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Dentro i giovani della Serie B: Jacopo Seghetti

Per questa puntata della nostra rubrica “Dentro i giovani della Serie B” il focus è su Jacopo Seghetti. Portiere dell’Empoli, classe 2005, è cresciuto interamente nel vivaio azzurro e in questa stagione si è preso la porta della prima squadra, vincendo un ballottaggio che alla vigilia sembrava pendere verso un portiere più esperto.

Dopo l’esordio in Serie A e un anno di formazione in prestito a Livorno, è oggi una delle poche certezze di un Empoli che fatica a trovare continuità.

Seghetti

Il percorso di Jacopo Seghetti

Seghetti percorre tutta la trafila nelle giovanili dell’Empoli, fino a diventare titolare della Primavera nella stagione 2023/24. I suoi riferimenti sono Gigi Buffon e Guglielmo Vicario, con cui ha avuto modo di allenarsi proprio a Empoli.

La prima occasione tra i grandi arriva nella stagione 2024/25, quando è soltanto il quarto portiere della rosa. D’Aversa lo lancia titolare in Coppa Italia il 24 settembre 2024 contro il Torino, in una vittoria per 2-1, e gli conferma la fiducia anche negli ottavi contro la Fiorentina. Seghetti chiude quella competizione con quattro presenze da titolare, accompagnando l’Empoli fino a una storica semifinale. L’11 gennaio 2025 arriva anche l’esordio in Serie A, dal primo minuto contro il Lecce, a 19 anni e 328 giorni.

Nell’estate 2025 l’Empoli lo manda in prestito al Livorno, in Serie C. È la prima stagione da titolare tra i professionisti: 30 presenze e 2.700 minuti, sei partite senza subire gol e una salvezza conquistata. Dopo un girone d’andata con qualche errore di troppo, la seconda parte di stagione è decisamente più solida, al punto da conquistare una piazza esigente come quella amaranto pur essendo nato in provincia di Pisa. Nello stesso periodo entra stabilmente nel giro della Nazionale Under 20, con cui partecipa anche al Mondiale di categoria.

In estate l’Arezzo prova a prenderlo, ma l’Empoli decide di tenerlo. Nonostante la presenza di Perisan, sia Pagliuca sia Andreoletti scelgono di puntare su di lui come titolare.

Il manifesto della sua stagione è la gara con il Palermo della sesta giornata. La capolista chiude con 35 tiri, 12 nello specchio, e Seghetti prova a tenere l’Empoli in partita con una serie di interventi decisivi, su Vavassori e Palumbo nel primo tempo e su Johnsen a inizio ripresa.

Le qualità tecniche

Seghetti è un portiere di 189 centimetri, destro, con una struttura fisica importante. La sua qualità più evidente sono i riflessi: reagisce rapidamente sulle conclusioni ravvicinate e ha una buona esplosività nei tuffi, che gli permette di arrivare anche sui palloni destinati agli angoli.

A questo abbina un ottimo senso della posizione. Si colloca correttamente rispetto al pallone e all’attaccante, riducendo lo specchio della porta e facilitando l’intervento. È un aspetto meno appariscente dei riflessi, ma spesso decisivo nelle situazioni di uno contro uno, quando un portiere ben posizionato costringe l’avversario a cercare la soluzione più difficile.

Altro punto di forza sono le uscite. Seghetti non ha paura di abbandonare la linea di porta, sia sui palloni alti sia in profondità, e la sua presenza fisica gli consente di dominare l’area piccola. È una caratteristica preziosa in una squadra come l’Empoli, che concede molte occasioni e spesso è costretta a difendere a lungo nella propria metà campo.

C’è infine la personalità. Aver giocato un’intera stagione da titolare in una piazza calda come Livorno, sotto pressione e in lotta per la salvezza, gli ha dato una maturità superiore alla media per la sua età. Lo dimostra anche il modo in cui gestisce gli errori commessi.

I punti su cui deve lavorare

Il primo aspetto è la continuità. Già a Livorno la prima parte di stagione era stata condizionata da alcuni errori, e anche in questo avvio di campionato non sono mancati episodi negativi, come il gol subito nella sconfitta con l’Arezzo, di cui lui stesso si è preso la responsabilità.

Il secondo punto riguarda la gestione della fase di possesso. Il calcio moderno chiede ai portieri di partecipare attivamente alla costruzione, e con Andreoletti l’Empoli sta cercando una nuova identità. Seghetti dovrà crescere nella qualità del gioco con i piedi, sia nel passaggio corto sotto pressione sia nel lancio lungo, per diventare un riferimento anche quando la squadra ha il pallone.

C’è infine la guida della difesa. In una squadra giovane come quella azzurra, il portiere deve essere anche il primo regista della linea difensiva, capace di comunicare, posizionare i compagni e trasmettere sicurezza. Più partite giocherà da titolare in Serie B, più Seghetti potrà trasformarsi da talento promettente in leader del reparto.

4 Novembre 2026

Marco Della Pietra

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