ha costruito occasioni importanti con Saporiti e Corrado e, nella ripresa, è riuscito a rientrare in partita. Tuttavia, non ha sfruttato le opportunità per completare la rimonta e ha mostrato fragilità nella difesa delle palle inattive. Il 3-5-2 gli ha garantito densità in mezzo al campo, ma non sempre la necessaria protezione dell’area. I cambi all’intervallo, motivati anche dalle ammonizioni, hanno inoltre richiesto un riassetto della linea a tre.
Il Cesena ha avuto il merito di essere più concreto nei momenti determinanti e di trovare il modo di sfruttare le situazioni da fermo. Con questo successo ha interrotto un digiuno di vittorie casalinghe che durava da sette mesi; per l’Empoli è arrivata invece la sesta sconfitta stagionale. La differenza è stata soprattutto nella capacità di capitalizzare gli episodi: i toscani hanno saputo reagire, ma i romagnoli hanno trovato le giocate decisive per portare a casa il risultato.
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