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Dal Giudice sportivo al Collegio di Garanzia: i gradi della giustizia sportiva spiegati

sanzione

Una squalifica dopo un’espulsione, una multa per i cori, una penalizzazione in classifica. Sono tutte decisioni disciplinari, ma non le prende lo stesso organo e non seguono lo stesso percorso. Per orientarsi bisogna conoscere i gradi della giustizia sportiva: due binari paralleli dentro la Federazione e un ultimo grado comune presso il CONI.

gradi della giustizia sportiva

Il doppio binario della FIGC

Il Codice di Giustizia Sportiva divide gli organi federali in due filiere, ciascuna con un primo e un secondo grado. La distinzione non dipende dalla gravità della sanzione, ma dall’origine del fatto da giudicare.

Giudice sportivo e Corte sportiva d’appello

La prima filiera si occupa di ciò che accade in partita. In Serie B il Giudice sportivo nazionale esamina il referto dell’arbitro e gli atti ufficiali dopo ogni giornata. Decide squalifiche, ammende alle società e, nei casi previsti, sul risultato della gara. È lui a fermare un giocatore espulso o arrivato alla quinta ammonizione.

Contro le sue decisioni si può presentare reclamo alla Corte sportiva d’appello, che giudica in secondo grado con un procedimento in camera di consiglio e tempi brevi.

Tribunale federale e Corte federale d’appello

La seconda filiera riguarda le violazioni che nascono fuori dal campo: illeciti sportivi, irregolarità amministrative, mancati pagamenti, condotte dei dirigenti. Qui il procedimento parte dal deferimento della Procura federale, l’organo che indaga e sostiene l’accusa.

In primo grado decide il Tribunale federale nazionale, in secondo la Corte federale d’appello. È questa la strada che porta in genere alle penalizzazioni in classifica, perché le violazioni economiche e amministrative dei club vengono accertate qui e non dal Giudice sportivo.

Il Collegio di Garanzia del CONI

Esauriti i due gradi federali, il Collegio di Garanzia dello Sport è l’organo di ultimo grado della giustizia sportiva. Non riesamina i fatti: valuta solo la violazione di norme di diritto e l’omessa o insufficiente motivazione della decisione impugnata.

Non tutte le decisioni arrivano fin qui. Il Codice della Giustizia Sportiva del CONI esclude le controversie in materia di doping e quelle che hanno portato a sanzioni tecnico-sportive inferiori a novanta giorni o a sanzioni pecuniarie fino a 10.000 euro. Per questo una normale squalifica di una o due giornate si chiude in ambito federale.

Il Collegio può confermare la decisione oppure annullarla. In alcuni casi l’annullamento avviene con rinvio, e la questione torna alla Corte federale d’appello per un nuovo giudizio. È quanto accaduto nel 2023 nel caso plusvalenze della Juventus, quando il Collegio rinviò alla Corte la rideterminazione della sanzione.

Oltre lo sport

Chiusa la giustizia sportiva, per le controversie che toccano interessi rilevanti anche per l’ordinamento dello Stato resta la via della giustizia amministrativa, con il TAR del Lazio come giudice di riferimento. È un passaggio raro nel calcio di tutti i giorni, ma esiste.

Un caso di questa stagione

Il percorso è attuale anche in Serie B. La Juve Stabia ha presentato reclamo contro i due punti di penalizzazione inflitti dal Tribunale federale nazionale a settembre, come abbiamo raccontato a metà ottobre. Contro una decisione del Tribunale federale il secondo grado è la Corte federale d’appello; dopo, se ne ricorreranno le condizioni, resta il Collegio di Garanzia.

Capire chi decide aiuta a leggere i tempi. Una squalifica del Giudice sportivo produce effetti dalla partita successiva, mentre un procedimento davanti al Tribunale federale può richiedere settimane e arrivare a sentenza definitiva anche a campionato inoltrato.

FAQ

Chi decide una squalifica dopo una partita di Serie B?
Il Giudice sportivo nazionale, sulla base del referto arbitrale. Contro la sua decisione la società può fare reclamo alla Corte sportiva d’appello.

Si può fare ricorso contro una penalizzazione in classifica?
Sì. Contro la decisione del Tribunale federale nazionale si presenta reclamo alla Corte federale d’appello. Dopo il secondo grado resta il Collegio di Garanzia del CONI, che valuta però solo la corretta applicazione delle norme.

1 Novembre 2026

Jacopo Giuccioli

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